La caccia in Italia vista da Terra!
7:46 || 4 marzo, 2010 in Mediaset, Società
La pratica della caccia in Italia, è al centro del nuovo appuntamento con Terra!, il settimanale del Tg5 a cura di Toni Capuozzo e Sandro Provvisionato, in onda giovedì 4 marzo 2010, in seconda serata, su Canale 5.
Sandro Provvisionato, dal Tempietto di Diana, dea protettrice dei cacciatori, all’interno del parco di Villa Borghese, a Roma, approfondisce, al termine della stagione venatoria, i diversi temi legati al mondo della caccia in Italia. Una pratica che vede impegnati oltre 750mila persone, la maggior parte ultrasessantenni, fortemente osteggiata da quasi il 75% degli italiani, eppure sopravvissuta a 3 referendum voluti dai suoi oppositori.

Toni Capuozzo, intervista lo scrittore, alpinista e scultore Mauro Corona che racconta il suo passato rapporto con la caccia, iniziato in gioventù grazie al padre, sino alle attuali critiche a questa pratica che vede, anno dopo anno, assottigliarsi le file dei propri appassionati.
A seguire Anna Migotto e Sabina Fedeli, raccolgono voci, favorevoli e contrarie, a questa pratica. Un dibattito riacceso dopo la presentazione di alcune proposte di legge per estendere il tempo della stagione venatoria e che vorrebbero abbassare a 16 anni l’età minima per ottenere il patentino da cacciatore. Tra i commenti registrati anche quelli di esponenti di Federcaccia, della Lipu (Lega italiana protezione uccelli) e del WWF (World Wildlife Fund). Terra! è un programma del Tg5, a cura di Toni Capuozzo e Sandro Provvisionato. In redazione, Marco Corrias, Sabina Fedeli, Anna Migotto. Produzione esecutiva di Monica Ferraro.






Fabio
04. mar, 2010
Egr. sig Capuozzo, mi auguro che Lei che reputo una persona molto seria e non superficiale abbia modo di essere adeguatamente informato sulle leggi e regole che riguardano l’argomento molto delicato, tanto da non permettere nel corso della trasmissione che gli argomenti vengano strumentalizzati contro una pratica (la prego di non chiamarlo sport) antica come il mondo e che oggi trova la sua sostenibilità nella GESTIONE della fauna sia essa stanziale che migratoria. Di ricordare che Cacciatori e bracconieri sono due cose distinte e separate come lo sono automobilisti e pirati della strada e mi auguro che il contraddittorio sia rappresentato adeguatamente sia da chi rappresenta i favorevoli che dai contrari. Anche se non mi sembra visto che i protezionisti hanno wwf e lipu mentre noi cacciatori solo la federcaccia. La diatriba sulla deregulation venatoria è solo fumo negli occhi in campagna elettorale perchè a livello comunitario siamo obbligati a recepire una direttiva che attende da troppo tempo fermo restando che noi cacciatori siamo i primi interessati al mantenimento dell’ambiente e a non intaccare le popolazioni di base della selvaggina a garanzia di una proiezione nel futuro della nostra passione e non abbiamo quindi nessun interesse a sparare durante i periodi riproduttivi. In ultima analisi affacciandoci sui paesi a noi vicini come Francia Spagna e Grecia (caratterizzati dallo stesso fotoperiodo nostro) non chiediamo altro che di poter essere perlomeno al loro pari visto che la comunità europea ha accettato per tali paesi una stagione venatoria per periodi e per specie che parte dal mese di agosto e termina il 28 febbraio date decise su documentazione scientifica sulle date che interessano le migrazioni pre nuziali: Perchè in Italia tali animali dovrebbero passare prima? L’argomento è vasto e largamente legiferato (Stato Regioni Province) e siamo lungi da una deregulation come urlano determinati catastrofisti che hanno poi ben altre mire rispetto alla salvaguardia ambientale. Chieda alla Lipu quanti soldi ha preso da Alemanno per spostare gli storni da un albero all’altro con i megafoni durante l’inverno… e noi siamo l’unico paese del mediterraneo dove lo storno è considerato specie protetta!!! E già che c’è chieda da dove vengono presi i soldi dei rimborsi per i danni della fauna agli agricoltori!!!
