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	<title>MEGAMODO &#187; Land Rover</title>
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	<description>Il Tuo Quotidiano Online</description>
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		<title>Land Rover Freelander, prodotte 300.000 unità</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 15:41:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Jaguar Land Rover ha festeggiato a Halewood un importante risultato con la produzione della Land Rover Freelander 2 numero 300.000. La produzione della Freelander 2 a Halewood è iniziata nell&#8217;ottobre 2006 e, proprio in questi giorni, la 300millesima Freelander 2 è uscita dalla catena di produzione. Il veicolo è un Diesel 2.2 litri, Barolo Black ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Jaguar Land Rover ha festeggiato a Halewood un importante risultato con la produzione della Land Rover Freelander 2 numero 300.000. La produzione della Freelander 2 a Halewood è iniziata nell&#8217;ottobre 2006 e, proprio in questi giorni, la 300millesima Freelander 2 è uscita dalla catena di produzione. Il veicolo è un Diesel 2.2 litri, Barolo Black e destinata ad un cliente in Brasile – uno dei mercati in più rapida crescita del marchio.<br />
<img src="http://www.megamodo.com/wp-content/uploads/2012/05/600_Freelander2.jpg" alt="" title="Freelander" width="600" height="399" class="alignnone size-full wp-image-127185" /><br />
Richard Else, Halewood Operations Director, ha detto: <em>&#8220;Desidero congratularmi con tutto il team di Halewood per il raggiungimento di questo eccezionale traguardo e per aver sostenuto i più alti standard di qualità su Freelander 2, anche durante il periodo di lancio della Range Rover Evoque. Lo scorso anno Freelander è stato il modello Land Rover più venduto. Infatti, sono state circa 52.000 le unità vendute in tutto il mondo. &#8220;</em><br />
<span id="more-127183"></span><br />
La Freelander 2 MY2012 è disponibile con un raffinato motore 2.2 litri diesel con due potenza d&#8217;uscita – SD4 190 Cv e TD4 150 Cv. Il derivato a due ruote motrici, eD4, è un&#8217;ulteriore scelta per il cliente, con emissioni CO2 ridotte a 158 g/km ed un miglior consumo di carburante. Con prestazioni stradali ed Off-road da leader nel suo settore, con il sistema Terrain ResponseTM, il sistema Hill Descent Control, un&#8217;abitacolo premium, con ridotti consumi di carburante e costi di gestione abbordabili.</p>
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		<title>National Geographic Channel e Land Rover per iLand, l&#8217;applicazione per il viaggiatore</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 08:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalla collaborazione tra National Geographic Channel (canale 403 del bouquet Sky) e Land Rover è nata l&#8217;applicazione iLand. Tutta l&#8217;esperienza di National Geographic Channel in tema di viaggi, esplorazione e scoperta è oggi a disposizione di Land Rover per l&#8217;applicazione iLand: un aggregatore di servizi, realizzati da partner di assoluto livello nei rispettivi campi, come ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla collaborazione tra National Geographic Channel (canale 403 del bouquet Sky) e Land Rover è nata l&#8217;applicazione iLand. Tutta l&#8217;esperienza di National Geographic Channel in tema di viaggi, esplorazione e scoperta è oggi a disposizione di Land Rover per l&#8217;applicazione  iLand:  un aggregatore di servizi, realizzati da partner di assoluto livello nei rispettivi campi, come Gambero Rosso, Zapster o Sky TG24 che propone aggiornamenti costanti su ciò che accade nel mondo.<br />
<img src="http://www.megamodo.com/wp-content/uploads/2012/04/600_iLand.jpg" alt="" title="iLand" width="600" height="439" class="alignnone size-full wp-image-126191" /><br />
L’applicazione iLand è uno strumento che fornisce velocemente le informazioni necessarie mentre si viaggia, senza dover perdere tempo navigando tra tutti i più disparati siti internet.<br />
<span id="more-126190"></span><br />
Geolocalizza immediatamente il viaggiatore e gli propone, ovunque si trovi, tutta una serie di preziose notizie relative alla propria posizione: dagli eventi in città, agli alberghi dove dormire,  dai ristoranti da scegliere per cena agli agriturismi dove trascorrere un week end, ma anche l’ultimo film in sala. Senza dimenticare, ovviamente, di elencare la rete autorizzata Land Rover. Un nuovo modo di programmare il proprio tempo libero viaggiando.</p>
<p>Con iLand sarà quindi possibile organizzare un week end su misura, scegliere il ristorante o pianificare un&#8217;escursione in maniera semplice e veloce. L’applicazione iLand è gratuita e scaricabile da Apple Store.</p>
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		<title>Land Rover Journey of Discovery taglia il traguardo a Pechino</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 15:48:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La più grande spedizione via terra degli ultimi anni realizzata da Land Rover, &#8220;Journey of Discovery&#8221;, ha finalmente raggiunto il suo traguardo: la milionesima Discovery è arrivata a Pechino in perfetto orario al suo appuntamento per il Motor Show. I quattro veicoli della spedizione hanno percorso più di 8.000 miglia (quasi 13.000 km) da Birmingham ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La più grande spedizione via terra degli ultimi anni realizzata da Land Rover, &#8220;Journey of Discovery&#8221;, ha finalmente raggiunto il suo traguardo: la milionesima Discovery è arrivata a Pechino in perfetto orario al suo appuntamento per il Motor Show. I quattro veicoli della spedizione hanno percorso più di 8.000 miglia (quasi 13.000 km) da Birmingham a Pechino, per promuovere la raccolta di un milione di sterline a favore del partner umanitario della Land Rover, la Società Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (IFRC).<br />
<img src="http://www.megamodo.com/wp-content/uploads/2012/04/600_JOD_12.jpg" alt="" title="Journey of Discovery&quot;" width="600" height="400" class="alignnone size-full wp-image-125784" /><br />
Partita il 29 febbraio 2011 dalla fabbrica di Solihull &#8211; centro di produzione della milionesima Discovery &#8211; dopo una cerimonia di commiato tenutasi presso il Motor Show di Ginevra, la spedizione ha attraversato 13 Paesi spostandosi su percorsi fra i più eterogenei, dalle nevi delle Alpi alle dune arse dal sole del Deserto di Taklamakan.<br />
<span id="more-125782"></span><br />
John Edwards, Global Brand Director dI Land Rover, afferma: <em>”Questo è stato un viaggio epico, situato nell’intervallo fra due degli eventi più importanti del calendario automobilistico e che, come ci attendevamo, comprendeva praticamente tutte le situazioni nelle quali una Land Rover è chiamata ad operare.</em> </p>
<p><em>“E’ stato un evento molto significativo per Land Rover, che ha fatto viaggiare un suo veicolo &#8211; pietra miliare della propria produzione, dal luogo di nascita fino ad uno dei mercati in più rapida ascesa, mettendo in mostra le sue straordinarie capacità su ogni specie di terreno.</p>
<p>“Siamo lieti che la spedizione abbia raggiunto il proprio traguardo geografico a Pechino, ed altrettanto soddisfatti dell’attuale esito della raccolta fondi. Fino alla fine di maggio continueremo a darci da fare per raggiungere o superare il nostro obiettivo.”</em> </p>
<p>La spedizione “Journey of Discovery” ha significato anche scoprire storie di luoghi e persone incontrati lungo il tragitto. Il Team ha affiancato una squadra antivalanga in Valle d’Aosta; ha visitato il reattore di Chernobyl ed una base segreta di sottomarini in Ucraina; ha ammirato le sale più esclusive del Cremlino; ha provato su strada alcuni veicoli sovietici storici, ed ha effettuato un giro turistico di Mosca sotto la guida di una stella del Bolshoi.</p>
<p>E ancora: ha affrontato il deserto del Kazakistan; ha incontrato un gruppo di pescatori sul Lago d’Aral ormai quasi completamente in secca; ha percorso un tratto della via delle spezie e della seta, entrando in Cina, dove la tappa finale comprendeva la guida sulle dune, una visita alla Grande Muraglia ed una gita su una zattera di pelli di pecora.<br />
Dopo la sua apparizione a Pechino, dove si mostrerà ancora ricoperta del fango di oltre 50 giorni di viaggio, la milionesima Discovery, al seguito della spedizione, farà ritorno in patria per essere consegnata al British Motor Industry Heritage Trust (Museo di Gaydon). </p>
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		<title>Jaguar e il Team Sky Pro Cycling, nuova partnership presentata al Syon Park di Londra</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 14:51:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Jaguar Cars è lieta di annunciare una nuova partnership della durata di tre anni con il Team Sky Pro Cycling, che coincide con il lancio della nuova XF Sportbrake. La partnership è stata presentata nell&#8217;elegante atmosfera di Syon Park, a Londra, a cui hanno partecipato esponenti del Team Sky tra cui Mark Cavendish, il Campione ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Jaguar Cars è lieta di annunciare una nuova partnership della durata di tre anni con il Team Sky Pro Cycling, che coincide con il lancio della nuova XF Sportbrake. La partnership è stata presentata nell&#8217;elegante atmosfera di Syon Park, a Londra, a cui hanno partecipato esponenti del Team Sky tra cui Mark Cavendish, il Campione del Mondo di ciclismo su strada 2011, il ciclista Juan Antonio Flecha, il Direttore del Team Dave Brailsford. A rappresentare Jaguar, Geoff Cousins, Global Director of Sponsorships.<br />
 <img src="http://www.megamodo.com/wp-content/uploads/2012/04/600_Jag_Team_Sky_1.jpg" alt="" title="Jaguar_Team_Sky" width="600" height="400" class="alignnone size-full wp-image-125750" /><br />
La collaborazione tra Jaguar e il team Sky è estremamente importante per entrambi; le vetture Jaguar forniranno un supporto prezioso alla squadra durante le gare, trasportando sul tetto più di 100.000 Sterline solo per le attrezzature di assistenza alla squadra. L&#8217;automobile agisce anche come il centro nevralgico della squadra sulla strada, da dove vengono adottate le strategie di corse e le decisioni più importanti. La collaborazione di quest&#8217;anno è particolarmente attuale per Jaguar perchè potrà fornire al team Sky il suo ultimo nuovo modello, la Sportbrake XF.<br />
 <span id="more-125749"></span><br />
Il Team Sky gareggerà in tutte le classiche e nelle più importanti competizioni a tappe del mondo, i &#8220;Grand Tours&#8221;. Obiettivo dichiarato della squadra è non solo ispirare amore per il ciclismo, ma anche riuscire a vincere il Tour de France entro il 2014.</p>
<p>La XF Sportbrake, che è stato lanciata a marzo al Salone di Ginevra, si basa sui punti di forza della berlina XF che ha riscosso un grande successo in tutto il mondo. La vettura combina le prestazioni e la maestria artigianale della XF con lo spazio e la praticità di una station wagon di lusso, allineandosi perfettamente alle ed esigenze degli stili di vita più attivi. </p>
<p>Il Team Sky Pro Cycling ha bisogno di un veicolo in grado di offrire spazio, prestazioni e un ambiente funzionale e confortevole in cui lavorare e caricare le attrezzature vitali per permettere al team di operare in modo efficace. Le sospensioni posteriori ad aria autolivellanti ed uno spazio di carico da 1.675 litri soddisfano le esigenze del Team Sky.</p>
<p>Geoff Cousins, Jaguar Global Director of Sponsorships, ha commentato: <em>&#8220;Siamo lieti di annunciare una nuova partership triennale con lo Sky Team. Sappiamo che il nostro sempre più importante nel ciclismo ed il nostro supporto allo Sky Team ha un forte riscontro nei confronti con gli attuali ed i nuovi futuri clienti Jaguar. Il Team Sky e Jaguar hanno obiettivi ed ambizioni simili e, inoltre, i valori della squadra bene si adattano con i temi della nostra campagna Alive e le prestazioni umane, temi che sono al centro del marchio Jaguar. Auguriamo ai ciclisti le migliori fortune e speriamo di festeggiare i loro futuri successi.&#8221; </em></p>
