Monte-Carlo Historique 2015: la prima tappa fa classifica

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Ieri avevamo chiuso la nostra cronaca con la speranza che la Kadett GT/E di Giorgio Morosini e Cesare Rainisio, due fuoriclasse con ottimi risultati finora, fossero riusciti a riparare il guasto sofferto nella tappa di avvicinamento, come autorizzava a credere l’ottimo “score” della ZR1: purtroppo, invece, o non sono riusciti a ripartire o il problema si è ripresentato, perché sono completamente fuori dai giochi di classifica.

Situazione molto difficile anche per Bergamaschi e Scarcella che, a causa di una riparazione volante fatta ieri pomeriggio, dopo la ZR1, hanno accumulato 5000 penalità di ritardo al penultimo controllo orario; questa mattina, nuova riparazione in corsa e ottimi risultati parziali, considerato che, senza quel maledetto ritardo, sarebbero stati al 13^ posto nell’assoluta con 258 penalità a metà giornata, mentre invece navigano intorno al 215^ posto. E’ il tributo da pagare ad una tappa di avvicinamento lunga quasi 800km e oltre 20 ore di guida, con poche pause, il che ha comportato solo nella “concentration” ben 13 abbandoni, oltre a quelli che si conteranno solo al controllo finale di tappa, a Valence. La Scuderia Milano Autostoriche ha visto quindi sparire dalla lotta per le prime posizioni ben due dei dieci equipaggi partiti, ma gli altri sono ancora tutti in lizza.

Alle sei del mattino la macchina con il n. 1 sulle fiancate ha lasciato il porto di Monte-Carlo per la prima tappa, detta anche “di classificazione”, che ha avuto termine a Valence, sulle rive del Rodano, città capoluogo del Delfinato, nella Drome; 538 km con quattro ZR , che vuol dire per il primo concorrente, il mito Jean Ragnotti, partenza alle 6 e arrivo alle 17.25.

La prima speciale iniziava dopo poco più di un’ora: da Pont de Clans a Villars sur Var, relativamente breve ma molto tecnica: una prova insidiosa, con lunghi tratti ghiacciati. La vince una vecchia conoscenza del Monte-Carlo, Ernst Juentgen, vincitore dell’edizione 2008, a bordo di una piccola DKW F12, a media bassa. Il plurivincitore Josè Lareppe è stranamente lontano, mentre tra gli italiani svetta Mozzi, sedicesimo, con Zanchi subito a ridosso, al 19^ posto, seguito a sua volta da Dell’Acqua, 23^, da Bergamaschi (36^) in piena rimonta dopo i guai della concentration, Fontanella al 42^ e De Angelis al 43^. Un po’ più attardati gli altri, tra cui Aiolfi, 61^, non ancora perfettamente a suo agio con la BMW 2002 Tii.

La seconda speciale, ZR3, da Selonnet a Turriers, è più lunga, 29 km, e si caratterizza per l’ascesa al famoso Col des Garcinets. Sono passate circa quattro ore dalla partenza e dopo il famoso controllo a timbro di Digne les Bains, antica città termale nelle Alpi dell’Alta Provenza, iniziano le danze. La prova si rivela ben presto assai impegnativa in quanto fortemente innevata e scivolosa, con passaggi difficili sia in salita che in discesa. Alla fine il vincitore della speciale è uno svizzero dal nome italiano, Daniele Perfetti, a bordo di una delle numerose e intramontabili berlinette Alpine A110. Ma subito a ruota, con l’inezia di dodici penalità di distacco, si classifica Peter Zanchi, magistralmente “guidato” da Giovanni Agnese, sulla Volkswagen Golf GTI n. 132. Mozzi non si smentisce, piazzandosi al 12 posto, con Bergamaschi, sempre più in palla, al 13^. Il tedesco Juentgen è solo nono, mentre ventesimo è Arengi Bentivoglio, con Maurizio Torlasco alle note.

Curiosa la “guerra in famiglia” con Marco Torlasco, navigatore di Luigi Zampaglione, al 24^ posto sulla bella Porsche 356 del 1953, in lizza per la vittoria della classe I e anche per qualcosa di più… Alle loro spalle, Riccardo Cristina, 35^, e Gian Mario Fontanella, 39^. Perfetti passa al comando anche nella generale, con Juentgen al terzo posto, Zanchi al 5^, Mozzi all’8^, Zampaglione al 18^.