Grazie dell’attenzione
Fabio Felici
paola
05. mar, 2010
cacciatore buono….solo qujello morto
alberto
05. mar, 2010
Per Paola:
Impara a scrivere in Italiano e vergognati di quello che hai scritto………….
isa
05. mar, 2010
Sparare animali indifesi ed ignari non e’ uno sport e’ una mattanza calcolata e sponsorizzata dall’ industria della caccia e dai politici, che non amano la natura come fanno credere, ma amano il business che c’e’ dietro la caccia.
Silvia
05. mar, 2010
La caccia non è un hobby e nemmeno uno sport, ma solo un assassinio purtroppo legalizzato, supportato dalle potenti lobbies dei produttori di armi.
Assolutamente più del 75% dei cittadini italiani sono contrari a questa ingiustificata mattanza, perchè noi amiamo la natura e non vogliamo che venga contaminata dal vostro velenoso piombo…e perchè amiamo gli animali e li preferiamo vivi, non ammazzati dalle vostre vili armi.
La caccia è una pratica vile e assolutamente anacronistica, praticata perlopiù da persone ultrasessantenni con titolo di studio basso, poco scolarizzate, che vivono nelle provincie, questo lo dicono i principali sondaggi.
NON MANDATE AL GOVERNO COLORO CHE SUPPORTANO LA CACCIA, LE LOBBIES E I CACCIATORI…
LA DESTRA VORREBBE ELIMINARE LE RESTRIZIONI AL PERIODO VENATORIO FACENDO DIVENTARE QUESTO PAESE UN PAESE DA TERZO MONDO…NON VOTATELI!!
Quoto Paola
Eduardo Quarta
05. mar, 2010
Salve a tutti,
ma lasciatemi venire subito a quel che penso… se la caccia è sopravvissuta fino ad oggi è certamente a causa del fatto che gli Italiani sono alquanto moderati ed anche ‘buoni’, potremmo dire. Nel dibattitato mediatico un argomento viene sempre posto tra fronti opposti: “io sono contro di te che tu sei contro di me”. Modo di fare che non giova a nessuno, soprattutto quando si tratta della caccia… agli Italiani bisognerebbe fornire le conoscenze per scegliere; questi dovrebbero sapere che ci sono davvero valide ragioni per cui opporsi alla caccia o COMUNQUE fare in modo che venga gestita diversamente. I cacciatori dicono di non essere bracconieri… eppure, mai come negli ultimi tempi, mi è sembrato che le due figure si confondessero a vicenda. In Europa siamo conosciuti come il paese dove muoiono i migratori ed è ridicolo!
Personalmente vorrei ricordare solo una cosa: tra miliardi di esseri viventi che popolano la Terra, l’Uomo è l’unica creatura a poter decidere del Destino di tutte le altre.
Davide
05. mar, 2010
La caccia e i cacciatori sono obsoleti e fuori tempo. una pratica violenta per una categoria violenta. Sono pochi quelli che stimo e apprezzo nel mondo venatorio, gli altri sono solo gentaglia armata. Bracconaggio e caccia sono divisi solo da una sottile linea che molti spezzano ma furbamente non ammettono. Ora come ora sarebbe da aumentare i controlli e limitare ulteriormente questo hobby sanguinario e non migliorare a favore loro le leggi gia esistenti per un gruppo di signorotti annoiati, soprattutto in un momento critico economicamente come questo. Uno schiaffo alla miseria. Politica e forze politiche sprecate solo per un vile divertimento.
Enrico
05. mar, 2010
fate chiudere la caccia…..è solo ora e tempo…….basta…..
antonio
05. mar, 2010
Stop caccia e` ora di smetterla…….
francesco mantero, italy
05. mar, 2010
su un sito di un’ associazione venatoria, a fianco di una bella foto di un uccello ( protetto!!) compare un datario con su indicati i giorni che mancano per l’ apertura della caccia..con l’ attuale legge prevista per i primi di settembre.
Questi signori qui contano i giorni che mancano per ammazzare innocenti animali che in questo periodo si stanno accoppiando o stanno traversando mari e deserti per nidificare..tanta fatica di genitori sprecata per gente che sta a contare i giorni per ammazzarli! e per fare cosa? per mangiarli? ma se tutti sanno che a parte i cinghiali che alimentano il mercato clandestino delle carni “tradizionali” e gli istrici gli uccelli si buttano o al massimo vanno in polenta… che sintesi di tutte le più stupide istintualità umane ci può essere oltre questa?
luca balzi
05. mar, 2010
basta col supplizio! ci massacrano di spari e violenza per cinque mesi l’ anno e ora che vogliono? tutto l’ anno? la primavera? l’ estate? No non ce le toglierete! lasciateci vivere noi e gli uccelli!