<p>Commentando l&#8217;annuncio, Dave Brailsford, Team Principal del team Sky Pro Cycling ha detto: <em>&#8220;Siamo lieti di continuare la nostra partnership con Jaguar. Negli ultimi due anni Jaguar ha fornito alla squadra un supporto fantastico e siamo molto ansiosi di mettere la nuova XF Sportbrake attraverso i suoi passi. Sono sicuro che quest&#8217;anno giocherà un ruolo importante nel successo della squadra, fornendo in gara un supporto veloce e confortevole. Quando saremo in strada, sarà l&#8217;ambiente ideale per dirigere le operazioni di gara. Il fatto, poi, che sia così bella, farà sì che la XF Sportbrake sarà lauto che si distinguerà fra tutte subito dopo dietro il gruppo.&#8221;</em></p>
<p>Andrew Whyman, Chief Programme Engineer della Jaguar XF Sportbrake, ha aggiunto: <em>&#8220;Jaguar è giustamente apprezzata per il design delle sue vetture, ma nel creare la XF Sportbrake siamo stati attenti a garantire che vi fosse un equilibrio tra design ed integrità ingegneristica per realizzare un&#8217;automobile che fosse versatile e divertente. La Sportbrake incarna la dinamica sportiva di Jaguar grazie alla sua combinazione di prestazioni e design innovativo e seducente. Nella XF Sportbrake questo è completato da un approccio senza compromessi alla praticità e versatilità&#8221;</em>.</p>
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		<title>Range Rover Evoque Special Edition Victoria Beckham, la quintessenza del lusso britannico</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 13:52:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Land Rover e Victoria Beckham presentano al Salone di Pechino la nuova Special Edition, rifinita a mano, della Range Rover Evoque. Questa esclusiva Range Rover Evoque Special Edition è frutto della collaborazione tra il Reparto Design Land Rover guidato da Gerry McGovern e la stilista inglese Victoria Beckham, vincitrice dell’ambito premio “Designer Brand of the ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Land Rover e Victoria Beckham presentano al Salone di Pechino la nuova Special Edition, rifinita a mano, della Range Rover Evoque. Questa esclusiva Range Rover Evoque Special Edition è frutto della collaborazione tra il Reparto Design Land Rover guidato da Gerry McGovern e la stilista inglese Victoria Beckham, vincitrice dell’ambito premio “Designer Brand of the Year” ai “British Fashion Awards 2011”. Victoria, nominata Creative Design Executive a luglio 2010, ha collaborato per 18 mesi con Gerry McGovern ed il suo Team, alla realizzazione della sua Evoque Special Edition.<br />
<img src="http://www.megamodo.com/wp-content/uploads/2012/04/600_victoria_beckham_with_the_range_rover_evoque_special_edition__beijing_01_R.jpg" alt="" title="Range Rover Evoque" width="600" height="436" class="alignnone size-full wp-image-125726" /><br />
Precisa Gerry McGovern: <em>“Il design Evoque ha conquistato il pubblico di tutto il mondo; il lavoro svolto con Victoria non intendeva certo alterare un’architettura di base ed una linea di così gran successo. Volevamo creare una Special Edition che estendesse il carattere del veicolo in una direzione nuova, con sobri e misurati ritocchi nel colore e nei dettagli.</em><br />
<span id="more-125725"></span><br />
<em>“Land Rover e Victoria Beckham sono due prestigiose icone britanniche, di grande credibilità e seduzione; questo rende la nostra collaborazione ancora più interessante, soprattutto se si considera la grande richiesta di prodotti su misura che si registra sui mercati, e specialmente in Cina, Russia e Brasile, dove Land Rover è in netta crescita.”</em></p>
<p>Aggiunge Victoria Beckham: <em>“Sono stata particolarmente lieta di collaborare con Land Rover, un marchio che ho sempre ammirato moltissimo. Ho sempre guidato una Range Rover, per me l’epitome della qualità e del lusso.” “All’inizio della collaborazione con il Team mi sono innanzitutto dedicata ad un percorso di ricerca, per illustrare con una serie di tavole grafiche tutta la mia passione per il design classico e senza tempo. Ho preso in considerazione yacht, Jet di lusso, vetture classiche.</p>
<p>“E’ il dettaglio, anche il più piccolo, che fa la differenza. Desidero che chiunque entri in questa Evoque si senta speciale, conquistato dalla sua qualità e dalla cura artigianale che si percepisce a bordo. Mi piace che trasmetta una sensazione di lusso, ma anche che conservi un taglio classico insieme a chiare note di attualità.”</em></p>
<p>Racconta ancora Gerry McGovern: <em>“Con Victoria abbiamo subito scoperto di avere i medesimi gusti in fatto di design, e le stesse aspirazioni per questa Evoque. Ad esempio, durante la prima riunione, la stessa Victoria è stata l’ispiratrice dell’introduzione dei dettagli Rose Gold. Quel giorno indossava un vestito scuro, senza alcun gioiello salvo un orologio da uomo in oro rosa. Rimasi colpito dal contrasto di un orologio maschile sul polso di una donna così elegante. Convenimmo subito che quella era la strada ideale per ingentilire il disegno audace e deciso dei colori esterni. “</em></p>
<p><em>“Durante tutto il periodo della nostra collaborazione abbiamo costantemente mirato a realizzare un veicolo che piacesse in egual misura ad un pubblico sia maschile sia femminile; Vittoria stessa ha sempre affermato che voleva che il marito David fosse orgoglioso di guidare questa Evoque. Lavorare con lei è stato per noi davvero gratificante, e sono sicuro che quest&#8217;edizione speciale conquisterà gli estimatori di veicoli di lusso di tutto il mondo.”</em></p>
<p>Simon Fuller, socio di Victoria Beckham nella XIX Entertainment, ha commentato: <em>&#8220;Victoria ha avuto un incredibile inizio d&#8217;anno con il ricevimento del premio &#8220;Designer Brand of the Year&#8221;. La reputazione del suo nome nel mondo della moda sta crescendo in maniera impressionante in ogni mercato del mondo ed ora è qui, a Pechino, in uno dei più importanti eventi del mondo dell&#8217;auto, per lanciare la sua Special Edition della Evoque. Victoria non avrebbe potuto essere più felice nel realizzare una carriera professionale che ama e non vedo l&#8217;ora di scoprire cosa ci riserva il futuro per la nostra partnership commerciale.&#8221;</em></p>
<p><strong>Il Design</strong><br />
Sia il marchio Land Rover che Victoria Beckham rappresentano la quintessenza del lusso britannico. La Special Edition spinge ancora oltre questo concetto, con l’impiego dei materiali più raffinati e della più squisita realizzazione artigianale, ad illuminare l’ambiente interno già ultraprestigioso dell’Evoque. Questa Special Edition, motorizzata con un 2.0 litri a benzina da 240 CV interamente in alluminio, sarà finita a mano dagli specialisti del Reparto &#8220;Engineering to Order&#8221; (ETO) di Land Rover, nel Warwickshire.</p>
<p>Fra gli elementi essenziali del suo design, il colore grigio opaco finito a mano &#8211; che evoca il look degli aviogetti Stealth &#8211; i cerchi forgiati da 20” in colore nero lucido ed i lussuosi dettagli in Rose Gold, esclusivi di questa Evoque.</p>
<p>Perfetto complemento dell’esterno del veicolo – dal look ultramoderno, con evidenti citazioni dello stile “stealth” &#8211; l’abitacolo si presenta elegante e lussuoso. I quattro sedili sportivi sono rivestiti di pelle Vintage Tan, rifinita a mano con un’audace impuntura “baseball”, scherzosa allusione di Vittoria alle inclinazioni sportive del marito David. Lo stesso materiale è usato per gli inserti delle portiere, i poggia braccia e il coperchio del contenitore centrale. Un ricordo personale della stilista ha ispirato gli esclusivi, elegantissimi tappetini; da bambina, racconta Vittoria Beckham, amava poggiare i piedi scalzi sulla soffice moquette della Rolls Royce di suo padre. I designer della Range Rover hanno voluto mutuare tale esperienza usando per i tappetini il tessuto mohair, generalmente impiegato nella realizzazione di capi d&#8217;abbigliamento pregiati.<br />
<img src="http://www.megamodo.com/wp-content/uploads/2012/04/600_range_rover_evoque_se_with_victoria_beckham_11_R.jpg" alt="" title="range_rover_evoque" width="600" height="400" class="alignnone size-full wp-image-125727" /><br />
Un set di bagagli su misura completa il design olistico della Range Rover Evoque Special Edition firmata Vittoria Beckham. Composto di quattro elementi, si basa sulla linea Beckham d&#8217;accessori da viaggio, con la stessa struttura interna d&#8217;alta qualità ed un rivestimento in cuoio nero cucito a mano. Fanno parte del set una coppia di valigie trolley &#8220;lui/lei&#8221; e relative borse per oggetti da toletta, rifiniti con lo stesso microsuede usato per il cielo del veicolo; come tocco finale, i tiretti delle chiusure lampo sono dello stesso colore grigio opaco della carrozzeria. Completa il corredo un’elegante custodia di pelle, rifinita in Rose Gold e co-firmata Range Rover Evoque e Victoria Beckham, contenente la guida agli equipaggiamenti esclusivi dell’auto, </p>
<p><strong>Equipaggiamenti</strong><br />
· Impianto audio Meridian, da 825 Watt, con 17 altoparlanti ed amplificatori allo stato dell’arte, per creare l’effetto Trifield Surround, un brevetto del marchio britannico, in grado di offrire un suono avvolgente ai passeggeri di tutti e quattro i sedili.<br />
· Sistema d&#8217;intrattenimento a bordo che comprende TV digitale e satellitare, DVD player, cambia CD virtuale da 10 CD e sintonizzatore radio digitale.<br />
· Trazione integrale permanente Land Rover, con il pluripremiato Sistema Terrain Response.<br />
· Motore benzina da 2.0 litri, turbocompresso da 240 CV e 360 Nm di coppia; trasmissione automatica a sei rapporti, con paddle al volante per enfatizzare al massimo il piacere di guida.<br />
· Sistema di telecamere Surround, con visione a 360° dell’area circostante il veicolo.<br />
· Park Assist, che aziona lo sterzo dell’Evoque per parcheggiare nello spazio previsto mentre chi guida deve occuparsi soltanto del freno e dell’acceleratore.</p>
<p>La Range Rover Evoque, lanciata nel settembre 2011, ad oggi ha conseguito oltre 100 riconoscimenti internazionali grazie al suo esclusivo mix di design, credenziali del marchio, capacità e lusso. Le prime unità della Range Rover Evoque Special Edition sono riservate al mercato cinese, con consegne previste ad ottobre 2012.</p>
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		<item>
		<title>Range Rover Evoque si aggiudica il titolo di Women’s World Car of the Year 2012</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Apr 2012 09:44:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oltre ad essere la prima classificata nella categoria Auto di lusso, la Range Rover Evoque si è aggiudicata il titolo assoluto di Women’s World Car of the Year 2012. Quest’ultimo successo conferma l’eccezionale consenso che ha accolto l’Evoque in tutto il mondo, testimoniato dall’attribuzione di oltre 110 diversi riconoscimenti. Il premio Women’s World Car of ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre ad essere la prima classificata nella categoria Auto di lusso, la Range Rover Evoque si è aggiudicata il titolo assoluto di Women’s World Car of the Year 2012. Quest’ultimo successo conferma l’eccezionale consenso che ha accolto l’Evoque in tutto il mondo, testimoniato dall’attribuzione di oltre 110 diversi riconoscimenti. Il premio Women’s World Car of the Year è attribuito da una giuria composta da 17 giornaliste del settore automotive di tutto il mondo. In questa competizione ogni vettura in lizza è valutata in base a criteri che riguardano aspetti essenziali del processo d&#8217;acquisto del pubblico femminile.<br />
<img src="http://www.megamodo.com/wp-content/uploads/2012/04/600_lr_evq_ny_coty_050412_01.jpg" alt="" title="Range Rover Evoque si aggiudica il titolo di Women’s World Car of the Year 2012" width="600" height="399" class="alignnone size-full wp-image-124094" /><br />
