Sky Arte HD presenta la terza stagione di Muse Inquietanti

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In questa nuova edizione, Carlo Lucarelli svela, in 12 puntate, i misteri legati alla vita di Edgar Allan Poe, Roman Polanski, Frank Lloyd Wright, Billie Holiday e di altri grandi protagonisti dell’arte, della musica, del cinema e della letteratura.

La Storia dell’Arte è ricca di misteri, alcuni più noti, altri meno; le vite degli artisti si intrecciano con quelle delle loro opere, con i personaggi che raffigurano e con le vicende di cui sono protagonisti i quadri, somigliando spesso a trame oscure di libri noir. In Muse Inquietanti, Carlo Lucarelli racconta i segreti nascosti dell’arte.
Il format originale di Bottega Finzioni racconta le vicende inquietanti di pittori, critici, modelle, scultori e – nella terza stagione- anche di musicisti, scrittori, registi, attori.
In Muse Inquietanti, dal 12 dicembre ogni lunedì alle 21.15, Carlo Lucarelli racconta in prima visione assoluta su Sky Arte HD (120 e 400 di Sky) i segreti nascosti dell’arte, della musica, della letteratura e del cinema. La nuova edizione di Muse Inquietanti, prenderà il via con il racconto della storia di Edgar Allan Poe e di Elizabeth Siddal, l’ossessione di Dante Gabriel Rossetti, e continuerà nella settimane successive, con la storia della vita di artisti del calibro di : Roman Polanski e la sua vita maledetta, Chet Baker, Frank Lloyd Wright, Suzanne Valadon, Agatha Christie e la sua misteriosa scomparsa, Mastorna, il film maledetto di Fellini, Billie Holiday, una voce spezzata, Arthur Rimbaud e Paul Verlaine, Osvaldo Valenti e Luisa Ferida. le leggende nere del cinema italiano e Robert Johnson e il patto con diavolo. Nella serie, di dodici episodi, Lucarelli si confronta con storici dell’arte, studiosi, ricercatori e collezionisti per raccontare enigmi misteriosi, apparentemente lontani da noi ma che in realtà hanno riflessi nelle nostre vite di tutti i giorni.
Muse Inquietanti è un format di Bottega Finzioni (autori: Francesca Gianstefani, Claudia Mastroroberto, Agnese Soverini, Michele Cogo, Beatrice Renzi e Carlo Lucarelli), realizzato da Ruvido Produzioni con il sostegno de Emilia-Romagna Film Commission in esclusiva per
Sky Arte HD.

Gli Episodi della serie:
La morte di Edgar Allan Poe – lunedì 12 dicembre ore 21.15
Il 3 ottobre 1949 Edgar Allan Poe viene ritrovato delirante su una panchina di Baltimora. Non è in grado d’intendere e di volere, alterna violenti scoppi d’ira a momenti di calma e perdite complete di lucidità. Continua a ripetere il nome Reynolds. A causa del suo stato, le persone che lo assistono e i medici non riescono a capire come sia potuto ridursi in quello stato e chi sia questo Reynolds. Dopo quattro giorni di deliri, allucinazioni e scoppi d’ira, Edgar Allan Poe muore e, come se non bastasse, tutti i documenti relativi alla sua morte scompaiono. Per cui sono rimaste alcune testimonianze e teorie su ciò che può essere avvenuto in quei quattro giorni. C’è chi sostiene che possa essere stato rapito, costretto a bere alcol e utilizzato come “elettore forzato”, una pratica comune all’epoca che consisteva nel costringere una persona a votare, anche più volte, per un certo candidato. Altri invece sostengono che Poe sia morto a causa di un morso di un animale, anni prima, che gli ha trasmesso la rabbia. Altri ancora che si sia trattato semplicemente di abuso di alcolici, oppure di delirium tremens, crisi epilettiche, colera, sifilide o meningite. Qualche giorno dopo la sua morte sul New York Tribune compare un necrologio anonimo che dice: “Edgar Allan Poe è morto. È morto a Baltimora l’altro ieri. Questo annuncio farà sussultare molti, ma pochi saranno afflitti da esso”. Che sia stato il fantomatico Reynolds a scriverlo?