FARNS
05. mar, 2010
La caccia non e’ uno sport, non e’ un’attivita’ divertente, non ha alcun senso nel 2010 tranne che per ovviare all’impotenza di 4 co**ni che non trovano niente di meglio che uscire di casa alle 5 con il solo fine di sparare ed uccidere animali indifesi senza un vero confronto ma da vigliacchi.
Per non parlare delle cucciolate, a decine che ogni cacciatore fa fare di cui solo uno su 5 andra’ bene per il loro scopo gli altri finiranno uccisi o abbandonati, hanno anche il barbaro coraggio di dire che amano i loro cani, non ho mai visto un bastardo di un cacciatore portare il loro cane a spasso tranne che per il loro sporco lavoro, controllate l’anagrafe canina prendete i cacciatori e noterete come hanno decine di cani morti giovani di fianco al loro nome.
LA CACCIA UN’ATTIVITA’ DI M***A PRATICATA DA UOMINI DI M****
Paola V.
05. mar, 2010
La caccia è un’orrenda abitudine arcaica che non ha più ragione di esistere. Basta, per favore! Abolitela completamente e per sempre, altro che allungarne i termini! I cacciatori rappresentano una minoranza violenta ed egoista, e si permettono di uccidere milioni di animali che sono patrimonio di tutti gli Italiani. In più, se questa legge passasse, tutti noi dovremmo ANCHE pagare sanzioni alla Comunità Europea. Non esiste. E’ una vergogna che si sia arrivati a questo punto. MA gli elettori hanno buona memoria, e al momento del voto si ricorderanno di tutti gli “scherzetti” attuati subdolamente in Parlamento dai vari “onorevoli” (!) che sono ostaggio della lobby dei cacciatori.
Itala
06. mar, 2010
E’ un’indecenza che ancora oggi ci siano “persone” che si comportano come gli uomini della preistoria!! Loro avevano il diritto di andare a accia per la sopravvivenza, voi siete solo dei violenti!!
Luca De Bei
06. mar, 2010
La caccia è una “passione” invisa alla gran parte della popolazione italiana, e questo per molte ragioni. Non ultimo il fatto che i cacciatori hanno dei diritti negati al resto dei cittadini, come quello di entrare nei fondi privati (praticamente se ho un fucile posso farlo, se ho una borsa del pic nic no… ma ci rendiamo conto?)
La fauna non è bene di nessuno, ma patrimonio della collettività, quindi non si capisce perché una ristrettissima minoranza di italiani debba disporre di un bene comune.
La caccia non ha giustificazioni, nè etiche (uccidere per divertimento o pasione o sport chiamatelo come volete), nè economiche (irrilevanti), nè tantomeno di sostentamento (una volta si cacciava per sopravvivere, oggi ovviamente no).
La caccia POTREBBE avere un senso (il condizionale è d’obbligo) solo in accertati casi di sovrappopolazione di individui.
La caccia ha regole che in pochi rispettano, per il semplice fatto che in pochi sanno distinguere una specie cacciabile da una protetta. Molto pochi, e lo testimoniano i (rari) controlli che le guardie forestali fanno sulle prede cacciate.
Inoltre l’Europa ci ha già bacchettati ampiamente per le nostre deroghe, i nostri limiti considerati inadeguati. Spariamo a specie protette nel resto d’Europa. Uccelli che, stremati dal lungo viaggio, hanno la sfortuna di passare sul territorio italiano.
La caccia è brutale, non è alla pari. Che competizione c’è tra un fucile e un paio d’ali? Ci sono uccelli che pesano meno della pallottola che li uccide, che vengono dilaniati, che “esplodono” letteralemnte. I pesticidi, l’inquinamento, la cementificazione hanno, è verissimo, già decimato la fauna selvatica, ma questo non mi sembra un buon motivio per dar loro il colpo di grazia con un fucile. Anzi! Andrebbero ancor più difesi.
Insomma, quando a un cacciatore si dice: tu uccidi per divertimento, lui cosa può rispondere, se non : sì è vero. E allora che altro aggiungere?
carlo
07. mar, 2010
mi piacerebbe tanto che i cacciatori diventassero loro le prede per il divertimento degli animali, cosi capirebbero (forse) cosa significa morire inutilmente per far divertire qualcuno.
Un consiglio ai cacciatori, provate a darvi la caccia tra di voi forse è più divertente.
lucia
07. mar, 2010
Non è ammissibile che nel terzo millennio ci siano ancora “persone” che usano questa pratica per sfogare i loro istinti violenti e le loro frustrazioni.