Fra questi, alcuni importanti requisiti pratici quali la sicurezza, la capacità di carico, la praticità nel trasporto di bambini, la salvaguardia dell’ambiente, il rapporto qualità/prezzo, oltre ad altri elementi, come il design e l’estetica.<br />
<span id="more-125529"></span><br />
Oltre ad aver ricevuto il punteggio più elevato anche nella categoria Auto di lusso, la Range Rover Evoque è stata nominata “Car of the Year”. Nonostante i risultati della competizione siano stati annunciati già questa settimana, la consegna ufficiale del premio alla Land Rover  avverrà a settembre, al Motor Show di Parigi.</p>
<p>Intervistato in merito a questo ennesimo riconoscimento John Edwards, Global Brand Director di Land Rover, dichiara: <em>“Il titolo di Women’s World Car of the Year rispecchia ulteriormente la portata dell’affermazione Evoque in tutti i mercati. In tutto il mondo il pubblico femminile costituisce una categoria a sé stante, con caratteristiche ed esigenze così specifiche che per ogni costruttore è vitale assicurarsi la loro preferenza e soddisfazione.</em></p>
<p><em>“In quanto veicolo interamente progettato e realizzato in Gran Bretagna, la Range Rover Evoque continua a dimostrare la classe mondiale del suo fascino. Siamo veramente lieti di constatare come, oltre ai 111 premi attribuiti per il design, le prestazioni, e la progettazione, l&#8217;Evoque abbia conseguito anche eccellenti risultati di vendita in tutto il mondo.”</em></p>
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		<title>Land Rover Journey of Discovery incontra i pescatori del Lago d’Aral</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 13:51:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scafi ridotti a relitti giacciono nel fango, lontano da quella che fu la costa del Lago d’Aral, ormai quasi prosciugato. Ma la spedizione “Journey of Discovery&#8221; scopre una nuova storia, nell’incontro con un gruppo di pescatori intenti a portare nuova linfa al territorio. Muynak, in Uzbekistan, un tempo florido porto sul grande Lago d’Aral che ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scafi ridotti a relitti giacciono nel fango, lontano da quella che fu la costa del Lago d’Aral, ormai quasi prosciugato. Ma la spedizione “Journey of Discovery&#8221; scopre una nuova storia, nell’incontro con un gruppo di pescatori intenti a portare nuova linfa al territorio. Muynak, in Uzbekistan, un tempo florido porto sul grande Lago d’Aral che si estendeva per 68.000 chilometri quadrati, fino al Kazakistan, oggi è una città in rovina. La prosperità di Muynak era legata al grande bacino, all’epoca il quarto al mondo per estensione, ormai praticamente scomparso.<br />
<img src="http://www.megamodo.com/wp-content/uploads/2012/04/600_Journey-of-Discovery_8_3.jpg" alt="" title="Journey of Discovery" width="600" height="400" class="alignnone size-full wp-image-124475" /><br />
Negli anni ’60, l’Unione Sovietica decise di deviare il corso di tutti gli immissari del lago, preferendo destinare la loro acqua all’irrigazione dei vicini campi di cotone. Lentamente ma inesorabilmente questo progetto di cattiva amministrazione provocò una diminuzione del livello delle maree del lago, praticamente fino alla loro estinzione: qui, sul lago di Aral, a differenza di quanto avviene in ogni parte del mondo, la marea, non sarebbe più risalita.<br />
<span id="more-124474"></span><br />
Inevitabilmente il ritiro dell’acqua significò la riduzione del bacino, vecchio di cinque milioni di anni, ad appena il dieci percento delle sue dimensioni originali.  Si parla molto di progetti di ripristino del Lago, ma non sembra esserci, da parte dell’Uzbekistan e della Comunità Internazionale, né la volontà, né la forza politica e soprattutto economica per realizzarli.</p>
<p>Le pianure circostanti sono state inoltre irrorate di pesanti pesticidi, mentre un’isoletta &#8211; che il prosciugamento del lago ha riunito alla terraferma – è stata impiegata per testare le armi biologiche dell’Unione Sovietica. Nonostante il risultato sia una desertificazione su scala inimmaginabile, un gruppo d&#8217;abitanti ha deciso di rovesciare le sorti del proprio territorio.</p>
<p>Qui, i pochi pescatori rimasti conducono una vita assai difficile. All’inizio della scomparsa delle maree avevano cercato di trasferire la loro attività sulla terraferma, anche a costo di importare il pesce dalle altre regioni per sostenere l’industria conserviera locale, anche impiegando il metallo delle carcasse dei natanti finiti in secca per farne contenitori. Senza successo.</p>
<p>Oggi guidare su quello che un tempo era il fondale di un bacino profondo trenta metri d’acqua è un’esperienza strana, resa lugubre dagli scheletri arrugginiti dei battelli arenati per sempre da una marea scomparsa. Eppure, lungo questo fondale un tempo così fertile resta un piccolo lago, dove i pescatori più coriacei tirano le reti con l’aiuto di un singolo mulo, nel vento ghiacciato dell’inverno, pescando con un’attrezzatura ridotta all’osso. In un’ora di fatica da rompere la schiena riescono a riempire un paio di secchi di pesce, che – stranamente – non sono destinati alla tavola.</p>
<p><em>“Trasportiamo questi pesci in un’altra regione, dove tentiamo di ripopolare acque che sono in condizioni migliori delle nostre”</em>, ci confida Dilshot Usupov, mentre attende di ritirare le reti.  Poi si arrampica su una vecchia autocisterna parcheggiata sulla riva, ne alza il coperchio e m&#8217;indica di guardare dentro. Vado e guardo: all’interno è pieno d&#8217;acqua sporca che pullula di pesci. E’ la sorprendente dimostrazione di un’iniziativa semplice, nata dal genuino desiderio di risanare un ambiente e di aiutare l’economia locale in rovina.</p>
<p><em>“Quando c’era il lago questo era un grande porto, con un’intensa attività economica” si rammarica Usupov “ora l’acqua dista 30 chilometri dalla città, e si è portata via tutta la vita.” Ma la cosa che più colpisce è il fatalismo del suo commento sul futuro del Lago d’Aral: “La natura ha fatto il Lago milioni di anni fa, e solo la natura può restituircelo.”</em> Un commento che avevamo già raccolto, da altri locali, durante il nostro viaggio.</p>
<p>Sembra impossibile che questa gente sia all’oscuro dei progetti d’irrigazione che hanno prosciugato i loro mezzi di sostentamento; si tratta, però, di un remoto angolo del mondo dove le comunicazioni con l’esterno sono estremamente limitate. In ogni modo, mentre Usupov torna al lavoro nel minuscolo lago, alla sua pesante fatica ed allo scarso pescato, non ho il coraggio di dirgli che la natura non ha niente a che vedere con i suoi problemi, anche se esiste una piccola probabilità che la natura stessa un giorno ne possa diventare la soluzione.</p>
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		<title>Range Rover Evoque riceve il premio &#8220;World Design Car of the Year 2012&#8243;</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 14:14:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Range Rover Evoque è stata insignita del premio &#8220;World Design Car of the Year 2012&#8243;, in occasione del Salone dell&#8217;Auto di New York. Con questo, sono 101 i premi internazionali ricevuti in totale dall&#8217;Evoque a partire dalla sua presentazione. Il premio è il riconoscimento per il design unico ed innovativo di Evoque e per ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Range Rover Evoque è stata insignita del premio &#8220;World Design Car of the Year 2012&#8243;, in occasione del Salone dell&#8217;Auto di New York. Con questo, sono 101 i premi internazionali ricevuti in totale dall&#8217;Evoque a partire dalla sua presentazione. Il premio è il riconoscimento per il design unico ed innovativo di Evoque e per aver creato un nuovo segmento del mercato mondiale. Gerry McGovern, Design Director di Land Rover, ha detto: <em>&#8220;Siamo onorati che Range Rover Evoque sia stata eletta &#8220;World Design Car of the Year 2012&#8243;. Questo prestigioso premio è la conferma dell&#8217;incredibile risposta che abbiamo ricevuto per l&#8217;audace design della Evoque. E&#8217; un&#8217;auto che cattura a livello emozionale.&#8221;</em><br />
<img src="http://www.megamodo.com/wp-content/uploads/2012/04/600_lr_evq_ny_coty_050412_01.jpg" alt="" title="RANGE ROVER EVOQUE &quot;WORLD DESIGN CAR OF THE YEAR&quot;" width="600" height="399" class="alignnone size-full wp-image-124094" /><br />
L&#8217;Evoque era tra le 46 candidate in lizza e ha battuto l&#8217;agguerrita concorrenza delle altre due finaliste, la Citroen DS5 e la Volkswagen Up! Un panel di cinque tra i più stimati esperti di design a livello mondiale ha selezionato la rosa delle candidature, che è stata poi votata dai 66 giurati del premio. I giurati sono tutti giornalisti automotive di venticinque paesi.<br />
<span id="more-124093"></span><br />
Silvia Baruffaldi, Managing Editor del magazine Auto &#038; Design e membro del panel dei cinque esperti, ha detto: <em>“Fedele alla concept car da cui deriva, è un capolavoro di design automobilistico contemporaneo. Oltre a non avere eguali sul mercato, è riuscita a rendere il DNA Land Rover in uno stile della carrozzeria più compatto e sportivo. Un prodotto &#8220;premium&#8221; senza l&#8217;ormai cattiva abitudine di esibire a tutti i costi.”</em></p>
<p>Il pluripremiato design della Range Rover Evoque si combina con le sue prestazioni al top della categoria e le sue caratteristiche di dinamicità e maneggevolezza su tutti i terreni, grazie alle innovative tecnologie Range Rover, tra cui il Terrain Response, il touch screen dual-view, il sistema &#8220;surround camera&#8221; e una serie di opzioni per una personalizzazione che soddisfi tutte le necessità dei clienti.</p>
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		<title>Land Rover &#8220;Journey of Discovery&#8221;, alla scoperta del deserto in Kazakistan e Uzbekistan</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 09:53:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il deserto in Kazakistan e Uzbekistan: un’esperienza davvero selvaggia, come scopre il Team Land Rover “Journey of Discovery” nella solitudine di questo lungo tratto della spedizione. Su una carreggiata praticamente in rovina, melmosa e costellata di asperità, si snoda, fino all’orizzonte, una fila di autocarri vecchi e infangati. E’ ora di prendere la via del ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il deserto in Kazakistan e Uzbekistan: un’esperienza davvero selvaggia, come scopre il Team Land Rover “Journey of Discovery” nella solitudine di questo lungo tratto della spedizione. Su una carreggiata praticamente in rovina, melmosa e costellata di asperità, si snoda, fino all’orizzonte, una fila di autocarri vecchi e infangati. E’ ora di prendere la via del deserto. Commutate rapidamente tutte le regolazioni delle Discovery su “full off road”: massima altezza da terra, Terrain Response su Mud e Ruts (Fango e Solchi) ed esclusione del controllo della trazione, ci lasciamo alle spalle l’ultimo camion della fila e la relativa sicurezza della rotabile per affrontare in fuori strada quel tratto di territorio selvaggio e fuori dalle mappe che ci circonda.<br />
<img src="http://www.megamodo.com/wp-content/uploads/2012/04/600_Journey-of-Discovery_7_2.jpg" alt="" title="Journey of Discovery" width="600" height="400" class="alignnone size-full wp-image-123868" /><br />
Comunque, con il confine uzbeko ancora piuttosto distante e le voci raccolte circa la possibile chiusura della sua frontiera entro un’ora, non abbiamo altra scelta. C&#8217;immergiamo nella steppa desertica in uno scenario mutevole che passa dalla sabbia asciutta e compatta a buche fangose e piene d’acqua, attraverso tutte le possibili varianti intermedie.<br />
<span id="more-123867"></span><br />
