Rallye Monte-Carlo Historique 2015: le storie delle vetture e dei piloti

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Ci sono molte cose da sapere e storie da raccontare tra quelle delle vetture e dei piloti italiani che partecipano al Monte-Carlo storico 2015. C’è ad esempio la storia, tutta particolare, della Porsche 356 1600 coupè di Luigi Zampaglione e Marco Torlasco al via con il n. 261. La macchina, costruita nel 1953, è appartenuta al Principe Paul Furst von Metternich, nipote del cancelliere austriaco protagonista del Congresso di Vienna del 1815; il Principe volle che la Porsche gliela adattasse per le sue esigenze specifiche e quindi il motore fu modificato fino alla cilindrata di 1600 cc e venne applicato un tettuccio apribile per la comodità di guida del proprietario, che era alto 1 metro e 98.

La macchina è una delle poche al via ad aver corso un Rally di Monte-Carlo: si tratta di quello del 1954 (vinto da una Lancia Aurelia B20 condotta da Chiron e Basadonna), con lo stesso Principe von Metternich al volante: si classificò al decimo posto di classe. Paul Furst von Metternich era un grande appassionato di auto: fu pilota ufficiale della Porsche e in seguito anche della Mercedes-Benz e della Bmw e partecipò alle più importanti corse del tempo, come la 24 Ore di Le Mans, la Carrera Panamericana, la Targa Florio, la 12 Ore di Reims, la 1000 km di Nurburgring, il Tour de France e la Mille Miglia. Dal 1975 al 1985 il principe Furst von Metternich è stato anche presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA).

Altra storia, ma non meno affascinante, è quella della A112 Abarth 70HP, n. 176, di Giorgio ed Edoardo Schon. Costruita nel 1975, la macchina disputò il Rally di Monte-Carlo del 1976, con la livrea MOCAUTO con la quale disputerà il rally storico di quest’anno, arrivando ventottesima assoluta e vincendo la classifica Promotion di classe: per questo Schon vinse una coppa, ch venne consegnata dalla Principessa Grace di Monaco durante la tradizionale remise des prix. Pilota e navigatore , in impeccabile smoking dopo le fatiche del rally, ebbero l’ardire di andare al palco ed esibirsi in un baciamano alla Principessa, unici tra tutti i piloti. Ancora adesso c’è chi ricorda quell’iniziativa spericolata dei due italiani.

Giorgio Schon debuttò come pilota proprio al rally di Monte-Carlo del 1968 con una Austin Mini Cooper S: come fece più volte Montezemolo con Urbano Rattazzi, Schon e Verga correvano con uno pseudonimo (un anagramma dei cognomi, Nosch e Gaver), per non farlo sapere alle rispettive famiglie. Quell’anno la gara finì con un ritiro dovuto ad inesperienza, ma la prima parte di gara fu fantastica: i due novellini erano classificati tra i primi 60! Dopo aver corso ancora a Monte-Carlo con una Porsche 2000 nel 1969 e nel 1973, nel 1977 si presentarono al via con una Beta Montecarlo gr. 3, come quella utilizzata nel rally storico 2013 e 2014, arrivando trentacinquesimi assoluti pur con una biella rotta. Nel 1978 la Beta Montecarlo era diventata una gr. 4, ma fu un altro ritiro; solo nel 1982 con una Lancia Beta Hpe della Squadra Lancia Ricambi, Schon arrivò quarantacinquesimo assoluto a Monte-Carlo, ma primo degli italiani, e il compianto giornalista Beppe Viola lo volle alla Domenica Sportiva!

Nel 1987 Schon passò ad una Lancia Delta HF 4WD gr. N, con asssistenza della Squadra Lancia con Fiorio e Canepa. Arrivarono, con Torriani alle note, quattordicesimi assoluti e primi dei piloti privati, dopo un mitico Montecarlo tutto su neve, salvo il Mont Ventoux.

Schon non corse solo nei rally, ma anche in pista, come usava allora: in circuito ha vinto quattro titoli italiani di classe con la Porsche 2000 nel 1971, con una Alpine nel 1973, con una Porsche 934 nel 1976 e con una Fiat Ritmo nel 1979, anno in cui vinse con Giampiero Moretti il Giro Automobilistico d’Italia con una Porsche Momo 935. Nel 1981 partecipò a tutto il Mondiale Marche con la squadra Lancia, vincendolo, con la Beta Montecarlo Turbo che poi acquistò e che conserva ancora religiosamente.

Schon ha anche partecipato a ben sette Targa Florio ed è quindi passato alle storiche, con cui ha vinto due campionati europei, con l’Alfa Romeo TZ nel 1982 e con la Lotus 23 nel 1984.

Pierlorenzo “Peter” Zanchi, quest’anno in gara con Giovanni Agnese e la Volkswagen Golf GTI del 1978, n. 132, con cui sono arrivati trentatreesimi assoluti lo scorso anno, ha debuttato nei rally proprio a Monte-Carlo nel 1988, con una Mazda 323 4WD. Dopo di allora ha gareggiato dappertutto, ancora con la Mazda, con la Lancia Delta integrale in tutte le sue versioni, con le Toyota Celica GR-four e Corolla WRC, con una Mitsubishi Lancer Evo, da ultimo con una Ford Focus RS WRC e con una Subaru Impreza, passando alla fine alle storiche e tornando alla vittoria al Tuscan Rewind dello scorso anno.

Anche Alex De Angelis, al via con Dario Bernini sulla Porsche 911 SC del 1978, n. 118, ha dei trascorsi sportivi molto interessanti: ha corso infatti con case ufficiali come Mitsubishi RalliArt e Suzuki Italia. Tra i risultati più belli, dopo aver vinto inTrofei promozionali Mitsubishi e la Coppa Valvoline, si è aggiudicato un Campionato Italiano Rally Produzione e per ben tre volte la Coppe Italia. Passato poi alle storiche ha gareggiato un po’ dappertutto e ha conquistato il podio al Motor Show di Bologna sempre con una Porsche Carrera, in allestimento RS.

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