Ci definiamo un paese civile, si parla (troppo) spesso di amore, tolleranza…. e poi ammettiano ed accettiamo che tra le nostre case si spari ad animali indifesi. Perchè anche questo accade… venga nelle barene della laguna veneta, nelle piccole isole di Vignole, o S.Erasmo… e si renderà perfettametne conto (così come in migliaia di altri posti) che non vengono rispettate non solo le specie protette, ma nemmeno le persone e le distanze di sicurezza dalle case. Si spara a tutto ciò che si muove, fosse un topo o il cane di casa… sperando in quel momento di non essere noi stessi in movimento.
E’ venuta l’ora di dire BASTA! E CHE SIA UN BASTA DEFINITIVO, NON COME AL SOLITO LEGGI E LEGGINE FATTE PER ACCONTENTARE TUTTI E CHE FINISCONO CON IL NON ACCONTENTARE NESSUNO.
NO ALLA CACCIA, SI’ ALLA VITA!
Alberto
07. mar, 2010
La regione Veneto ha già pagato sanzioni pesanti alla comunità europea per aver infranto le regole.
Con i soldi di chi? di tutti ovviamente.
Non ho intenzione di pagare ancora per gli assassini! Lo sappia il “Governatore” di turno -attualmente Galan-, ma anche quello che verrà dalle prossime elezioni.
La fauna è patrimonio di tutti!!! Le sanzioni vanno pagate, eventualmente, solo da chi caccia.
Paoletta
07. mar, 2010
Ma non ne avete abbastanza del sangue versato nel mondo???
Altro che civiltà! Siamo indietro, siamo ancora MOLTO indietro….
gianluca
07. mar, 2010
Ho seguito la trasmissione in oggetto, deludente, molto deludente. Un modo di fare giornalismo degno del “papersera”. In un paese dove la maggioranza assoluta della popolazione è decisamente contraria alla caccia, e dove, solo una sparuta minoranza arrogante la pratica violando costantemente ogni buonsenso, quello che ci si sarebbe aspettati sarebbe stato del sano giornalismo di inchiesta. E non lo si fa andando ad intervistare un manipolo di cacciatori che vogliono vendersi per “buoni e rispettosi” non lo si fa intervistando il presidente di federcaccia e di arcicaccia. Lo si fa andando “in missione” in modo anonimo, ascoltando e valutando attentamente le migliaia di segnalazioni che pervengono da cittadini di un paese che si ribella allo scempio di questa pratica immorale camuffata da sport. Vi sareste accorti ed avreste raccontato, per esempio, dell’inquinamento da piombo delle zone umide che ha raggiunto livelli insostenibili. Vi sareste accorti che la “caccia di selezione” ha ragion d’essere in quanto le specie (non autoctone) sono state introdotte dai cacciatori solo allo scopo di poterle cacciare. Vi sareste accorti della scomparsa dei predatori naturali, ai quali l’homo cacciatorius vorrebbe sostituirsi dopo aveli sterminati. Vi sareste accorti di quanto sia insostenibile la situazione di chi vive nelle zone rurali del paese “prigioniero” di cittadini armati ed arroganti che, durante la stagione venatoria scorazzano indisturbati nelle proprietà di chiunque, impallinando animali domestici, cani gatti ed anche umani, come le statistiche ci raccontano molto bene.
Vi sareste accorti che non è con un’arma in mano che si tutela la natura, come loro vogliono farci credere. Vi sareste accorti della montagna di rifiuti venatori sparsi per i nostri boschi e le nostre campagne. Vi sareste accorti degli enormi interessi in gioco. Vi sareste accorti di tutte queste cose e di altre ancora… E, sempre andando in missione in modo anonimo al seguito delle centinaia di volontari che ogni anno si dedicano alle attività antbracconaggio, vi sareste accorti che, chissà per quale strana coincidenza, il fenomeno del bracconaggio è tanto più alto quanto più alto è il numero dei cacciatori. Le valli bresciane ne sono un esempio evidente. Vi sareste accorti di quanto lavoro c’è e di quanto faticosa sia l’opera di chi , davvero, opera per la salvaguardia dell’ambiente naturale, della nostra flora e della nostra fauna. Migliaia di persone che non hanno interessi da difendere, che si muovono solo per amore, quello vero, genuino, naturale, che non ha bisogno di fuochi d’artificio o di cartucce riempite di pallini…