La luce del giorno che cala rapidamente rende ancora più impegnativa la scelta del percorso migliore, tenendoci in uno stato di costante allerta. Abbiamo sentito dire dalla gente del luogo che a volte possono essere necessari tre giorni per attraversare il confine…. I 50 giorni di viaggio, da Birmingham a Pechino, meticolosamente pianificati, hanno una scadenza: l’arrivo della milionesima Discovery in Cina per il Motor Show di Pechino. Ritardi dovuti ai passaggi di frontiera sono stati previsti, ma mai di tre giorni!</p>
<p>Le prodezze delle nostre Discovery ci consentono di concludere con successo la nostra “fuga verso il confine” dove, almeno sul versante del Kazakistan, le formalità vengono espletate rapidamente. Sembra però che anche le guardie di confine di questo valico sperduto conoscano le difficoltà d&#8217;ingresso nel paese vicino. La burocrazia sovietica dei tempi andati può anche essere un ricordo di un’epoca ormai lontana, dopo la dichiarazione d&#8217;indipendenza del Paese nel 1991, ma l’ingresso in Uzbekistan non è ancora dei più facili. In questo paese rimane ancora profondamente radicato il massimo rigore in ogni rapporto con le autorità.</p>
<p>E se il disadorno cartello all&#8217;uscita dal Kazakistan dice solo “Buona Fortuna”, il sorriso ironico della guardia di confine che ci saluta con la mano, fa chiaramente intendere “Adesso ve ne accorgerete.” E così è stato. Difficilmente potevamo passare inosservati; quattro Discovery targate UK in convoglio, con la livrea sgargiante della Spedizione, equipaggi di tre diverse nazionalità, un carico di ricambi, attrezzature, radio, materiale foto-cinematografico ed abbastanza medicinali da aprire una farmacia.  E così la nostra avanzata si arresta subito; e non riprende che dopo sette interminabili ore quando, alle prime luci del mattino, riusciamo a ripartire. Tutto considerato, ci è andata bene.</p>
<p>D’altra parte questo significa anche che stiamo entrando in Uzbekistan con un buio pesto e visibilità zero, nel pieno di una tormenta di neve. E per di più dovremo campeggiare, poiché il deserto uzbeko non prevede alberghi di alcuna categoria. Mentre ci prepariamo mentalmente a passare una gelida notte in tenda, ad alcuni di noi viene l’idea di bussare a qualche porta per chiedere ospitalità: hanno già visitato questo territorio, parlano un po’ la lingua, e pensano che abbiamo qualche possibilità di dormire su un pavimento al coperto, grazie alla lunga tradizione di ospitalità degli Uzbeki, specie di quelli che abitano le regioni più isolate.</p>
<p>Un’ora più tardi siamo al riparo, in una baracca di mattoni crepati e scortecciati, con due cani, tre stanze ed un odore incredibile che proviene dalla cucina, mentre i proprietari – una famiglia di quattro persone – offrono vodka locale a quelli che non devono guidare, tè agli altri e la cena a tutti. L’edificio dall’esterno era quanto di più desolato si può immaginare nell’oscurità più selvaggia, ma all’interno il calore e l’accoglienza riservataci sono straordinari.</p>
<p>Ci svegliamo solo qualche ora dopo ed usciamo per fare qualche rilevamento; la tormenta non è ancora passata. Tuttavia, rinvigoriti da altro tè e dal comfort delle nostre Discovery, ci sentiamo pronti a riaffrontare il deserto.<br />
La pista tutta solchi e paludi che funge da strada principale e sulla quale passiamo la giornata non è meno imprevedibile e difficile di altri percorsi in fuoristrada in Kazakistan &#8211; e talvolta lo è anche di più &#8211; però la neve ha smesso di cadere, è spuntato il sole ed il deserto ci appare in tutta la sua gloria, disseminato lungo la via di cammelli e capre, mentre il paesaggio bruno e polveroso inizia a riscaldarsi.</p>
<p>In serata siamo sul Mare di Aral. Un tempo il quarto bacino idrico più grande del mondo, oggi, con la marea che è arretrata di quaranta chilometri, si è ridotto del 90%. In uno scenario affascinante e tragico, le imbarcazioni che un giorno fluttuavano ormeggiate alla riva giacciono arrugginite su quello che fu il fondo del bacino. Campeggiare in questo luogo senza un’anima viva nel raggio di chilometri, con il tramonto che illumina un paesaggio incantevole e ed emozionante ci rammenta, se ce ne fosse bisogno, che le cose belle della vita sono spesso le più difficili da raggiungere.</p>
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		<title>Land Rover Journey of Discovery, da Mosca all’Uzbekistan</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 10:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo 15 giorni viaggio, e quasi 5.000 miglia percorse verso Pechino, la spedizione è arrivata a Mosca. Grazie ad un permesso speciale, il Team ha avuto accesso alla Piazza Rossa e parcheggiare le quattro Discovery con lo sfondo degli storici edifici. La folla di giornalisti che le ha circondate immediatamente conferma il grande interesse suscitato ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo 15 giorni viaggio, e quasi 5.000 miglia percorse verso Pechino, la spedizione è arrivata a Mosca. Grazie ad un permesso speciale, il Team ha avuto accesso alla Piazza Rossa e parcheggiare le quattro Discovery con lo sfondo degli storici edifici. La folla di giornalisti che le ha circondate immediatamente conferma il grande interesse suscitato dalla spedizione. Alcuni membri del Team, tuttavia, sono riusciti a concedersi un po’ di relax e una bella sauna. Non una qualunque, bensì una sauna allestita a bordo di un camion, con tanto di massaggio con i tradizionali ramoscelli<br />
di quercia e completa di corsa sulla neve.<br />
<img src="http://www.megamodo.com/wp-content/uploads/2012/04/600_Journey-of-Discovery_Mosca.jpg" alt="" title="Journey of Discovery_Mosca" width="600" height="399" class="alignnone size-full wp-image-123744" /><br />
Il secondo giorno, grazie ad un altro permesso speciale, la Spedizione riesce ad accedere in alcuni dei più bei palazzi del Cremlino. Il Team, è rimasto ammirato e stupito di fronte alle immense sale di rappresentanza, di una grandiosità impressionante, dove uno solo dei candelieri di bronzo pesa quanto una delle Discovery parcheggiate all’esterno.<br />
<span id="more-123743"></span><br />
Andris Liepa, in passato stella del Balletto del Bolshoi, accompagnando il Team in un tour della città, ha spiegato quanto Mosca sia cambiata. Proprietario di una Range Rover lui stesso, si trova immediatamente a suo agio alla guida della milionesima Discovery, attraversando con facilità il caotico traffico cittadino. La visita prosegue poi con numerose soste in vari siti, fra i quali le Colline Lenin e il Bolshoi stesso, mentre Liepa prosegue con l’affascinante racconto sui cambiamenti della città: “Venticinque anni fa, per incontrarvi avrei avuto bisogno del benestare del KGB. Oggi Mosca è una città totalmente diversa.”</p>
<p>Sabato mattina lasciamo Mosca ancora addormentata per evitare il traffico, e c&#8217;inoltriamo rapidamente nella campagna. 600 miglia percorse in un giorno, una delle tappe più lunghe della spedizione, e raggiungiamo Volgograd – un tempo conosciuta come Stalingrado. Lungo una strada che non richiede una guida particolarmente impegnativa (salvo una certa attenzione verso gli automobilisti che sterzano all’improvviso per evitare le buche, e qualche occasionale bufera di<br />
neve), le Discovery si lasciano facilmente alle spalle il giorno più lungo.</p>
<p>Volgograd è gemellata con la città di Coventry, non lontano da Solihull, la casa di Land Rover. La spedizione è accolta dal Capo del Consiglio Comunale, Irina Kareva, alla quale il Team ha portato un messaggio del Sindaco di Coventry Keiran Mulhall ed uno stendardo della Città. La cerimonia ufficiale ha luogo, alla presenza dei media Russi, di fronte al Memorial di Volgograd, il monumento che ricorda la battaglia di Stalingrado. Più tardi, la Spedizione si rimette in viaggio lungo il corso del Volga, il più grande fiume europeo, portando con sé i doni ricevuti: cappelli dell’esercito Russo e i gagliardetti portafortuna della città. Prossima e ultima fermata in Russia: Astrakan, in prossimità del Mar Caspio.</p>
<p>Da Astrakan, “Journey of Discovery” si dirige in Kazakistan, verso la parte più ardua e remota del percorso di 8.000 miglia. L’attraversamento senza problemi del confine è di buon auspicio, ma gli equipaggi di altre Land Rover, &#8211; un incontro casuale con un’altra spedizione nella stessa zona &#8211; ci raccontano che due valichi di confine con l’Uzbekistan risultano chiusi in quanto una tempesta di neve ha cancellato 1.000 km di strada, rendendo impossibile il transito anche su una Discovery. Il pensiero delle bufere di neve si dissolve però al sole del Kazakistan, mentre il Team lascia l’Europa per addentrarsi in Asia. Prossima fermata, Atyrau.</p>
<p>Dopo il pernottamento ad Atyrau, “Journey of Discovery” si dirige verso un imprevedibile passaggio di confine. Si sente dire, infatti, che ci possono volere ore o giorni per passare in Uzbekistan. Il Team, un po’ in apprensione, prosegue, mentre le strade lasciano il posto a carreggiate di fango pressato e piene di buche. Una coda senza fine d&#8217;autocarri segnala l’avvicinarsi del confine, e il Team di “Journey of Discovery” decide di sfruttare le straordinarie capacità delle Land Rover inventandosi un percorso creativo in fuoristrada per raggiungere la frontiera. Dopo un’attesa di sei ore le Discovery entrano in Uzbekistan: è mezzanotte e si cerca un posto per dormire in attesa delle prossime avventure…</p>
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		<title>Land Rover Journey of Discovery, le generazioni dell’automobilismo russo</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 14:39:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le generazioni dell’automobilismo russo sarebbero andate perdute e svanite dalla memoria, se non per la passione di Mikhail Krasinets… come scopre il Team di “Journey of Discovery” in un campo innevato, non lontano da Mosca. Fuori da Tula, alcune ore a sud di Mosca, si trova il museo automobilistico più insolito che si possa immaginare. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le generazioni dell’automobilismo russo sarebbero andate perdute e svanite dalla memoria, se non per la passione di Mikhail Krasinets… come scopre il Team di “Journey of Discovery” in un campo innevato, non lontano da Mosca. Fuori da Tula, alcune ore a sud di Mosca, si trova il museo automobilistico più insolito che si possa immaginare. La parola museo è solitamente associata a grandi saloni, guide, schiere di prodotti in mostra, informazioni in varie lingue. Questo museo non ha niente del genere. Infatti, ad un occhio poco esperto, sembra poco più di una grande collezione di vecchie vetture russe che arrugginiscono in un campo.<br />
<img src="http://www.megamodo.com/wp-content/uploads/2012/04/600_Journey-of-Discovery_Update_5_2.jpg" alt="" title="Journey of Discovery" width="600" height="399" class="alignnone size-full wp-image-123278" /><br />
Il proprietario e gestore Mikhail Krasinets, un tempo collaudatore della Moskvich, pilota di rally e appassionato cultore di auto sovietiche, ha allestito questo tempio della motorizzazione russa. Se intendete visitarlo, fate attenzione: non è facile da raggiungere.<br />
<span id="more-123275"></span><br />
E&#8217;, infatti, situato alla fine di parecchie miglia di sentiero, un po’ buche e solchi, un po’ fuoristrada serio, e che nel giorno della nostra visita è anche ricoperto da un metro di neve, mentre una tempesta di neve al traverso frusta i fianchi esposti della collina alla quale siamo diretti. Con la neve che copre il percorso di quella che dovrebbe essere una breve tappa del viaggio di 8.000 miglia, dobbiamo essere grati alle Discovery del nostro convoglio che ci permettono di raggiungere la nostra meta; senza di loro non ce l’avremmo mai fatta.</p>