Elizabeth Siddal, l’ossessione di Dante Gabriel Rossetti – lunedì 12 dicembre ore 21.45
In una notte del 1869, il pittore Dante Gabriel Rossetti riapre la tomba della moglie morta sette anni prima, nel 1862, per recuperare un quaderno di poesie che aveva scritto per lei, e pubblicarle. Si racconta che alzando il coperchio si sia ritrovato davanti al suo viso ancora intatto e bellissimo, e che i suoi capelli rossi fossero cresciuti così tanto da riempire la bara. Lei era Elizabeth Siddal, morta suicida a 32 anni per un’overdose di laudano dopo aver dato alla luce una bambina nata morta. Fu pittrice stimata, poetessa e soprattutto la musa prediletta dei Preraffaelliti. È lei la celebre Ofelia di Millais che per ritrarla la fa distendere in una vasca piena d’acqua fino a farla svenire dal freddo e compromettere per sempre la sua salute. Ci aveva messo dieci anni Rossetti prima di decidersi a sposarla anche perché lei era di umili origini.
E dopo la sua morte l’aveva talmente idealizzata da dipingerla a distanza di dieci anni nella celebre opera Beata Beatrix, come una nuova Beatrice di Dante Aligheri. “Solo l’amore per una donna idealizzata può dar vita ad un capolavoro”, diceva suo padre, il poeta Gabriele Rossetti.

Roman Polanski – Una vita maledetta – lunedì 19 dicembre ore 21.15
Il 9 agosto 1969 un gruppo di uomini si introducono nella villa del ricco quartiere di Cielo Drive, a Los Angeles, dove vivono Roman Polanski e Sharon Tate, attrice e moglie del regista. Quella sera Polanski non c’è, sta promuovendo il suo ultimo film “Rosemary’s Baby” in Europa. In casa ci sono solo la moglie Sharon e quattro amici, che uno dopo l’altro vengono barbaramente uccisi con colpi di pistola e diverse coltellate. L’ultima a morire, dopo aver visto uccidere i suoi amici è proprio Sharon Tate, incinta di otto mesi.Le indagini sul massacro portano a una setta satanista, chiamata The Family e formata da quasi tutte donne, che venera come leader un criminale, Charles Manson. Un cantante fallito che attraverso la vendetta voleva riscattarsi del suo insuccesso. In quella villa di Los Angeles guidò lui stesso la spedizione per uccidere Terry Melcher, un produttore discografico che gli aveva rifiutato un contratto e al quale era intestata la villa di Polanski.

Chet Baker – Un uomo in fuga – lunedì 26 dicembre ore 21.15
Il 13 maggio 1988, alle 3 di notte, Chet Baker cade da una finestra del secondo piano di un albergo di Amsterdam e muore. Era sotto effetto di droghe oppure fu buttato giù dall’ennesimo spacciatore di cui era debitore? Fu suicidio, oppure fu spinto, già morto, dal proprietario dell’albergo per nascondere un’overdose? La sua morte venne classificata come incidente, l’ipotesi più probabile, ma il mistero resta. Un mistero dove la droga domina un po’ come in tutta la vita del grande trombettista jazz. Una vita fatta di potenti contrasti tra luce e ombra, di grande successo e momenti di oblio. Una vita spesso definita “maledetta”, così come la sua musica fu invece definita “celestiale”. Un suono unico, viscerale, che poco aveva a che fare con la tecnica e molto invece con l’intuito.

Frank Lloyd Wright, storia di una strage – lunedì 2 gennaio ore 21.15
È la sera del 15 agosto 1914 quando Frank Lloyd Wright viene avvertito da una telefonata che deve immediatamente rientrare a casa perché è successa una cosa terribile. L’uomo che ha rivoluzionato l’architettura del Ventesimo secolo risale la collina che lo porta alla propria abitazione e si trova davanti a una scena sconvolgente: la sua casa è distrutta, divorata da un incendio e nel cortile di fronte alla casa sono distesi sette cadaveri: la sua compagna, con i suoi due figli, e alcuni ospiti uccisi da colpi di accetta. L’assassino è Julian Carleton, il domestico. Dopo la carneficina l’uomo si è nascosto e ha cercato di suicidarsi ingerendo dell’acido muriatico, ma viene trovato ancora vivo e portato in carcere. Morirà due mesi dopo l’arresto.
Anche se non rilascerà mai dichiarazioni, dalle testimonianze raccolte si capirà che ha compiuto questa terribile strage perché giudicava immorale la vita di Wright e della sua compagna Martha Borthwick, detta Mamah: Wright aveva lasciato la moglie e i sei figli, mentre Mamah aveva lasciato il marito e si era portata con sé i suoi due figli. Frank Lloyd Wright aveva progettato quella casa in quel posto isolato solamente tre anni prima, per provare a proteggere la sua compagna e il loro grande amore dai pregiudizi per quella relazione considerata da tutti scandalosa e inappropriata

