Due giorni all’inizio delle Louis Vuitton Pacific Series e ad Auckland si comincia a fare sul serio. I team più navigati paiono aver trovato le sinergie d’un tempo, mentre i debuttanti hanno ormai raggiunto un livello di preparazione che poco ha da invidiare rispetto a quello di Alinghi e BMW Oracle Racing, gli unici ad aver proseguito l’attività agonistica dalla fine della campagna valenciana ad oggi.
Louis Vuitton Pacific Series
Dopo la sosta di ieri, imposta dall’avversità delle condizioni meteo, Damiani Italia Challenge è tornata ad incrociare nelle acque della Waitemata Bay a bordo degli ACC griffati Emirates Team New Zealand. A condividere gli angusti spazi del box di partenza con l’equipaggio di Vasco Vascotto e Francesco Bruni è stato Team Shosholoza, portato da una nutrita schiera di velisti italiani, capeggiati da Paolo Cian e Tommaso Chieffi.

Sfruttando il favore della situazione meteo – vento tra i 10-15 nodi più teso in corrispondenza della boa di bolina e mare calmo – i due team hanno dato vita a una serie di serrati pre-partenza, seguiti da una regata, durata, in pratica, il tempo di una bolina.

“Ogni giornata trascorsa in mare è molto importante – ha commentato Vasco Vascotto al rientro dalla sessione di allenamento – Mancano due giorni all’inizio delle regate e l’imbuto si stringe sempre più: è normale chiedere a sé stessi e all’equipaggio qualcosa di più ogni volta. Stiamo lavorando bene e sono fiducioso. E’ un po’ come nelle gare di corsa. Prima dello start c’è il pronti, partenza, via. Oggi siamo al pronti”.

“Siamo cresciuti molto nel corso delle ultime settimane – ha aggiunto Alberto Bolzan, responsabile della regolazione del carrello randa – Le manovre ci riescono piuttosto bene e tutto pare andare nel verso giusto. Non sarà facile, perché il livello è altissimo, ma siamo consapevoli di poter dire la nostra”.