<p>Una volta raggiunta la cima della collina, le carcasse arrugginite fanno sorgere spontanea la domanda: ma ne valeva la pena? Poi, però, incontriamo Krasinets. La sua passione ed il suo entusiasmo sono enormi, e nonostante i fondi di cui dispone siano limitatissimi – Krasinets gestisce la sua collezione con poco più della sua grande energia – ad un’osservazione più attenta non può sfuggire che ci troviamo di fronte ad un testamento a quattro ruote unico al mondo  di un’intera generazione di meccanica automobilistica sovietica, che ha rischiato di andare perduta per sempre. “Possiedo un esemplare per ogni anno di produzione di tutti i maggiori fabbricanti russi” dichiara orgogliosamente Krasinets, raccontando come sia arrivato in questa località nel ’90 con sole quaranta vetture – oggi diventate quasi 300.</p>
<p>Il suo gioiello della corona è una Chaika GAZ del 1964, mastodonte dalle grandi pinne posteriori, che montava un 4.5 litri V8. Quest’auto era accessibile solo all’elite del Partito Comunista; i cittadini comuni potevano solo ammirarne incantati i rari esemplari ed anche quei pochi che potevano permettersela economicamente, difficilmente riuscivano ad ottenerla, Infatti, non erano in vendita e, a detta di Krasinets, ne fu venduto privatamente un solo esemplare, e precisamente a Mikhail Sholokhov, lo scrittore sovietico di classici.<br />
<iframe width="600" height="335" src="http://www.youtube.com/embed/e5uyWR9-aCc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
Una sola automobile godette di maggior prestigio della Chaika e fu la limousine Zil; eppure la Chaika era comunque ritenuta dai più l’automobile eccellente per definizione. Nel periodo in cui era a capo del Partito Comunista, Nikita Kruscev aveva in assegnazione una Zil, ma in ogni possibile occasione preferiva usare la Chaika. E oggi Krasinets ne possiede una, “E’ fantastico”, afferma assolutamente raggiante “non molto tempo fa, per uno come me possedere questa auto era assolutamente impensabile!”</p>
<p>Al lato opposto della gamma troviamo una Moskvich 1500 del 1973, una spartana e scialba scatoletta di latta che ben illustra quale potesse essere l’immaginario automobilistico per il comune sovietico di allora. Raggiungiamo ora un’area riservata, dove fa bella mostra di sé il modello superpreferito da Krasinets, i cui occhi s&#8217;illuminano salendo a bordo dell’enorme autocarro militare Zil del 1974. Questo veicolo ha praticamente condiviso una parte importante della vita del suo proprietario, che guidava proprio gli autocarri Zil durante il servizio militare.  Il motore da 5.5 litri di questo colosso, nonostante l’età e le condizioni non perfette del mezzo, va in moto al primo colpo.</p>
<p>A questo punto Krasinet mi fa segno di salire a bordo nell’abitacolo sorprendentemente angusto, spingendomi sul sedile di guida. Krasinet non sembra una persona con la quale si possa discutere, e comunque questa è sicuramente un’esperienza da non perdere. Spingo la lunga leva del cambio in prima, aziono la frizione, mentre Krasinet mi raccomanda di non lasciar stallare il motore, e poi all’improvviso avanziamo sbandando, con la neve che schizza via dagli pneumatici e io combatto con il durissimo volante (naturalmente senza servosterzo), attento a non falciare qualche esemplare dell’amata collezione di Krasinets.</p>
<p>Poi posso godermi un po’ di miglia alla guida, fra le più divertenti che io ricordi, rimbalzando sui sentieri che circondano la casa di Krasinets, e anche se nessuno dei due conosce una sola parola della lingua dell’altro, c&#8217;intendiamo a meraviglia grazie alla comune passione per i motori a combustione interna, che ha creato un legame capace di trascendere generazioni e culture.</p>
<p>Al ritorno, sulla strada per Mosca, il comfort e la raffinatezza che ritroviamo a bordo delle nostre Discovery, diventano un’ulteriore tangibile dimostrazione di quanto la tecnica motoristica sia progredita. E, comunque, valeva davvero la pena di sperimentare anche questo singolare “viaggio nel tempo” </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Land Rover per la spedizione &#8220;Groenlandia 2012&#8243;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 13:43:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Land Rover]]></category>
		<category><![CDATA[Motori]]></category>
		<category><![CDATA[Groenlandia 2012]]></category>
		<category><![CDATA[spedizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Esplorare nuove strade, andare oltre i limiti, aprirsi a nuovi orizzonti, avventura e ricerca sono state sempre alcune della caratteristiche appartenute sin dall&#8217;inizio al Dna del marchio Land Rover. Per questo Land Rover Italia non poteva non sostenere la spedizione polare del noto esploratore italiano Michele Pontrandolfo. Il suo nome è &#8220;Groenlandia 2012&#8243; ed è ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esplorare nuove strade, andare oltre i limiti, aprirsi a nuovi orizzonti, avventura e ricerca sono state sempre alcune della caratteristiche appartenute sin dall&#8217;inizio al Dna del marchio Land Rover. Per questo Land Rover Italia non poteva non sostenere la spedizione polare del noto esploratore italiano Michele Pontrandolfo. Il suo nome è &#8220;Groenlandia 2012&#8243; ed è la spedizione polare più lunga in assoluto, che prevede un percorso sud-nord di 2.300 chilometri della durata di 90 giorni.<br />
<img src="http://www.megamodo.com/wp-content/uploads/2012/04/600_Groenlandia.jpg" alt="" title="Groenlandia" width="600" height="511" class="alignnone size-full wp-image-123246" /><br />
Un vero e proprio record mondiale che, fino ad oggi, è stata realizzata soltanto da una spedizione norvegese. A questa missione sono ovviamente legati scopi altamente scientifici. Michele Pontrandolfo in questa avventura avrà al suo fianco l’istruttore del Registro Italiano Land Rover Marco Martinuzzi.<br />
<span id="more-123242"></span><br />
<strong>LA SPEDIZIONE &#8220;GROENLANDIA 2012&#8243;</strong><br />
La spedizione prenderà le mosse dall&#8217;aeroporto di Venezia alla volta di Copenhagen e da lì a Narsaqsuaq, dove, una volta raggiunto il rifugio, i due esploratori inizieranno a stivare tutti i materiali nelle slitte che saranno trainate per tutta la durata della spedizione, 90 giorni circa. La spedizione partirà dal villaggio di Narsarsuaq, sulla costa meridionale dell&#8217;isola dove abitano circa 150 eschimesi groenlandesi: da qui, con un battello, i due esploratori saranno trasportati fino all’attacco del ghiacciaio dove inizierà la traversata dell’ice-cup groenlandese. A metà aprile 2012 inizierà la sciata verso il punto più a nord della Groenlandia, Qaanaaq, il punto di arrivo, un piccolo villaggio che si trova nel nord-ovest della Groenlandia, abitato da poco più di 200 eschimesi.</p>
<p><strong>I PROTAGONISTI</strong><br />
MICHELE PONTRANDOLFO è nato a Pordenone l’8 novembre 1971, E&#8217; stato il primo italiano che abbia raggiunto da solo il Polo Nord magnetico dopo una marcia di 32 giorni in mezzo ai ghiacci dell’oceano Artico con temperature costanti a 40 gradi sotto zero, con punte anche a meno 48. L’attività di Michele Pontrandolfo, che si svolge nella maggior parte dei casi in solitaria, è ad alto rischio di vita ogni istante del giorno e lo vede alle prese con uno sforzo fisico continuo e prolungato, costantemente soggetto ad intemperie, con il rischio continuo di congelamenti. In caso d&#8217;emergenza o pericolo di vita. Ha all’attivo 14 spedizioni polari di cui 11 in solitaria effettuate in Groenlandia, Patagonia, Islanda, Svalbard, Canada artico, Ellesmere Iceland. Ha raggiunto il Polo Nord geo-magnetico, il Polo Nord magnetico ed è l’unico ad aver tentato 2 volte la traversata dell’oceano Artico per raggiungere il Polo Nord geografico.</p>
<p>MARCO MARTINUZZI è nato a 2 maggio 1976 a Portogruaro, e vive a San Michele al Tagliamento. Istruttore di guida in fuoristrada del Registro Italiano Land Rover, nel 2006 ha rappresentato l&#8217;Italia nel &#8220;Global 4 Challenge&#8221; di adventure race, una multidisciplina comprendente mountain bike, orientering, free climbing, nuoto corsa, kajak e guida in fuoristrada. Nel 2007, con il team Italia, in Malaysia, ha partecipato al &#8220;Rain Forrest Challnge&#8221;, mondiale di fuoristrada estremo e sopravvivenza nella jungla. Nel 2005 ha attraversato con sci di fondo le Rocky Mountains, nell&#8217;Alberta (Canada); nel 2008, in 32 giorni, ha percorso 5.000 km su una mountain bike in Namibia, mentre nel 2009 ha scalato il Kilimanjaro (Machame Route).</p>
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		<title>Land Rover &#8220;Journey of Discovery&#8221;, spedizione alla Base di Balaklava</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 10:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Land Rover]]></category>
		<category><![CDATA[Motori]]></category>
		<category><![CDATA[Balaklava]]></category>
		<category><![CDATA[Journey of Discovery]]></category>
		<category><![CDATA[sommergibili]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 1953 Stalin approvò la costruzione di una base top secret per sommergibili nucleari, dando il via ai lavori di quella che sarebbe diventata la centrale operativa della temibile Flotta del Mar Nero. Furono necessari nove anni di lavoro per realizzare la nuova gigantesca base, scavata all’interno della montagna prospiciente la città portuale di Balaklava, ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1953 Stalin approvò la costruzione di una base top secret per sommergibili nucleari, dando il via ai lavori di quella che sarebbe diventata la centrale operativa della temibile Flotta del Mar Nero. Furono necessari nove anni di lavoro per realizzare la nuova gigantesca base, scavata all’interno della montagna prospiciente la città portuale di Balaklava, sulla costa della Crimea ucraina. L’ingresso era mimetizzato e reso invisibile alle incursioni degli aerei spia. Le spesse pareti della struttura le permettevano di resistere ad un attacco nucleare diretto, e la sua capienza poteva offrire ospitalità fino a 3.000 addetti e relative provviste sufficienti per un mese. E, per di più, i grandi sommergibili potevano entrare nella base, ed uscirne, senza riemergere, restando così al riparo da qualsiasi occhio indiscreto.<br />
<img src="http://www.megamodo.com/wp-content/uploads/2012/03/600_Journey-of-Discovery_Balaklava.jpg" alt="" title="Journey of Discovery" width="600" height="399" class="alignnone size-full wp-image-122683" /><br />
Oggi, quello che fu il sito più segreto ed importante dell’Unione Sovietica ai tempi della Guerra Fredda è divenuto un museo. Nei quarant&#8217;anni di vita operativa della base, gli unici automezzi che potevano accedervi erano i grandi autocarri sovietici ed i loro rimorchi per il trasporto di vettovaglie, attrezzature e missili.<br />
<span id="more-122681"></span><br />
Da allora, nessun altro veicolo aveva avuto accesso al sito. Grazie ad un permesso esclusivo, le Discovery hanno percorso, per prime, il labirinto dei suoi tunnel interni, inserendo così nelle 8.000 miglia della spedizione verso Pechino un percorso decisamente unico.   </p>
<p>Guidare attraverso l’enorme ingresso ed all’interno dei passaggi scavati nella dura roccia, è stato come vivere un film di James Bond, ma lo scenario che si è aperto agli occhi del Team ha rivelato, in uno straordinario mix di fantasia da romanzo di spie e di duro realismo, il mondo ai tempi della Guerra Fredda; un conflitto nel quale la base segreta Ucraina giocò un ruolo estremamente importante.</p>
<p>La guida locale ha illustrato come l’impianto fosse diviso in due sezioni ben distinte dal grande canale principale, lungo un chilometro, che ne intersecava il centro; uno dei lati era dedicato alla vita operativa della base, e l’altra era riservata all’armamento delle testate nucleari. </p>
<p>La guida aveva lavorato nella sezione operativa per cinque anni, con un livello di sicurezza classificato 2, solo un gradino sotto quello massimo; eppure, per tutto quel tempo aveva ignorato l’esistenza della zona “nucleare” che le fu rivelata per la prima volta solo quando, anni dopo, iniziò la sua nuova attività come guida nei tour dei visitatori. “Era parte della nostra cultura, allora, non fare domande su quanto non ci riguardava direttamente. Un detto comune dell’epoca era: meno ne sai, meglio dormi.”</p>