Suzanne Valadon, la musa e l’artista – lunedì 9 gennaio ore 21.15
Suzanne Valadon fin da piccola aveva un sogno, quello di diventare un’artista. Le piaceva moltissimo disegnare e dipingere. Ma ancora nella seconda metà dell’Ottocento non era una cosa semplice per una donna. Così Susanne, che era uno spirito ribelle, spregiudicata e anticonformista, sfruttò tutte le proprie armi, compresa la bellezza, per poter imparare dai più bravi artisti dell’epoca. Dopo essere stata acrobata, cavallerizza e funambola, a soli 15 anni si avvicinò agli artisti di Montmarte, offrendosi come modella. Divenne amica, confidente e amante di molti di loro, tra i quali Renoir, Toulouse Lautrec e Degas. Mentre loro la ritraevano, lei li osservava e imparava, e nel frattempo disegnava e dipingeva per conto proprio. Era una perfezionista, poteva lavorare molti anni prima di esporre una propria tela. Il primo a riconoscere il suo talento fu Edgar Degas, e poi pian piano tutto l’ambiente artistico parigino dell’epoca si entusiasmò delle sue opere, fino a quando nel 1894 diventò la prima donna a essere ammessa alla Societè Nationale Des Beaux-Arts.

La scomparsa di Agatha Christie – lunedì 16 gennaio ore 21.15
Il 4 dicembre 1926, sulle rive del Silent Pool, in Inghilterra, viene ritrovata l’automobile di Agatha Christie. Ha i fanali accesi e il cofano alzato, e al suo interno ci sono solo vestiti e una patente scaduta. La sera prima Agatha Christie aveva lasciato un biglietto alla segretaria dicendo che sarebbe andata nello Yorkshire, in direzione opposta rispetto a Silent Pool, e di lei si persero le tracce. Il 14 dicembre 1926, più di dieci giorni dopo la sua sparizione, Agatha Christie fu ritrovata allo Swan Hydropathic Hotel, nello Yorkshire, registrata col cognome dell’amante di suo marito. Secondo l’opinione pubblica dell’epoca, quello della Christie fu il tentativo di far incriminare suo marito di omicidio. Ma non è l’unica ipotesi.
Mastorna, il film maledetto di Fellini – lunedì 23 gennaio ore 21.15
“Il viaggio di G. Mastorna” di Federico Fellini è stato definito il film non realizzato più famoso della storia del cinema. La prima stesura del copione viene scritta nel 1965 dallo stesso Fellini con Brunello Rondi e Dino Buzzati. La storia si apre con un aereo costretto a un atterraggio di fortuna in una città imprecisata che si rivela essere l’aldilà. Per il ruolo del protagonista Giuseppe Mastorna, Fellini pensa a Marcello Mastroianni. Il produttore è Dino De Laurentiis. Ma all’improvviso Fellini ha un ripensamento. Gustavo Rol, il più famoso sensitivo italiano, gli ha sconsigliato di girare il Mastorna: smuove energie negative e potrebbe essere l’ultimo film della sua vita. Quando De Laurentiis annuncia l’avvio della produzione, Fellini si ammala gravemente. Ormai è convinto: se gira il Mastorna, muore. Solo nel momento in cui informa De Laurentiis della sua decisione di rinunciare al film maledetto, Fellini comincia a sentirsi meglio e poco dopo guarisce del tutto.

