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BMW R nineT Scrambler: affascinante ed essenziale

Dagli anni cinquanta agli anni settanta i modelli Scrambler – che in una traduzione un po’ libera, significa arrampicatore – offrivano ai loro piloti, oltre al divertimento di guida sulle tortuose strade extraurbane, anche leggere capacità fuoristrada e così un campo di utilizzo ampliato. Chi guidava una Scrambler viaggiava con la sua moto lasciando dietro di sé gli standard affermati e le convenzioni tradizionali.  Oggi, in casa BMW, questo compito è affidato alla nuova BMW R nineT Scrambler, una motocicletta che lascia rivivere l’era dei modelli “non convenzionali” in uno stile del tutto particolare.

La nuova R nineT Scrambler si presenta sempre in uno stile raffinato. Un obiettivo importante di design era di diminuire il numero di componenti a favore di un’immagine più purista possibile. Il proiettore circolare le conferisce un’espressione di libertà e relax, mentre il tachimetro caratterizzato da un indicatore analogico, segue nel suo design i principi classici applicati allo sviluppo della BMW Scrambler. Due “chicche” stilistiche sono il serbatoio in lamiera di acciaio da 17 litri e il coperchio in sottile lamiera d’alluminio a destra sopra il condotto dell’aria di aspirazione con la scritta R nineT incisa. Il fissaggio del manubrio tubolare in alluminio a forma conica è realizzato in alluminio ed è impreziosito dalla scritta BMW Motorrad punzonata.

Il telaio in acciaio a doppia trave sviluppato appositamente per la R nineT Scrambler integra il motore Boxer come elemento portante ed è composto da una sezione anteriore con cannotto di sterzo integrato e da una sezione posteriore con supporto del braccio oscillante. Per assicurare l’immagine Scrambler, la sospensione anteriore è stata realizzata con una forcella telescopica con soffietti in gomma e un’escursione di 125 millimetri. La sospensione posteriore è un monobraccio Paralever, come negli altri modelli con motore Boxer.

Una volta in sella, si notano subito delle marcate differenze con la NineT “standard” nella posizione di guida: il manubrio è stato posizionato più in alto, la superficie di seduta presenta un’imbottitura leggermente più sottile e le pedane sono abbassate e arretrate per offrire una posizione di guida più confortevole e meno stressante per la schiena. Il posto per il passeggero non è sacrificato come in altre moto ma certamente lo spazio è piccolo e le pedane piuttosto alte.

Il motore 1.170 cc da 110 cavalli a 7.750 giri e di 116 Nm di coppia a 6.000, è abbinato alla trasmissione a cardano ed a un cambio con innesti molto buoni. La risposta all’apertura del gas è sempre molto reattiva e prontissima fin dai bassi regimi e permette alla moto di muoversi bene tra le curve, aiutata dalla coppia poderosa. Negli sterrati non troppo impegnativi, la nuova soluzione all’avantreno convince,  rivelandosi reattiva e adatta a fondi sporchi e accidentati.

Il listino parte da 14.000 euro ma con optional quasi irrinunciabili come il controllo di trazione, i cerchi a raggi e le manopole riscaldate si sfiora a quota 15.000 euro. 1.000 in più per il serbatoio in alluminio.

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