<p>Non solo la base era così segreta che anche chi vi lavorava era tenuto all’oscuro di tutto, ma veniva presa ogni precauzione possibile per tenerla perfettamente nascosta agli occhi del mondo. Per questo nel 1957 Balaklava fu cancellata dalle carte geografiche (per riapparirvi solo nel 1992), ed i familiari degli impiegati che risiedevano nella vicina Sevastopol, anch’essa sotto stretta sorveglianza ed alla quale era possibile accedere solo grazie a speciali credenziali, venivano accuratamente controllati prima di ottenere il permesso di visitare i propri cari.</p>
<p>All’interno della base il Team ha dapprima visitato il lato operativo, passando dalla rete di gallerie, fino ad arrivare al bacino di carenaggio, così grande da poter ospitare sommergibili da 100 metri. A lato del bacino di carenaggio si apre il canale principale, che ha spazio per sei sommergibili ormeggiati in fila. Questo canale, ricurvo per deflettere gli effetti di qualsiasi esplosione interna alla base, è disseminato di passerelle d&#8217;acciaio che corrono ad altezza d’uomo. Non è difficile immaginare le condizioni impressionanti nelle quali si doveva operare quando, in piena attività, tutto intorno al sommergibile ormeggiato nell’acqua scura, l’antro echeggiava di passi frettolosi, dello sferragliare delle attrezzature, del ronzio dei generatori.</p>
<p>L’altro lato del canale è ancora più interessante. Anche qui le gallerie d&#8217;interconnessione sono curve, per proteggere da eventuali esplosioni, poiché era in quest&#8217;area che venivano armati i missili. Il team ha anche visitato il vano dove venivano immagazzinate le parti radioattive degli armamenti. Ora è vuoto, e la sua massiccia porta d’acciaio a rulli è rimasta semiaperta, così come fu lasciata quando il carico letale che conteneva fu rimosso dalle autorità sovietiche.</p>
<p>L&#8217;epicentro di questa tana sotterranea è la stanza dove erano immagazzinati missili armati. Oggi appare inoffensiva, ma immaginarla con i suoi 50 ordigni nucleari allineati in bell’ordine fornisce più di un motivo di riflessione. Per finire, la guida ci ha mostrato un semplice sostegno di plastica, simile ad una piccola plafoniera, appeso ad un muro della stanza, contenente un capello umano. Questo semplice congegno controllava l’umidità dell’ambiente, che doveva essere tassativamente mantenuta al 60%; uno scostamento in più o in meno avrebbe causato un’esplosione in grado di distruggere l’intera base, per non parlare della montagna e della zona circostante. Se il capello iniziava a flettersi, gli ingegneri dovevano intervenire per regolare la ventilazione, e con la massima rapidità. Riemergere alla luce del sole della baia di Balaklava è stato strano quasi quanto lo è stato l’ingresso, ma per ragioni ben diverse. </p>
<p>Oggi, al posto della Flotta sovietica del Mar Nero, la baia accoglie un’intera flotta di sfavillanti yacht provenienti da ogni parte del mondo e sulle sue rive una folla di pescatori dilettanti si cimenta in questo sport pacifico, godendosi la brezza ed un paio di birre. E questo, indubbiamente, è un bel passo avanti…</p>
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		<title>Range Rover Evoque-Bollinger a Vinitaly 2012</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 10:33:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Land Rover]]></category>
		<category><![CDATA[Motori]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione dell&#8217;edizione 2012 di Vinitaly è stata presentata un&#8217;esclusiva versione della Range Rover Evoque, realizzata in collaborazione con la Aznom, dedicata alla Special Cuvèe di Bollinger. Il progetto Range Rover Evoque-Bollinger nasce dalla considerazione delle sorprendenti analogie che accomunano due marchi come Range Rover e Bollinger. In primo luogo, la stessa immagine e l&#8217;eccellenza ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione dell&#8217;edizione 2012 di Vinitaly è stata presentata un&#8217;esclusiva versione della Range Rover Evoque, realizzata in collaborazione con la Aznom, dedicata alla Special Cuvèe di Bollinger. Il progetto Range Rover Evoque-Bollinger nasce dalla considerazione delle sorprendenti analogie che accomunano due marchi come Range Rover e Bollinger. In primo luogo, la stessa immagine e l&#8217;eccellenza del prodotto e la volontà di attirare personalità trendsetter nelle loro rispettive aree di riferimento. Bollinger e Land Rover, inoltre, saranno tra i protagonisti del nuovo film di James Bond &#8220;Skyfall&#8221;.<br />
<img src="http://www.megamodo.com/wp-content/uploads/2012/03/600_DSC_1410.jpg" alt="" title="Range Rover Evoque - Bollinger" width="600" height="376" class="alignnone size-full wp-image-121971" /><br />
Non ultima, la connessione tra la Land Rover, la Casa Reale britannica e Bollinger. Lo champagne Bollinger, infatti, è oggi il più popolare vino in Gran Bretagna, dove è fornitore della Casa Reale dal 1884, quando la Regina Vittoria lo scelse e dove viene comunemente chiamato &#8220;Bolly&#8221;. Infine, la grande esperienza di Aznom nella personalizzazione delle vetture Land Rover.<br />
<span id="more-121966"></span><br />
Range Rover Evoque-Bollinger parteciperà ad una serie d&#8217;iniziative ed eventi che nel corso del 2012 si svolgeranno in tutta Italia. L&#8217;Evoque, infatti, seguirà le tappe principali della Luxury Lounge, motorhome di 60 mq realizzato dal Gruppo Meregalli, distributore ufficiale di Bollinger per l&#8217;Italia, unico esempio al mondo di showroom con degustazione viaggiante. La Luxury Lounge e l&#8217;Evoque toccheranno molte località italiane ed estere, presso alcune tra le più importanti cantine e in occasioni di eventi di risonanza internazionale.</p>
<p>La speciale versione dell&#8217;Evoque, inoltre, seguirà gli eventi legati al Club Bollinger che, come ogni anno, coinvolgono i membri di questo esclusivo club. Professionisti che rappresentano l&#8217;eccellenza nel loro settore d&#8217;attività, con l&#8217;intento di creare un circuito esclusivo, costituito da locali selezionati in tutta Italia. In collaborazione con i migliori ristoranti, hotel e wine bar d&#8217;Italia, il Club è un punto di riferimento per eleganza, classe e qualità, così come lo è l&#8217;Evoque.<br />
<img src="http://www.megamodo.com/wp-content/uploads/2012/03/600_DSC_1430.jpg" alt="" title="Range Rover Evoque - Bollinger" width="600" height="398" class="alignnone size-full wp-image-121972" /><br />
L&#8217;idea di base da cui è nata l&#8217;Evoque-Bollinger è stata quella di proporre una versione esclusiva ed elegante della nuovissima Range Rover. Gli interventi all&#8217;esterno hanno riguardato solo alcuni elementi per enfatizzare il suo carattere sportivo, avvicinando l&#8217;auto a Bollinger attraverso la colorazione di alcuni dettagli e l&#8217;applicazione di alcuni loghi. Per quanto riguarda gli interni, l&#8217;Evoque-Bollinger presenta nuovi ed esclusivi sedili di pelle e rivestimenti dei pannelli delle porte.</p>
<p>Bollinger, Range Rover Evoque, la gamma Range Rover e Jaguar saranno tra i protagonisti del nuovo film di James Bond &#8220;Skyfall&#8221;, in uscita nel corso del 2012. La Range Rover Evoque-Bollinger sarà presentata domenica 25 marzo alle ore 19, in Largo Pescheria Vecchia 5 a Verona, presso Tailor&#8217;s &#038; Ties, e sarà in esposizione sino alla fine di Vinitaly, il 28 aprile, creando un personale ed esclusivo &#8220;fuori-salone&#8221;. </p>
<p>Insieme alla Evoque, sarà esposta anche la Range Rover Spirito DiVino Wine Car, realizzata sempre da Aznom, presentata lo scorso anno, sempre in occasione di Vinitaly. L&#8217;elemento chiave della Wine Car è l&#8217;esclusivo allestimento del bagagliaio nel quale sono stati realizzati due armadi climatizzati, a cassetti, capaci di contenere sino a 12 bottiglie.  L&#8217;auto, nel corso del 2011, ha percorso quasi 20.000 km sulle strade del vino italiano. </p>
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		<item>
		<title>Land Rover Journey of Discovery, dall&#8217;Ucraina alla Russia</title>
		<link>http://www.megamodo.com/2012121950-land-rover-journey-of-discovery-dallucraina-alla-russia/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 10:06:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Land Rover]]></category>
		<category><![CDATA[Motori]]></category>
		<category><![CDATA[Journey of Discovery]]></category>
		<category><![CDATA[Rossia]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa settimana il Team “Journey of Discovery” sperimenta un cambio di “scala” davvero singolare, passando dalle miniature dell’originale museo di Kiev ai giganteschi spazi della base per sottomarini di Balaklava, in Ucraina. Il modellino di nave da tre millimetri e mezzo, lo squisito lavoro di microarte che è stato una delle attrattive della scorsa settimana, ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa settimana il Team “Journey of Discovery” sperimenta un cambio di “scala” davvero singolare, passando dalle miniature dell’originale museo di Kiev ai giganteschi spazi della base per sottomarini di Balaklava, in Ucraina. Il modellino di nave da tre millimetri e mezzo, lo squisito lavoro di microarte che è stato una delle attrattive della scorsa settimana, andrebbe immediatamente perso negli immensi bacini di carenaggio, meta della prossima visita. Nascosta nella città portuale di Balaklava, quella che fu una delle basi più segrete della flotta sovietica del Mar Nero costituisce un ricordo fra i più incredibili del periodo della Guerra Fredda.<br />
<img src="http://www.megamodo.com/wp-content/uploads/2012/03/600_Journey-of-Discovery_Verso-Tula.jpg" alt="" title="Journey of Discovery Verso Tula" width="600" height="399" class="alignnone size-full wp-image-121953" /><br />
Progettata per resistere ad un attacco nucleare diretto e, in questa evenienza, proteggere e sostentare 3.000 persone per oltre un mese, la base per sottomarini sulle coste della Crimea è oggi un museo. Un permesso speciale ha permesso alle Land Rover della spedizione “Journey o Discovery” di accedere al cuore della base.<br />
<span id="more-121950"></span><br />
Alla luce dei potenti fari delle Discovery si sono schiusi scenari incredibili: tunnel cavernosi e bacini di carenaggio in grado di ospitare sottomarini da 100 metri di lunghezza, che celavano al loro interno una potenza distruttiva terrificante, capace di cambiare il volto della Terra.</p>
<p>Dismessa nel 1957, la città segreta è stata riaperta al mondo nel 1992. E’ quasi inconcepibile che un tempo potesse esistere un luogo così. Il fatto che alle Land Rover sia stato permesso di accedere liberamente a questo incredibile lascito della Guerra Fredda è un segno straordinario dei cambiamenti ai quali l’intero mondo ha assistito. E questo appare ancora più evidente nella baia di Balaklava, oggi affollata da una sfavillante flotta di costosi yacht di ogni nazionalità, che hanno preso il posto delle sinistre sagome dei sottomarini.</p>
<p>Lasciandosi alle spalle la base sotterranea, “Journey of Discovery” riparte alla volta di Tula. Una breve deviazione permette a tutti i partecipanti di conoscere un altro capitolo della storia russa, relativo stavolta all’area dell’automobilismo.</p>
<p>Per ammirare da vicino questa vetrina della storia automobilistica russa bisogna percorre un lungo viale dissestato, coperto da una profonda coltre di neve: facile, per le Discovery. Al termine del viale ecco una collezione davvero unica: tutte le vetture appartenute a Mikhail Krasinets, circa 300 esempi di veicoli sovietici, dalla Moskvich 1500, appannaggio dei pochi che potevano permettersela, alla Gaz Chaika del 1961, riservata ai più alti rappresentanti del Partito Comunista.</p>
