Rallye Monte-Carlo Historique 2015: la sfida di “stare in media”

Rallye Monte-Carlo HistoriqueSport

Nel parlare del Monte-Carlo Historique lo abbiamo definito un “rally di regolarità” e abbiamo anche parlato di “media”, spiegando che, a differenza di un rally classico, corso con vetture storiche o moderne, in cui vince chi va più veloce (cioè impiega di meno a percorrere tutte le prove speciali), nella regolarità a media vince chi riesce a mantenere la media imposta (che è comunque una media abbastanza veloce, a seconda del tipo di percorso e del fondo stradale) per la maggior parte della Z.R., cioè della “zone de regularité”.

Per mantenere la media imposta in ciascun metro della ZR (dato che i controlli sono in numero segreto e sono posizionati in punti segreti, e quindi possono essere ovunque e anche ad un solo chilometro di distanza dal precedente) occorrono molte cose: certamente un buon pilota e di sicuro una macchina performante, dotata quindi di un buon motore (cavalli, coppia e ripresa sono fondamentali), di un ottimo assetto e di eccellenti gomme (nei rally invernali ne occorrono non meno di due treni per i diversi fondi stradali che si possono incontrare). Occorre poi un navigatore esperto, freddo come il ghiaccio e veloce come una faina, bravo a fare calcoli e senza mai un attimo di distrazione (un errore di percorso, che su strada chiusa e nastrata è praticamente impossibile, su strade aperte è sempre in agguato; e se in un rally di velocità si può recuperare abbastanza facilmente, solo correndo qualche brivido in più, in un rally di regolarità può costare addirittura la gara, quando ad es. il rilevamento cronometrico si trovi subito dopo il bivio preso al contrario…

Ma non è ancora finita. Occorre una strumentazione adatta: e quindi certamente un tripmaster, per misurare la distanza nel modo più preciso, come abbiamo già spiegato in un precedente commento. Ce ne sono molti in commercio e di molte tipologie: meccanici, elettromeccanici, elettronici. I più diffusi sono i Terratrip, in diverse versioni, o quelli della Brantz, ma c’è anche lo Zephir della italiana Digitech. Non basta ancora: siccome la media è la velocità da tenere in un determinato tempo, occorre un cronometro. Ce n’è di tutti i tipi, dimensioni e ovviamente costi, ma quelle più utilizzati e più diffusi sono quelli digitali, possibilmente dotati di una scansione sonora, che possano funzionare cioè come un metronomo: infatti l’abilità sta nel percorrere un determinato numero di metri in un certo numero di secondi. Per sapere quanti metri devono essere percorsi in un minuto (o meglio dopo quanti secondi bisognava aver percorso “x” metri) in passato si utilizzavano le cd. “tabelle di media”, dei veri e propri libri in cui per ogni velocità – in genere da 35kmh a 50kmh, passando per tutte le velocità intermedie (35,1 kmh, 35,2 kmh, e così via) – veniva indicato il tempo di percorrenza di 100, di 200, di 300 metri fino anche a 50 e più km. Si può facilmente immaginare quale fosse la fatica immane di un navigatore il quale, oltre a controllare la strada, doveva costantemente tenere d’occhio il tripmaster (i metri e i chilometri percorsi), il cronometro (i secondi e i minuti trascorsi dallo start) e la tabella di media, scandendo il ritardo o l’eventuale anticipo. E’ così che sono nati i primi “mediometri”, dallo “Speed” della Blizz allo “Ave” della Digitech a “La Solution” della ATB: il mediometro, una volta impostata la velocità media di una prova speciale, fa da solo tutti i calcoli e in pratica il navigatore deve solo confrontare i dati del trip con quelli del mediometro e dire a voce alta al pilota se è in anticipo o in ritardo sulla media imposta. Detto così sembra un gioco da ragazzi, ma non lo è…

Intanto la strada (pulita o scivolosa, con ghiaccio o foglie umide, in salita o in discesa, con tornanti larghi o stretti, e potremmo continuare) sembra fatta apposta per farti perdere la media e farti trovare in ritardo o anche in anticipo, e quindi la marcia si traduce in un costante aggiustamento, fatto di accelerate e rallentamenti: questo richiede la massima concentrazione per un tempo prolungato (si tenga conto che una speciale di 50km a 45kmh dura circa un’ora e dieci). Il tutto va fatto mantenendo anche una guida pulita e senza tagli (che possono alterare le distanze da percorrere, e farti trovare in anticipo quando credi di essere giusto) o allungamenti (l’allargamento quando si entra in un tornante, ad esempio, facendoti andare in ritardo senza quasi che uno se ne accorga).

