PES 2018 – RECENSIONE

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L’infinita sfida al miglior simulatore calcistico vive un nuovo appuntamento e Konami sembra in grandissima forma! Scoprite insieme a noi perché PES 2018 merita almeno un’occasione!

Pro Evolution Soccer 2018 (PES 2018 per gli amici) ha anticipato il diretto concorrente (FIFA 18 di EA Sports) di circa due settimane. Abbiamo testato il gioco in maniera approfondita e dopo decine e decine di partite siamo qui a dirvi cosa ne pensiamo dell’ultimo capitolo della serie Konami.

Iniziamo da quello che più conta: dal campo. Il Real Touch +, versione potenziata di un sistema di controllo già visto nella scorsa edizione, è in grado di regalare incredibili emozioni; a seconda della fisicità del calciatore che si accinge a controllare il pallone, la qualità dello stop può variare sensibilmente, rendendo un’azione spettacolare o assolutamente vana. Quindi, da quest’anno, il controllo della sfera non sarà regolato soltanto dai parametri relativi alla tecnica di base del calciatore. E questa è una cosa che troviamo davvero eccezionale! La maggiore difficoltà nel controllare un pallone si traduce in azioni più lente e ragionate (almeno fino a quando non prenderete piena confidenza con il sistema di controllo, come ovvio). Un nuovo sistema di contrasti permette ai corpo degli atleti di reagire in maniera sempre diverse ed incredibilmente accurata, rendendo le mischie in area di rigore una bellissima ed estenuante lotta per il possesso. Konami ha riscritto da zero la fisica che regola il comportamento del pallone, che ora reagisce ad ogni tipo di impatto con un’incredibile realismo cosa che, però, non avviene sempre: quando si gioca sul bagnato, infatti, la sfera sembra “non accorgersi” della differenza, rendendo di fatto l’acqua un puro elemento estetico, inserito soltanto per far scena (meglio di niente, comunque!).

Per quanto riguarda il comportamento dell’I.A., abbiamo trovato anche in questo caso netti miglioramenti rispetto al passato. La CPU realizza trame di gioco davvero incredibili, portandoci ad osservare con sospetto, in determinate occasioni, la console che ci “osserva” a qualche metro di distanza. L’I.A. è scritta benissimo anche per quel che concerne il supporto dei propri giocatori alla manovra, sia in fase offensiva che difensiva. I portieri, uno dei punti deboli della passata edizione, ritornano in PES 2018 in forma decisamente smagliante… forse anche troppo! Nelle nostre partite abbiamo assistito a parate ai limiti del fantascientifico, ma non sono mancate papere eclatanti, un po’ come accade nella realtà, d’altronde. La solità, soddisfacente, quantità di opzioni per regolare formazioni e strategie assicura alle partite un’enorme profondità tattica. Anche gli arbitri hanno tratto beneficio dalla nuova I.A., anche se i falli fischiati a sfavore della CPU restano comunque pochi. Abbiamo trovato incredibilmente realistico il comportamento dell’Intelligenza Artificiale quando si tratta di dover recuperare una situazione di svantaggio negli ultimi minuti: il livello di pressing si innalza in maniera quasi asfissiante, rendendo le fasi finali del match davvero emozionanti. Dovrebbero, a nostro parere, essere invece completamente riscritti i calci di rigore, che conservano traiettorie troppo legate ad evidenti binari, riportando in questo senso il calcistico Konami agli anni ’90.

Parlando di anni ’90, ritornano, purtroppo, i soliti problemi legate alle licenze, una questione che alla Software House del Sol Levante proprio non riesce di risolvere. Sebbene si possano giocare le due maggiori competizioni calcistiche Europee (Champions League e UEFA Europa League) con nomi e loghi ufficiali, sono ancora troppo evidenti i problemi relativi ai nomi dei club (PM Black White, per la gioia dei tifosi juventini). Come al solito, interi campionati sono quasi del tutto assenti, come la Bundesliga. La presenza dei campionati sudamericani ed asiatici può certo fare la gioia di tutti coloro che risiedono in quella parte del mondo, ma siamo sicuri che i giocatori europei ne farebbero volentieri a meno, in cambio di un numero maggiore di licenze per il nostro continente. Con il solito lavoro tramite Editor, comunque, tutto può essere risolto, e i giocatori potranno godersi le storiche Modalità Master League e Diventa un Mito, fiori all’occhiello del comparto single-player, anche se non vi abbiamo trovato novità sostanziali.

Per quel che concerne l’aspetto grafico, il FOX Engine assicura, come da tradizione, un’incredibile nitidezza delle immagini, oltre ad i soliti colori accesi e brillanti. Gli stadi non sono semplici arene virtuali creati per fare da sfondo alle partite, ma vivono il match in maniera molto più realistica, grazie a nuovi set di animazione dedicati. A differenza dello scorso anno, però, dobbiamo purtroppo segnalare alcuni cali di frame-rate in zone del campo particolarmente affollate, problema che speriamo possa essere risolto con una semplice patch futura. I calciatori vantano un sistema di animazioni incredibile, che permette ai calciatori più famosi di essere quanto più vicini possibile alle loro controparti reali. Osservare Messi in dribbling o Neymar lanciato sulla fascia, in piena corsa, è un vero spettacolo, non solo per gli occhi, ma anche per il cuore degli appassionati dello sport più bello del mondo. Permangono delle animazioni legnose, ma, di capitolo in capitolo, esse sono destinate a svanire del tutto nel corso dei prossimi anni, ma è un difetto sul quale possiamo tranquillamente chiudere un occhio. Terrificante, invece, la telecronaca: il duo Caressa-Marcheggiani raramente si esibisce in espressioni degne di nota e, anzi, spesso si ritrovano a parlare di azioni totalmente inesistenti, rispetto a quanto appena visto sul rettangolo verde.

Incredibilmente migliorate le performance del comparto online: l’inedita modalità cooperativa 3vs3 (che si tratti di giocatori umani o della CPU) sarà in grado di assicurare tante ore di divertimento in compagnia dei vostri amici, con un’infrastruttura del comparto multiplayer sorprendentemente soddisfacente. Dalla classica Partita Veloce alle Divisioni, passando per il MyClub, avrete materiale sufficiente per non uscire di casa per settimane e settimane. Particolarmente interessanti le Competizioni Online, gestite da un apposito calendario a scadenze regolari. Il matchmaking ha tempi decisamente ridotti rispetto al passato.

PES 2018 di Konami è in definitiva un ulteriore passo in avanti verso la simulazione perfetta. Il Real Touch + rende il ritmo di gioco più lento e ragionato, le modalità single player e multiplayer sono solide ed appaganti (ma per le trattative nella Master League c’è ancora molto da lavorare) ed il Fox Engine assicura animazioni incredibili ed un impatto grafico notevole. Se saprete chiudere un occhio sul solito problema relativo all’assenza di molte licenze ufficiali, avrete tra le mani una fantastica interpretazione virtuale del Calcio, quello vero, quello che sa emozionare.

VOTO: 9 / 10

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