<p>La collezione del signor Krasinets, un tempo pilota di rally e collaudatore della Moskvich, può non essere di qualità museale, ma rappresenta un affascinante panorama della motorizzazione sovietica e dalle sue vetture, semplici ed austere, così lontane dalle capacità, dal comfort e dalla raffinatezza delle Discovery: qualità, le ultime due, particolarmente gradite al momento di riprendere lo sconnesso viale che riporta sulla strada principale.</p>
<p>Prima di abbandonare Tula, famosa soprattutto per essere il luogo di nascita del romanziere autore di “Guerra e Pace”, Leone Tolstoy, “Journey of Discovery” effettua una breve sosta presso il forno che produce il miglior pan di zenzero della regione. La ricetta del pan di zenzero, dolce dal sapore intenso e saporito, è segreta quanto la base di Balaklava ai tempi d’oro, e il Team ne fa provvista per seguitare a gustarlo lungo il resto delle 8000 miglia di viaggio che condurranno a Pechino.</p>
<p>Prima di giungere a Pechino, la spedizione farà sosta a Mosca, per una visita della città che prevede anche interessanti incontri con artisti locali… ed una bella sauna. Una sauna mobile, naturalmente. Mentre la strada continua a snodarsi davanti alle Discovery, una cosa è certa: con tutto il pan di zenzero stipato nei bagagliai nessuno rischierà di patire i morsi della fame!</p>
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		<title>&#8220;Journey of Discovery&#8221;, continua la marcia verso Pechino</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 15:22:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La spedizione &#8220;Journey of Discovery&#8221; continua la sua marcia d&#8217;avvicinamento a Pechino. Dopo aver lasciato Milano, ha toccato Salisburgo dove, presso il centro Land Rover Experience, il team ha tenuto una sessione d&#8217;allenamento specifico in vista delle degli impegnativi percorsi che li attenderanno nella seconda parte del percorso. Infatti, la spedizione “Journey of Discovery” incontrerà ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La spedizione &#8220;Journey of Discovery&#8221; continua la sua marcia d&#8217;avvicinamento a Pechino. Dopo aver lasciato Milano, ha toccato Salisburgo dove, presso il centro Land Rover Experience, il team ha tenuto una sessione d&#8217;allenamento specifico in vista delle degli impegnativi percorsi che li attenderanno nella seconda parte del percorso.<br />
<img src="http://www.megamodo.com/wp-content/uploads/2012/03/550_Journey-of-Discovery-Italia_Pila.jpg" alt="" title=""Journey of Discovery", continua la marcia verso Pechino" width="550" height="366" class="alignnone size-full wp-image-121094" /><br />
Infatti, la spedizione “Journey of Discovery” incontrerà ogni genere di terreno si possa immaginare, dalle pianeggianti arterie cittadine ai solchi ed alle profonde buche dell’Ucraina, dai passi ghiacciati delle Alpi e della catena dei Carpazi alle pianure selvagge del Kazakistan.<br />
<span id="more-121093"></span><br />
Proprio la consapevolezza di dover affrontare condizioni di marcia tanto variabili ha suggerito al team della spedizione di effettuare una sosta in Austria, appena fuori Salisburgo, per provare insieme agli istruttori del Centro Land Rover Experience la guida in condizioni molto impegnative, avvalendosi così della loro competenza e di eventuali suggerimenti.</p>
<p>Lasciata Salisburgo, la spedizione ha poi toccato Vienna, Budapest, L’Viv e Kiev ed è arrivata a Chernobyl. Sono trascorsi più di 25 anni dalla tragedia di Chernobyl, il peggior disastro nucleare del mondo, ed ancora nessuno ha ottenuto il permesso di entrare con un veicolo privato all’interno della zona proibita, quella dei 30 chilometri che circondano il reattore numero quattro. Fino ad oggi.</p>
<p>“Journey of Discovery” ha incontrato le case in rovina nelle foreste e la città fantasma di Pripyat, un tempo residenza di 50.000 giovani professionisti che lavoravano a Chernobyl, oggi desolata e fatiscente, l’immagine di una vita distrutta.</p>
<p>Le operazioni di bonifica dureranno ancora molti anni, prima che questo luogo torni sicuro, eppure la gente riprende ad infiltrarsi nella regione circostante e, in virtù dei piani che prevedono la costruzione di un nuovo sarcofago intorno al reattore, si fa strada la speranza che un giorno la città possa ritornare a vivere.</p>
<p>Il passaggio in questo distretto deserto fa stridente contrasto con le vedute spettacolari dei giorni scorsi, quando la spedizione “Journey of Discovery” ha lasciato le luci di Milano, diretta a Salisburgo, Vienna, Budapest, L’Viv e Kiev, scandendo le 8000 miglia del tragitto verso Pechino.<br />
<img src="http://www.megamodo.com/wp-content/uploads/2012/03/550_JourneyofDiscovery_Ukraine.jpg" alt="" title=""Journey of Discovery", continua la marcia verso Pechino" width="550" height="365" class="alignnone size-full wp-image-121096" /><br />
Dopo aver attraversato il traforo del Monte Bianco, aver affiancato la squadra anti-valanghe di Pila ed aver incontrato i rappresentanti della Federazione Internazionale della Croce rossa e della Mezzaluna Rossa (IFRC), &#8211; destinataria del milione di sterline che la spedizione si propone di raccogliere – “Journey of Discovery” ha scoperto la doppia anima geografica dell’Austria, con le vaste pianure della sua zona orientale. Dopo Vienna, ha raggiunto il confine con l’Ungheria.</p>
<p>Precedute da moto della polizia, le quattro Discovery 4 sono state scortate attraverso il centro di Budapest. Sono bastati due battistrada in motocicletta, con sirene e luci lampeggianti, per creare una corsia preferenziale al convoglio, trattenendo il traffico agli incroci e dividendo gli ingorghi come le onde bibliche del Mar Rosso. Questa è stata l’esperienza ideale di guida in città, che ha portato il team alla sessione fotografica in Piazza degli Eroi, punto di riferimento di Budapest, dove le statue dei padri fondatori dell’Ungheria fiancheggiano il gigantesco Monumento del Millenario.</p>
<p>Abbandonata la scorta, le Discovery hanno lasciato la città, dirigendosi verso una zona incolta, disseminata di profonde piste di sabbia, estese per miglia in ogni direzione, che hanno consentito una perfetta dimostrazione della versatilità delle Land Rover, nel passare dalla giungla urbana di Budapest ad un terreno particolarmente difficile, appena fuori città. </p>
<p>Attraversato il confine con l’Ucraina, la spedizione ha raggiunto rapidamente la successiva avventura urbana: L’Viv- Leopoli, superando strade dissestate e traffico di ogni genere, inclusa una carrozza a cavalli.</p>
<p>Dopo Leopoli, e più oltre, Kiev, la spedizione si è addentrata in Ucraina, per la visita ad una base segreta di sommergibili, una volta frontiera della Guerra Fredda, ed un centro dove si conservano alcune dei più esclusivi reperti storici legati al mondo dell’auto in Russia, prima di dirigersi alla volta di Mosca.</p>
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		<title>Jaguar Land Rover, nuovi posti di lavoro a Halewood</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 09:15:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Jaguar]]></category>
		<category><![CDATA[Land Rover]]></category>
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		<description><![CDATA[In un momento particolarmente difficile per l&#8217;economia mondiale e, in particolar modo, per il settore automobilistico, Jaguar Land Rover annuncia la creazione di 1.000 nuovi posti di lavoro presso il suo stabilimento di Halewood, vicino a Liverpool, in Gran Bretagna. Le nuovi posizioni, che contribuiranno a sostenere la continua e crescente richiesta di Range Rover ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un momento particolarmente difficile per l&#8217;economia mondiale e, in particolar modo, per il settore automobilistico, Jaguar Land Rover annuncia la creazione di 1.000 nuovi posti di lavoro presso il suo stabilimento di Halewood, vicino a Liverpool, in Gran Bretagna. Le nuovi posizioni, che contribuiranno a sostenere la continua e crescente richiesta di Range Rover Evoque e Land Rover Freelander 2, porteranno la forza lavoro impiegata a Halewood a 4.500 unità, il triplo dei lavoratori rispetto a tre anni fa.<br />
<img src="http://www.megamodo.com/wp-content/uploads/2012/03/550_Halewood_Trim_Final_024_final.jpg" alt="" title="Jaguar Land Rover, nuovi posti di lavoro a Halewood" width="550" height="367" class="alignnone size-full wp-image-120508" /><br />
Des Thurlby, Direttore Risorse Umane di Jaguar Land Rover, ha commentato: <em>“Questi 1.000 nuovi posti di lavoro sono un&#8217;ulteriore prova delle ambizioni di una continua crescita di Jaguar Land Rover. Attualmente a Halewood stiamo lavorando con tre turni, 24 ore su 24, alla crescente richiesta globale delle nostre vetture.&#8221;</em><br />
<span id="more-120507"></span><br />
<em>&#8220;Anche la filiera dei fornitori di Jaguar Land Rover beneficerà di questi riflessi positivi, con la previsione della creazione di migliaia di nuovi posti di lavoro,</em>&#8221; ha aggiunto. <em>&#8220;Il nostro impegno per sviluppare ulteriormente la forza-lavoro di Halewood ed aumentare la produzione è una grande notizia per Jaguar Land Rover, la regione del Merseyside e, in generale, per tutta l&#8217;economia britannica.&#8221;</em></p>
<p>I nuovi posti di lavoro a Halewood riguardano le posizioni di operatori della produzione, supervisori ed ingegneri. Rinforzando l&#8217;impegno di Jaguar Land Rover di ampliare la propria base di competenze, tutti i nuovi assunti impegnati nella linea di produzione riceveranno una formazione rivolta ad un livello avanzato di tirocinio.</p>
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		<title>Land Rover Discovery, spedizione a favore della Croce Rossa</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 14:23:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La milionesima Land Rover Discovery ha lasciato gli stabilimenti Jaguar Land Rover di Solihull presso Birmingham, UK. Per celebrare questo importante traguardo e dimostrare tutta l’insuperabile versatilità e capacità della Discovery, il milionesimo esemplare intraprenderà la spedizione &#8220;Journey of Discovery&#8221;, un viaggio da Birmingham fino in Cina, uno dei mercati Land Rover in più rapida ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La milionesima Land Rover Discovery ha lasciato gli stabilimenti Jaguar Land Rover di Solihull presso Birmingham, UK. Per celebrare questo importante traguardo e dimostrare tutta l’insuperabile versatilità e capacità della Discovery, il milionesimo esemplare intraprenderà la spedizione &#8220;Journey of Discovery&#8221;, un viaggio da Birmingham fino in Cina, uno dei mercati Land Rover in più rapida crescita. Al viaggio &#8211; 50 giorni ed 8.000 miglia d&#8217;avventura &#8211; parteciperanno tre Land Rover Discovery,<br />
che attraverso più di una dozzina di Paesi dell’Europa e dell’Asia Centrale raggiungeranno il Motor Show di Pechino il 23 di aprile. La spedizione consentirà a Land Rover di lanciare il proprio più ambizioso progetto: raccogliere un milione di sterline a favore del partner umanitario del marchio, la Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (IRFC).<br />
<img src="http://www.megamodo.com/wp-content/uploads/2012/03/550_lr_d4_expedition_290212_07_red.jpg" alt="" title="Land Rover Discovery, spedizione a favore della Croce Rossa" width="550" height="298" class="alignnone size-full wp-image-120082" /><br />
La somma sarà impiegata per un indispensabile programma di sanificazione dell’acqua in Uganda. La produzione della milionesima Land Rover Discovery avviene a 23 anni dal lancio del primo modello. Allora, la Discovery si posizionò fra la lussuosa Range Rover e l’indistruttibile Defender, conquistando in seguito il proprio segmento di mercato ed un indiscusso successo internazionale.<br />
<span id="more-120081"></span><br />
La Discovery ha ricevuto oltre 200 riconoscimenti in tutto il mondo e, nell’anno passato, ha fatto segnare il record di vendite di circa 45.000 unità in 170 Paesi. E’ un esempio eccellente di design, progettazione e produzione britannica, con una quota dell’83% destinata all’esportazione.</p>