Ecco dunque che è nata in molti appassionati l’esigenza di strumenti più evoluti, che da un lato unissero in un unico strumento, semplificandole, le funzioni proprie del tripmaster e del mediometro; e dall’altro che consentissero di correggere, con aggiunte o diminuzioni, le distanze registrate dallo strumento nei casi non improbabili di allungamenti o accorciamenti del percorso reale (si pensi al sorpasso di un veicolo più lento o addirittura fermo, oppure ad un cantiere stradale che costringa ad una deviazione, per quanto piccola). E’ così iniziata l’era del “Blunik”, lo strumento spagnolo che ha avuto un grandissimo successo in tutta Europa, e che condensa in un unico strumento moltissime funzionalità, o del “RegulMaster” o del “Chronopist”, strumenti francesi meno costosi che hanno cercato inutilmente di sbarrargli il passo, o di altri ancora, più o meno sofisticati e costosi.

Anche in questo campo, però, ci sono ovviamente voci dissenzienti, provenienti da appassionati che vedono nello sviluppo di tecnologie così avanzate una diminuzione dell’i mpegno necessario e in definitiva una deriva pericolosa per la specialità, anche per l’aumento dei costi; e ci sono navigatori, come il tortonese Maurizio Torlasco, che rifiutano l’utilizzo di strumenti così sofisticati, rivendicando capacità che uno strumento elettronico non potrà mai avere, come l’intuito, l’esperienza, la sensibilità affinata in tante gare sui terreni e scenari diversissimi tra loro.

Sta di fatto che, con o senza strumenti sofisticati, il Monte-Carlo resta sempre un’affascinante sfida, nella quale tante variabili si sommano ed in cui anche l’elemento fortuna gioca un ruolo fondamentale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti potrebbe interessare

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Come prescritto dai decreti legislativi 69/2012 e 70/2012 e dal comma 2 dell’art. 122 del Codice della Privacy, ovvero il recepimento italiano della cosiddetta Legge Europea 'Cookie Law', in questa pagina si spiegano le modalità con le quali questo sito utilizza i cookies.
Per ogni informazione sui cookies e il loro funzionamento si veda: www.allaboutcookies.org

Questo sito utilizza alcuni cookies per il funzionamento del sito stesso (cookies del tipo cosiddetto 'tecnico') e per migliorare la navigazione.
Noi non raccogliamo alcuna informazione personale con questo tipo di funzionalità e l'utilizzo dei cookies in questi casi è semplicemente necessario per il funzionamento del sito stesso.
Qualora non si sia d'accordo con l'utlizzo di questi cookies vi invitiamo a lasciare la navigazione su questo sito. Viceversa, il proseguimento della navigazione sul nostro sito è considerata alla stregua di un assenso. In alternativa, per limitare il ricevimento di cookie tramite il browser visita i seguenti siti per comprendere come impedire al tuo dispositivo di ricevere i cookie (a seconda del browser che adoperi): FirefoxInternet ExplorerGoogle Chrome e Safari. Naturalmente, in questo secondo caso non garantiamo il corretto funzionamento di tutte le parti del sito.

Interazione con piattaforme esterne
Questi servizi permettono di effettuare interazioni con i social network, o con altre piattaforme esterne, direttamente dalle pagine di questa Applicazione. Le interazioni e le informazioni acquisite da questa Applicazione sono in ogni caso soggette alle impostazioni privacy dell’Utente relative ad ogni social network e/o piattaforma esterna. Nel caso in cui sia installato un servizio di interazione con i social network e/o piattaforma esterna è possibile che, anche nel caso gli Utenti non utilizzino il servizio, lo stesso raccolga dati di traffico relativi alle pagine in cui è installato.

Chiudi