Billie Holiday, una voce spezzata – lunedì 30 gennaio ore 21.15
Il 15 luglio 1959 Billie Holiday viene trovata priva di sensi sul pavimento del suo appartamento di New York. Trasportata in ospedale viene anche tratta in arresto perché vicino a lei viene trovata della droga. Muore due giorni dopo per complicanze dovuto alla cirrosi epatica di cui soffriva. Vicino a lei ci sono le guardie che la stanno piantonando. Una vita segnata dal dolore, oltre che dalla sua grande musica, quella di Billie Holiday. A dieci anni viene stuprata e ancora bambina comincia a prostituirsi in un bordello clandestino di Harlem. La sua carriera inizia a quindici anni come cantante nei club notturni. Qualche anno dopo è una delle prime cantanti nere ad esibirsi assieme a musicisti bianchi, superando le barriere razziali. All’inizio degli anni quaranta la morte della madre e la fine di un matrimonio tormentato la portano verso le droghe e l’alcool. Nei vent’anni successivi la sua voce cambia, è un lento declino, fino al tragico epilogo.

Arthur Rimbaud e Paul Verlaine – lunedì 6 febbraio ore 21.15
Il 10 luglio 1873 Arthur Rimbuad sta scappando verso la stazione di Bruxelles, per prendere un treno che lo deve portare a Parigi, per mettersi in salvo. È ferito a una spalla da un proiettile che gli ha sparato il suo amico e amante Paul Verlaine. Lo stesso che lo sta inseguendo anche ora, perché non vuole che lui se ne vada, altrimenti sprofonderebbe nell’abisso della disperazione. Rimbaud aveva 17 anni quando ha conosciuto Verlaine, che ne aveva dieci in più ed era già sposato e con un figlio. Tra i due è scoppiata una passione travolgente e, per l’epoca, certamente maledetta e trasgressiva. Attraverso continui avvicinamenti e allontanamenti, minacce da parte della moglie di Verlaine e della famiglia di lei, la situazione si è fatta sempre più pesante fino a quel giorno del 1873, nel corso della quale Verlaine viene arrestato e condannato a due anni di carcere. Condanna avvenuta anche in seguito alle dichiarazioni dello stesso Rimbaud: “Era di nuovo in stato di ubriachezza, mi mostrò una pistola che aveva comperato, e quando gli chiesi cosa intendeva fare, rispose scherzando: «È per te, per me, è per tutti»”.

Osvaldo Valenti e Luisa Ferida. Le leggende nere del cinema italiano – lunedì 13 febbraio ore 21.15
È il 30 aprile 1945 quando una coppia viene falcidiata dai colpi della giustizia partigiana. Sono Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, stelle dei “Telefoni Bianchi”, divi acclamati. Diversamente da altri colleghi, la coppia aveva aderito alla Repubblica di Salò, restando fedele a quel regime che ne aveva decretato la fama. Ma questo non era tutto, perché negli ultimi mesi i due si erano macchiati di colpe ancor più grandi, partecipando a Villa Triste alle terribili torture della “Banda Koch”. Questa almeno è una versione della loro storia. Eppure, nei giorni successivi, quella storia sembra continuare: nel paese si susseguono le voci di avvistamenti della coppia, c’è chi li incontra in Svizzera, chi giura di aver visto i corpi in un fiume, chi sostiene che siano in oriente. Il mistero cresce. Poi i loro corpi furono riesumati e si scoprì che il loro destino si compì davvero quel giorno di aprile. Sulle carriere di Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, uccisi forse più per la loro bellezza che per le loro idee politiche, calò definitivamente il sipario.

Robert Johnson e il patto con diavolo – lunedì 20 febbraio ore 21.15
La leggenda che avvolge la vita di Robert Johnson, grande bluesman considerato un punto di riferimento per intere generazioni di musicisti, non riguarda solo la sua morte avvenuta a 27 anni, nel 1938, in circostanze mai chiarite. Tutto incomincia qualche anno prima, intorno al 1930, dopo la morte della sua prima moglie, quando pur di diventare il miglior chitarrista del mondo, Johnson racconta di aver venduto l’anima al diavolo. Una notte, a un crocevia desolato, incontra un uomo vestito di nero, Johnson lo segue, sparisce dalla circolazione per un anno e quando torna a suonare in pubblico la sua tecnica basata sul fingerpicking è così stupefacente che tutti stentano a credere che sia la stessa persona. Satanismo e magia nera sono gli elementi che colorano la storia di Robert Johnson ancora oggi avvolta dal mistero.

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