Digital Bros Game Academy, la nostra intervista a Geoffrey Davis

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Abbiamo avuto l’onore ed il piacere di intervistare Geoffrey Davis, a capo della Digital Bros Game Academy. Ecco quello che ci ha detto!

La Digital Bros Game Academy, cosa vi ha spinto a realizzarla in Italia?

La Digital Bros Game Academy è il risultato della visione e della grande esperienza di Digital Bros, multinazionale italiana che opera da trent’anni nel settore del digital entertainment.
Con la DBGA abbiam voluto rispondere alle esigenze della Game Industry italiana in continua ricerca di talenti che possano contribuire, con nuove idee, a far crescere e a rivitalizzare il mercato dei videogiochi nel nostro Paese. Il nostro intento è quello di formare e valorizzare la prossima generazione di sviluppatori per riuscire a dare nuova linfa vitale sia alle grandi realtà del nostro settore che agli studi di sviluppo indipendenti con l’ambizione di accrescere le professionalità e fermare la fuga dei “talenti” all’estero.
La Digital Bros Game Academy nasce quindi dall’industria per l’industria. Il nostro è un settore in continua evoluzione che richiede sempre più figure professionali specializzate.
La mancanza di specializzazione costituisce un grosso limite per la crescita del mercato videoludico. La DBGA con l’istituzione in Italia dei corsi di formazione post diploma per Game Programmer, Game Designer e Artist & Animator 2D/3D desidera colmare questo vuoto formativo per aiutare l’Industry italiana ad essere più competitiva.

Il modello “learning-by-doing” è senza dubbio il modo migliore per imparare una nuova professione, sia essa quella del Game Designer, del Game Programmer o dell’Artist & Animator 2D/3D. Ci può fare un esempio di come la vita dell’aspirante programmatore di videogiochi sia stata resa più facile da questo metodo di apprendimento?

Il nostro approccio all’apprendimento prepara l’aspirante sviluppatore di videogiochi ad affrontare situazioni reali che potrebbero presentarsi in ambito lavorativo, facilitandone l’esperienza professionale futura. Per gli studenti dei corsi per Game Programmer, Game Designer e Artist & Animator 2D/3D abbiamo costruito il percorso formativo ispirandoci al modello “bootcamp” americani: un approccio improntato essenzialmente sulla pratica con lo scopo di formare figure professionali “Job Ready”. I nostri studenti si trovano fin da subito a vivere le dinamiche di un vero studio di sviluppo, vengono catapultati in una realtà che ripercorre tutte le fasi di progettazione e sviluppo di un videogioco, ovviamente con tutte le problematiche che ne possono scaturire. L’Academy deve essere vissuta come una prima esperienza lavorativa, in cui tutto è pensato e strutturato per mettere gli studenti, alla fine del corso, nelle condizioni di entrare con facilità nel mondo del lavoro. Anche per questo motivo i docenti dell’Academy, ovvero i Core Trainer sono professionisti del settore videoludico che oltre a trasmettere la propria passione per questo lavoro, mettono a disposizione il proprio know-how per far si che i ragazzi acquisiscano le competenze necessarie per poter avere un futuro in questo settore.

Ha dichiarato che circa l’80% degli studenti ha trovato effettivamente lavoro dopo aver partecipato alla DBGA. Un risultato raggiunto in appena 2 anni! Avevate previsto un tale successo, considerando che mai in Italia si era visto qualcosa di simile?

Siamo davvero soddisfatti del risultato raggiunto, non avevamo la certezza di arrivare all’80%, ma abbiamo fatto il possibile per ottenerlo. Abbiamo creato le basi, grazie anche ad una rete di networking, affinché tutti i nostri ragazzi potessero avere un’opportunità alla fine del corso. Durante il percorso in Academy prepariamo gli studenti a sviluppare una formazione che noi definiamo T-Shaped, ovvero la combinazione tra le Hard Skill (le competenze tecniche) e le Soft Skill (capacità relazionali) necessarie per poter affacciarsi al mondo del lavoro con la professionalità e la specializzazione che un mercato come il nostro richiede. Possiamo dire che gli sforzi profusi in questo senso ci hanno dato ragione. Le competenze acquisite durante l’anno accademico, hanno permesso ai ragazzi di trasformare la loro passione in una vera professione. Oggi molti degli studenti del primo anno accademico sono al lavoro presso studi di sviluppo indipendenti e in aziende del settore più grandi e affermate.

Le donne. Avete dato particolare importanza al gentil sesso, con ben due borse di studio a loro dedicate (sulle quattro in totale), con una pensata appositamente per il ruolo di Game Programmer. Perché proprio quel ruolo e non altri?

Il settore dei videogiochi vede ancora una forte predominanza maschile per quel che riguarda lo sviluppo. Basti pensare che solo il 5% dei programmatori nel mondo sono donne. Noi vogliamo assolutamente invertire questa tendenza e lavorare per la parità dei sessi. Nel nostro piccolo stiamo cercando di incentivare la partecipazione delle donne alla Digital Bros Game Academy attraverso l’istituzione di due borse di studio a loro dedicate, di cui una proprio per una programmatrice, lavoro tra l’altro molto richiesto sia in Italia che all’estero.

