Michelin Primacy 4: lunga vita agli pneumatici

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Da decenni, ormai, Michelin investe in ricerca e sviluppo non solo per migliorare le performance dei propri prodotti ma anche per perorare la causa della sostenibilità ambientale. La filosofia del “Long lasting performance” è stata con forza ribadita dal Marchio francese, soprattutto in riferimento ai limiti imposti dalla legge (1,6 mm di battistrada) per effettuare la sostituzione degli pneumatici.

Alcuni importanti attori dell’industria del pneumatico, infatti, suggeriscono a chi guida in Europa di smontare gli pneumatici quando il battistrada raggiunge i 3 mm di spessore, talvolta anche prima. Un consiglio sbagliato secondo Michelin perchè l’attuale limite legale di 1,6 mm risponde perfettamente alle esigenze della mobilità moderna. In realtà è raro sentir dire da un produttore di pneumatici di utilizzare il più possibile le coperture e quindi cambiarle con meno frequenza. Tra l’altro uno studio Ernst&Young dimostra che in Europa un cambio di pneumatici a 3 mm anziché a 1,6 mm, genera potenzialmente nove milioni di tonnellate in più di emissioni di anidride carbonica l’anno, aumenta costi per i consumatori di circa 6,9 miliardi e fa perdere 1,5 milioni di tonnellate di materie prime annualmente, equivalenti a una richiesta energetica di 290 milioni di tonnellate di petrolio greggio. Misure di un certo peso per economia ed ecologia.

Noi abbiamo incontrato il responsabile prodotto Michelin, Valerio Sonvilla: “Michelin è da sempre contro l’obsolescenza programmata. I nostri pneumatici, sono pensati per dare ottime prestazioni, dal primo all’ultimo chilometro e cioè fino al limite legale di usura di 1,6 mm. In particolare, gli ultimi prodotti sono stati concepiti proprio in quest’ottica grazie all’utilizzo di nuovi materiali. Siamo fortemente convinti della validità di questo concetto e siamo pronti a dimostrarlo. Il nostro auspicio è quello che si arrivi alla creazione di Enti esterni dedicati a questo tipo di test, in modo da mettere un punto sulla questione sostituzione”.

In questa ottica, rientra il Primacy 4, ultimo prodotto della casa francese studiato proprio per garantire le prestazioni fino all’ultimo chilometro di vita. Entrando nel dettaglio scopriamo che, tra l’altro, Primacy 4 si presenta con meno gomma (anche se di poco) rispetto al Primacy 3. Ma, allora, come è possibile che un pneumatico con meno gomma (non solo come altezza, ma anche come larghezza) possa durare di più e garantire prestazioni migliori?

“E’ possibile – ha proseguito Sonvilla – grazie all’impiego di silice idrofoba e di polimeri di ultima generazione, attraverso i quali si è raggiunto un grado di regolarità, della maglia, molto alto. La regolarità della superficie consente alla gomma di lavorare meglio sul bagnato e di assorbire meno energia: quando il pneumatico viene deformato dal rotolamento o dalle forze laterali, avendo una superficie regolare, ha meno strisciamenti su se steso e si riscalda meno, durando di più. Ma c’è anche un altro aspetto di cui si parla troppo poco. Si parla sempre di mescole, più o meno dure, ma forse ci dimentichiamo che è la struttura del pneumatico che fa lavorare più o meno bene la mescola. Una gomma con una mescola dalla tenuta incredibile non lavorerà mai al massimo delle performance se il pneumatico non ha una struttura regolare perchè questa, ha comunque una percentuale minore di impronta al suolo. Con una struttura regolare, invece, i carichi del veicolo sull’impronta al suolo si ripartiscono uniformemente e le forze si distribuiscono in maniera regolare. Questo va a tutto vantaggio dell’aderenza e della durata”

A questo viene da chiedersi: se un colosso, a livello mondiale, come Michelin è pronto a dimostrare che un pneumatico ben costruito garantisce buone performance fino all’ultimo chilometro di vita (e cioè al limite legale di 1,6 mm) che senso ha sostituirlo quando non ha ancora raggiunto i 3 mm di battistrada? Al mercato e ai clienti, l’ardua sentenza.

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