<p>La Land Rover Discovery è uno dei veicoli più pratici del mondo – accoglie 7 passeggeri, vanta un volume di carico fino a 2.500 litri e una gamma di tecnologie Land Rover, fra le quali spicca il pluripremiato sistema Terrain Response, che ottimizza tutte le regolazioni del veicolo in ogni condizione di guida, compresa quella su neve o sabbia.</p>
<p>Il successo della Discovery, insieme a quello degli altri modelli, ha contribuito al momento positivo del marchio a Solihull. Gli stabilimenti impiegano oggi circa 6.000 persone, dopo l’ultimo ciclo di assunzioni avvenuto sei mesi fa, che ha incrementato del 20% la forza lavoro a supporto dei piani di espansione della Società.</p>
<p>Alan Volkaerts, Direttore Operazioni di Solihull, dichiara: <em>” Siamo in tanti ad essere impegnati nella produzione della Discovery, e molti di noi lo sono fin dal lancio del primo modello, dall’unità numero uno, fino alla milionesima. Voglio qui ringraziare tutti per l’eccezionale lavoro svolto e per la provata dedizione. Sono questi gli uomini e le donne che hanno reso possibile la storia di successi della Discovery. Sono inoltre lieto che il loro numero sia aumentato. Il successo della Discovery e di Jaguar Land Rover significa che abbiamo compiuto un importante ciclo di assunzioni &#8211; più di mille nuovi posti di lavoro a Solihull &#8211; necessari agli ambiziosi piani d&#8217;espansione della Jaguar Land Rover stessa, per molti anni a venire”</em>.</p>
<p>La spedizione &#8220;Journey of Discovery&#8221; è iniziata il 29 febbraio con una speciale cerimonia riservata ai dipendenti di Solihull, lo stabilimento dove è prodotta la Discovery. Il milionesimo veicolo ha ricevuto il saluto di un comitato che comprendeva alcuni esploratori famosi ed amanti dell’avventura che hanno già, nel passato, riposto la loro fiducia nella Discovery,<br />
affrontando con essa i più impegnativi scenari del mondo. Fra questi, Bear Grylls, Sir Ranulph Fiennes, Ray Mears, Monty Halls e l’esploratore polare Ben Saunders.</p>
<p>La nuova sfida ricalca le orme della &#8220;First Overland Expedition&#8221; del 1955, quando un Team di Land Rover I Serie partì da Birmingham per Pechino. Quella spedizione dovette deviare per Singapore, ma oggi, nello spirito dell’impresa originale, le Discovery attraverseranno molti dei mercati più significativi per Land Rover, Regno Unito, Russia e Cina inclusi.<br />
<img src="http://www.megamodo.com/wp-content/uploads/2012/03/550_lr_d4_expedition_detail_red.jpg" alt="" title="Land Rover Discovery, spedizione a favore della Croce Rossa" width="550" height="412" class="alignnone size-full wp-image-120088" /><br />
Phil Popham, Group Sales Operations Director di Jaguar Land Rover, ha dichiarato: <em>“La Discovery è un veicolo straordinario, e merita un viaggio straordinario. Non c’è veicolo migliore della Discovery 4 per affrontare qualsiasi condizione meteorologica o di terreno. Questa impegnativa spedizione visiterà 13 Paesi coprendo 8.000 miglia, ed è la giusta iniziativa per festeggiare la milionesima Discovery”.</em></p>
<p>Con il suo obiettivo di un milione di sterline, la spedizione &#8220;Journey of Discovery&#8221; è il progetto di raccolta fondi più ambizioso mai intrapreso da Land Rover a supporto della IFRC e del suo progetto di sanificazione dell’acqua in Uganda. Questo si aggiunge all’iniziativa globale “Reaching Vulnerable People Around the World”, lanciato nel 2010, che sostiene i programmi<br />
IFRC in 15 Paesi del mondo.</p>
<p>Mark Cameron, Global Brand Extension Director di Land Rover, afferma: <em>“Land Rover è lieta di lanciare questa raccolta fondi per l’IFRC, un’organizzazione che sosteniamo fin dal 1954. I fondi saranno direttamente gestiti dalla IFRC per il suo programma triennale di sanificazione dell’acqua in Uganda, del quale beneficeranno oltre 45.000 persone.&#8221;</em></p>
<p>Bekele Geleta, Segretario Generale dell’IFRC, conferma: <em>“La mancanza d&#8217;acqua potabile è la causa più comune di malattie nel mondo e l’Uganda ne è uno dei paesi più colpiti. La Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (IFRC) opera in Uganda per fornire acqua sicura e salubre a favore di 90.000 persone raggiunte negli ultimi quattro anni. Questa iniziativa congiunta IFRC e Land Rover intende aiutare altre 45.000 persone in Uganda.”</em></p>
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		<title>Land Rover al Salone di Ginevra 2012</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 18:38:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Land Rover]]></category>
		<category><![CDATA[Motori]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Motor Show di Ginevra 2012 è la vetrina ideale per esibire la più forte gamma Land Rover mai prodotta. Affiancano il lineup 2012 tre modelli speciali, a rappresentare tutta la gamma di capacità e il vigore del marchio Land Rover: la milionesima Discovery, il Concept Defender DC100 e il Concept Range Rover Evoque Convertibile, ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Motor Show di Ginevra 2012 è la vetrina ideale per esibire la più forte gamma Land Rover mai prodotta. Affiancano il lineup 2012 tre modelli speciali, a rappresentare tutta la gamma di capacità e il vigore del marchio Land Rover: la milionesima Discovery, il Concept Defender DC100 e il Concept Range Rover Evoque Convertibile, che fa qui il suo debutto ufficiale. Il Concept Range Rover Evoque Convertibile, uno dei veicoli più attesi del salone, è il primo SUV Premium Convertibile del mondo, un audace studio di design che, basandosi sul successo riscosso dall’Evoque, esprime tutta la capacità Land Rover di identificare e creare nuovi segmenti di mercato.<br />
<img src="http://www.megamodo.com/wp-content/uploads/2012/02/550_EVOQUE_F-3-4-front1.jpg" alt="" title="Land Rover al Salone di Ginevra 2012" width="550" height="179" class="alignnone size-full wp-image-118551" /><br />
Il Concept Evoque Convertibile è un Soft Top con tettuccio a scomparsa e sistema ROPS di protezione in caso di ribaltamento, che abbina capacità e grande versatilità, grazie anche ad un portellone ad apertura “drop down”  ed alla configurazione a quattro comodi posti. Non esistono attualmente piani di produzione dell’Evoque Convertibile, e la Land Rover valuterà le reazioni al Concept, analizzando attentamente tutti i feedback raccolti.<br />
<span id="more-120068"></span><br />
Durante la conferenza stampa per la presentazione del nuovo Concept, il Design Director della Land Rover, Gerry McGovern, ha dichiarato: “ Crediamo che l’Evoque esprima perfettamente l’idea di una Convertibile. Da una prospettiva di puro design, siamo partiti dall’emozionante linea dell’Evoque per creare una proposta di forte carattere e molto desiderabile.” </p>
<p>In una posizione di grande rilievo nello stand fa bella mostra di sé un’altra pietra miliare della storia Land Rover, la milionesima Discovery, che effettua qui la prima sosta della sua Spedizione – 8.000 miglia da coprire in 50 giorni &#8211;  denominata &#8220;Journey of Discovery&#8221;.  Il viaggio, che la porterà da Birmingham a Pechino e che prevede l’attraversamento di alcuni dei terreni più impegnativi del mondo, mira a raccogliere un milione di sterline a favore della Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (IFRC), Partner Umanitario della Land Rover, per finanziare un progetto a lungo termine di sanificazione dell’acqua in Uganda.</p>
<p>Il Brand Director di Land Rover, John Edwards, alla presentazione del veicolo al Motor Show ha affermato:<em> “La Land Rover Discovery è senza dubbio il SUV più capace e versatile del mondo. E’ anche il modello Land Rover che ha ottenuto il maggior numero di riconoscimenti – 200 fino ad oggi – e che nell’anno passato ha registrato  un incremento di vendite del 15%. La Spedizione &#8220;Journey of Discovery&#8221; promette di essere un’avventura eccezionale; non riesco ad immaginare un modo migliore di festeggiare un veicolo che, per un quarto di secolo, ha rappresentato lo spirito di avventura Land Rover.”</em></p>
<p>Per celebrare il successo della Discovery e avvalorare le continue conquiste della Land Rover in termini di capacità all-terrain, alcuni veicoli appartenenti al parco storico Land Rover sono stati messi a disposizione  per speciali prove di guida sulle rive del Lago di Ginevra. Fra questi, oltre ai veicoli appartenenti alla produzione degli ultimi 23 anni, è presente anche la prima Discovery modello 1989, nonché una Land Rover Serie I del 1957. Inoltre, una Discovery completamente anfibia, convertita in occasione della settimana velica di Cowes nel 1990, ha destato grande sensazione navigando nelle acque del Lago di Ginevra, a prova della capacità del marchio di padroneggiare ogni genere di percorso…. Il pubblico può seguire i progressi della Spedizione &#8220;Journey of Discovery&#8221; e consultare le modalità delle donazioni sul sito www.landrover.com/million</p>
<p>A completare il lineup dello Stand Land Rover è presente lo straordinario Concept Land Rover DC100, equipaggiato con i nuovi accessori &#8220;Snow and Ice&#8221;, espressamente per il debutto a Ginevra. Le tecnologie adottate per consentire al veicolo di affrontare le più estreme condizioni climatiche invernali, comprendono il sistema automatico i-Terrain, che controlla le condizioni del terreno per adattarvisi istantaneamente, la tecnologia sonar Wade Aid, che misura la profondità del guado e le condizioni del terreno sommerso, ed un sistema di pneumatici chiodati, attivabile dal posto di guida con il tocco di un pulsante, per superare terreni ghiacciati o innevati.</p>
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		<title>Canadiens per Land Rover Chalet 2012</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 17:23:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Canadiens]]></category>
		<category><![CDATA[Land Rover]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>

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		<description><![CDATA[CANADIENS è partner del LAND ROVER CHALET 2012, l’originale iniziativa che coinvolge l’esclusive località sciistiche di S.Vigilio di Marebbe (Dal 15 al 19 febbraio), La Thuile (29 febbraio al 4 marzo) e Sestriere (dal 21 al 25 marzo). Tutto lo staff indosserà capi Canadiens® selezionati per offrire performance e confort, piumini professionali adatti ad affrontare ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CANADIENS è partner del LAND ROVER CHALET 2012, l’originale iniziativa che coinvolge l’esclusive località sciistiche di S.Vigilio di Marebbe (Dal 15 al 19 febbraio), La Thuile (29 febbraio al 4 marzo) e Sestriere (dal 21 al 25 marzo). Tutto lo staff indosserà capi Canadiens® selezionati per offrire performance e confort, piumini professionali adatti ad affrontare temperature e condizioni climatiche invernali. Multitasche per cellulare, skipass, guanti, documenti, aperture laterali per agevolare i movimenti, pick up stopper per adattarsi a ogni silhouette, cappucci richiudibili e regolabili grazie al dispositivo “fastex slider”: questi sono solo alcuni dettagli che ne determinano l’anima, elementi tecnici sapientemente mixati a uno stile e a un fit rilassato e glamour.<br />
<img src="http://www.megamodo.com/wp-content/uploads/2012/03/550_CANADIENS_LAND-ROVER-CHALET1.jpg" alt="" title="Canadiens per Land Rover Chalet 2012" width="550" height="368" class="alignnone size-full wp-image-120038" /><br />
Il Land Rover Chalet offre a tutti gli sciatori e gli amanti della montagna un’esperienza unica, un luogo accogliente dove fare una pausa con prodotti tipici locali e vin brulè, prendere il sole sulla terrazza esterna, e, per i più sportivi, partecipare a una lezione di ginnastica pre-sciistica ed alla postura muscolare.</p>
]]></content:encoded>
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