Tra tutte le idee ed i progetti realizzati in questi due anni dai partecipanti del corso, ce ne sono state alcune che l’hanno colpita in modo particolare?

Sono davvero tante le idee e i progetti realizzati dagli studenti in questi due anni e individuarne solo alcuni non è così facile. Detto ciò, tra i lavori presentati l’anno scorso, abbiamo voluto incubarne tre e tra questi uno è già disponibile su Google Play (lo store digitale Android, N.d.R.). È nostra intenzione continuare con l’attività di incubazione per aiutare alcuni dei migliori progetti, che verranno sviluppati in questo anno accademico, a trovare vita sul mercato.

Il numero di ore dei tre corsi a disposizione è davvero alto, tant’è vero che voi stessi affermate che un anno di formazione alla DBGA equivale a due. Ci può spiegare meglio questo aspetto? Non c’è il rischio che le nozioni siano troppe, per poter essere tutte assimilate in maniera corretta?

I corsi della DBGA per Game Programmer, Game Designer e Artist & Animator 2D/3D, sono corsi intensivi della durata di 12 mesi, sono 45 settimane, 544 ore di lezione per 3gg a settimana con frequenza obbligatoria. Alle lezioni teoriche si aggiungono circa 600 ore di laboratorio con esercitazioni pratiche, sviluppo di progetti e co-working e 140 ore di workshop e seminari tenuti da personalità di rilievo del panorama videoludico, per un totale di circa 1.290 ore complessive. È un anno molto impegnativo in cui ci si deve dedicare completamente all’Academy. Come spesso diciamo ai ragazzi che vengono a visitare la DBGA durante gli Open Day, bisogna vivere l’Academy come un lavoro, l’impegno richiesto corrisponde all’obiettivo che si vuole raggiungere. Il nostro è un metodo di apprendimento innovativo basato principalmente sull’hands-on, pertanto gli studenti mettono subito in pratica quanto appreso nelle ore di lezione assimilando le nozioni senza problemi. Gli studenti possono inoltre accedere all’Academy anche fuori dall’orario di lezione per continuare a lavorare sui progetti assegnati, sperimentando anche le dinamiche del lavoro in team.

dbga

Una domanda che sicuramente vi avranno rivolto tantissime volte: anche chi non possiede alcuna conoscenza di base può partecipare ai vostri corsi? E’ possibile “partire da zero”, alla Digital Bros Game Academy?

Il requisito indispensabile che devono avere i ragazzi che intendono seguire i corsi della Digital Bros Game Academy è prima di tutto una forte passione per i videogiochi e aver conseguito almeno il diploma delle scuole medie superiori. Non è richiesto nessun tipo di conoscenza di base. Ne approfitto per comunicare ai vostri lettori che le iscrizioni al 3° Anno Accademico della DBGA chiuderanno il 9 dicembre. Per maggiori informazioni vi invito a consultare il nostro sito www.dbgameacademy.it.

Avete in previsione di espandere i corsi al Centro e Sud Italia?
Non per il momento.

Siete ormai giunti al terzo anno accademico. In quali aspetti siete migliorati da quando la vostra avventura è iniziata? Avete dovuto “correggere il tiro” sotto qualche aspetto?

Il primo anno accademico della DBGA è stato incredibile. Abbiamo inaugurato una scuola per sviluppatori di videogiochi unica nel suo genere, per visione e per offerta formativa. Ovviamente l’esperienza maturata dall’inizio di questa avventura, ci ha permesso di migliorare tutti quegli aspetti legali alla gestione organizzativa che una scuola comporta. Non solo, abbiamo affinato il nostro metodo didattico riuscendo a fornire agli studenti dell’anno accademico in corso una maggiore professionalizzazione.

Si è fatto un’idea sul perché, in Italia, ci siano così poche realtà affermate nel mondo dei videogames? Dipende esclusivamente da un fattore economico o da errati metodi di insegnamento?

L’Italia ha tutte le carte in regola per ricoprire un ruolo di primo piano nel segmento videoludico. Le potenzialità per far crescere il mercato ci sono tutte, ma mancano gli investimenti necessari affinché le piccole realtà possano finanziarsi e affermarsi non solo in Italia ma anche all’estero. A questo va ad aggiungersi anche la mancanza di figure professionali specializzate formate adeguatamente da impiegare nelle varie realtà. È qui entra in gioco la DBGA il cui obiettivo è proprio la riduzione del gap tra il mercato e la formazione fornendo all’Industry le professionalità di cui ha bisogno.

Ci parli dei nuovi corsi di specializzazione. Sono pensati esclusivamente per Game Programmer o anche per le altre figure professionali che danno vita ad un videogame?