Dopo il controllo orario alla gelida stazioncina di Clelles gli equipaggi iniziano il trasferimento verso la terza speciale di giornata, la ZR4, il temibile Col de Menée: di mano in mano che ci si avvicina all’inizio della prova il cielo, da azzurro e limpido che era, diventa sempre più grigio e nuvoloso, mentre il fondo stradale assomiglia sempre più ad una scivolosa pista da bob. Gli equipaggi sanno che la s alita è molto ripida (molti equipaggi ne percorreranno la gran parte in prima marcia) e che in alto la strada, anche a causa della neve accumulata sui bordi, si restringe moltissimo, impedendo per lunghi tratti ogni possibile sorpasso dei concorrenti più lenti. La prova sarà anche più dura di quanto si attendeva: da Chichilianne a Les Nonieres tutti accumulano pesanti ritardi sulla media imposta, tanto che il vincitore, il tedesco Hofmann, chiude con ben 1409 penalità e il decimo, il campione belga Horgniers, ne totalizza ben 2098! Mentre Zanchi e Agnese riescono a destreggiarsi abbastanza bene, classificandosi alla fine settimi con un ritardo accettabile, Mozzi e sua moglie Stefania accumulano un ritardo molto pesante, causato da un concorrente francese a bordo della A112 Abarth n. 113: benchè perfettamente a conoscenza di essere seguito da un concorrente più veloce, o forse proprio per questo, lo ha ostacolato rifiutandosi di strada per oltre 4km e nella sosta successiva ha minacciato Mozzi, che chiedeva solo le sue scuse per il comportamento antisportivo. Purtroppo sono cose che non vorremmo vedere mai in gara, ma che succedono frequentemente: ne ha fatto le spese al termine della concentration anche Maurizio Aiolfi, pesantemente minacciato da un altro concorrente che gli ritardava il passaggio ad un controllo orario. Dopo la ZR4 al comando della generale i due tedeschi Jentgen e Hofmann, divisi da un pugno di penalità, con Zanchi leggermente distaccato al terzo posto, Zampaglione al 12^ (e primo di categoria), Fontanella al 15^, Cristina al 20^ e Mozzi scivolato, senza colpe, al 33^, ma con un un risultato per nulla compromesso. Arengi e’ arretrato al 35^, mentre Aiolfi è risalito al 44^. Esce di strada senza danni, ma deve ritirarsi il super-favorito Lareppe, mai brillante quest’anno.

Altri colli, altre strade ghiacciate e si arriva alla Cime du Mas per la temibile, e affascinante, ZR5 del Col de l’Echarasson: è una delle classiche del Monte-Carlo storico, una strada forestale che d’inverno non viene usata e quindi non è mai percorsa da spazzaneve, con la salita al colle in un paesaggio fiabesco, senza nessun’altro colore che il bianco e la successiva discesa con curve e tornanti, una specie di toboga che ad certo punto termina di colpo, rientrando sulla strada in discesa verso ST. Jean en Royans. A dispetto delle prime notizie, che danno fondo impossibile e “trés glissant”, la prova, per quanto impegnativa, si rivela non impossibile. I francesi piazzano, record!, cinque equipaggi ai primi cinque posti, ma Mozzi si supera ed è settimo, con un distacco minimo; Morosini rientra prepotentemente tra i big ed è decimo, con Cristina (sempre più a suo agio) undicesimo. Zanchi limita i danni con un tredicesimo posto, Arengi Bentivoglio è 22^, De Angelis si riscatta ed è 23^, Bergamaschi limita le perdite con un 47^ posto, si rivede finalmente Schon, fin qui un po’ in ombra, 50^. Non bene purtroppo Zampaglione (52^) e soprattutto Aiolfi (165^) e Fontanella, che con Sisti aveva sin qui mantenuto ottime posizioni (169^).

La giornata di classificazione si chiude quindi ancora una volta con in testa un italiano: l’anno scorso era stato Mozzi ad avere l’onore del n.1 per la seconda, la terza e “l’etape finale”; quest’anno toccherà a Peter Zanchi e a Giovanni Agnese svegliarsi prima degli altri e ricevere il via per la notte del Turini dal Principe Alberto di Monaco. I belgi e i francesi incalzano da vicino, ma tanto Zanchi, quanto Zampaglione, che sarà undicesimo a partire, Cristina (quindicesimo), Mozzi (ventesimo), , Arengi Bentivoglio (ventiquattresimo), Fontanella (quarantunesimo) e dell’Acqua (sessantaquattresimo), insieme con gli altri, sapranno dare molto filo da torcere a chiunque.

Lunedì, quindi, “etape commune” da Valence a Valence, con altre quattro difficili prove speciali. Vedremo come andrà a finire…

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