Per completare la nostra offerta formativa, abbiamo deciso di introdurre per il prossimo anno accademico i corsi di specializzazione: corsi serali di breve durata verticali su argomenti specifici legati allo sviluppo di prodotti di intrattenimento digitale. Questi corsi sono rivolti: a chi è appassionato di videogiochi; a chi già lavora nel settore come Game Programmer, Game Designer o Artista e che desidera migliorare e rafforzare le proprie competenze; agli aspiranti sviluppatori di videogiochi; a determinate figure presenti all’interno di quelle aziende interessate ad esplorare le nuove forme di comunicazione e business offerte dal mercato digitale. Unity2D/3D, Concept Art, Environment Design, Il videogioco Narrativo, Technical Game Design sono solo alcuni dei corsi di specializzazione che la DBGA offre.

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una crescita esponenziale di bug ed errori più o meno gravi di programmazione. Ai tempi dello SNES e, successivamente, della prima PlayStation, era semplicemente impensabile che un prodotto potesse uscire sul mercato con gravi errori. La possibilità di aggiornare, ai nostri giorni, qualsiasi videogame (dopo la sua uscita sul mercato) con giga e giga di patch, ha creato una sorta di “alibi” per i programmatori, secondo il suo punto di vista? O si tratta semplicemente di poco tempo a disposizione, a causa di deadlines particolarmente severe?

Penso che ci sia da premettere che la realizzazione di un moderno videogioco “AAA” (l’equivalente di “blockbuster” per il cinema, n.d.R.) richieda una complessità di sviluppo esponenzialmente più grande di quella necessaria ormai più di vent’anni fa; è anche ben evidente nella crescita della dimensione totale in termini di megabyte (oggi gigabyte): i giochi più voluminosi prodotti per SuperNES, per esempio (Tales of Phantasia e Star Ocean), occupavano ciascuno un totale di 6 megabyte. La ricerca di bug segue dinamiche simili; le risorse necessarie oggi sono altrettanto più complesse. È comunque importante sapere che, soprattutto per console, TUTTI i giochi pubblicati devono seguire un rigido iter proprietario di controllo qualità, e solo per alcuni bug minori e specifici viene concessa la possibilità di rimandarne la correzione in una patch al lancio; qualche volta (per il discorso già fatto) qualche bug più grave può scappare, ma non è così frequente (e, peraltro, anche le console più storiche hanno i loro esempi di bug gravi, che non potevano però essere corretti). Bisogna anche sottolineare che l’aggiornamento periodico offre delle opportunità inconcepibili in passato: nuovi contenuti (talvolta anche proposti dagli utenti stessi), ma anche bilanciamenti del gameplay che, senza il test sui grandi numeri, non sarebbero mai stati possibili (e, parlando di evoluzione del mercato, per questo hanno sempre più successo le “open beta”). Insomma: non si può parlare per tutti i casi, ma, in linea di massima, le patch periodiche sono un’opportunità, e non un difetto.

PlayStation 4 Pro e Project Scorpio. Il mercato delle console sta cambiando in meglio, secondo il suo punto di vista? Non si corre il rischio di avvicinarsi troppo ad una tipologia di mercato simile a quella dei PC, dove in tempi brevi ci si ritrova costretti a cambiare hardware per restare al passo coi tempi?

Il mercato console ha avuto successo proprio perché ha risposto alle esigenze degli utenti che volevano fruire di contenuti di alta qualità senza la complessità di gestione richiesta da un PC; anche se il settore è in continua evoluzione, la natura delle console resta piuttosto costante. Non bisogna interpretare le proposte commerciali dai first party come una direzione univoca del mercato; sono gli utenti a decidere se le scelte svolte dai produttori di hardware corrispondano o meno alle proprie esigenze. In ogni caso – anche qualora il mercato console “apra” a una personalizzazione qualitativa dell’hardware – il software dovrà garantire una compatibilità con le piattaforme “base”, se non vorrà finire in una nicchia commerciale troppo esigua per giustificarne i costi di sviluppo. Aggiungo anche che il rilascio di versioni aggiornate e upgrade della console sono avvenuti anche in passato, spesso per giustificate ragioni di opportunità in relazione al contesto economico e tecnologico; se con questa generazione di console questo processo sta avvenendo prima del previsto, è proprio per le opportunità (il VR e il 4K, ad esempio) e le congiunture (la crisi, o la concorrenza del mercato mobile) del periodo, perché questo modello è un correttivo alla loro obsolescenza (un difetto più rilevante nelle console “chiuse”).

Se dovesse convincere noi, ora, a partecipare alla Digital Bros Game Academy, cosa ci direbbe?

Vi direi che la Digital Bros Game Academy è la vostra occasione per entrare a far parte dell’Industria dei videogiochi. Se il vostro sogno è imparare a sviluppare videogiochi la DBGA è il posto giusto per voi. L’Academy fornisce ai propri studenti i mezzi necessari per fare della propria passione una professione.

La ringraziamo per il tempo che ci ha concesso, Mr. Davis, ed in bocca al lupo per gli stupendi progetti che la DBGA ha in programma nel prossimo futuro!

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