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Campionato per SUV elettrici: Continental ed Extreme E insieme per proteggere l’ambiente

Il conto alla rovescia è iniziato. Mancano meno di 60 giorni all’inizio del campionato fuoristrada per SUV elettrici Extreme E che farà tappa nei territori maggiormente a rischio ambientale e negli habitat in via di estinzione. Con questa scelta Extreme E e Continental, Founding Partner della serie, mirano a sensibilizzare i fan del Motorsport in tutto il mondo, i politici, le popolazioni e le autorità locali, sul delicato tema del cambiamento climatico, incoraggiandoli a intensificare gli sforzi per limitare il riscaldamento globale e non superare la soglia di 1,5°C. Inoltre, in linea con i principi di sostenibilità che animano la corsa, i circuiti delle tappe sono stati disegnati in modo da non modificare o danneggiare in alcun modo l’ambiente, mantenendone le caratteristiche e gli ostacoli naturali.

Per far fronte a condizioni estreme, Continental, in qualità di fornitore ufficiale di pneumatici, ha sviluppato appositamente per Extreme E i nuovi CrossContact, pneumatici in grado di offrire grip, trazione e prestazioni eccellenti in ogni fase della gara e in completa sicurezza. Continental supporterà i concorrenti anche con la tecnologia ContiConnectTM, che permette ai piloti e ai team di monitorare i dati dei loro pneumatici in tempo reale. Il sistema misura le informazioni degli pneumatici come la pressione e la temperatura tramite sensori posizionati all’interno degli stessi e le comunica in tempo reale permettendo al team e al pilota di apportare modifiche e di cambiare la propria strategia di gara, se necessario.

Le tappe

Il 3 e 4 aprile prossimi, i SUV elettrici ODYSSEY 21 si daranno battaglia per la prima volta nel deserto dell’Arabia Saudita. Le corse si svolgeranno nei pressi di AlUla, una città situata in un’oasi a circa 150 km a sud-ovest di Tayma e 400 km a nord-ovest di Medina. Un tempo capitale del Regno di Lihyan e centro di antiche rotte commerciali, AlUla ha tutt’ora un grande significato culturale e storico grazie ai numerosi siti archeologici che ospita: fra questi Mada’in Salih, il primo luogo dell’Arabia Saudita ad essere riconosciuto come patrimonio mondiale dall’UNESCO, nel 2008.

Il 29 e 30 maggio i team in gara si dirigeranno poi verso le rive del Lac Rose – noto anche come Lago Retba – vicino alla capitale senegalese Dakar. “Questo è un posto straordinario”, afferma Sandra Roslan, responsabile progetto Extreme E per Continental. “Ma, a causa della sua vicinanza alla costa, è sempre più minacciato dal cambiamento climatico.” Lac Rose, anch’esso patrimonio mondiale dell’UNESCO, è separato dall’Oceano Atlantico da una striscia di terra che si assottiglia sempre più. “La costa qui viene erosa tre/quattro metri ogni anno a causa dell’innalzamento del livello del mare”, afferma la project manager di Continental. “E uno dei principali responsabili è lo scioglimento della calotta glaciale in Groenlandia.” In occasione del weekend di gare in Senegal, gli organizzatori di Extreme E hanno collaborato con le autorità locali per lanciare un progetto di protezione ambientale volto a ripulire la costa. Inoltre, saranno piantate un milione di mangrovie per coprire un’area equivalente a 112 campi da calcio.

Dopo il deserto e l’oceano, arriva il ghiaccio. Nel weekend del 28 e 29 agosto, Extreme E si sposterà in Groenlandia, in prima linea per l’emergenza climatica globale: solo nell’ultimo anno, la Groenlandia ha perso 600 miliardi di tonnellate di ghiaccio. Ad ospitare la battaglia in questa tappa, sarà Kangerlussuaq, un insediamento situato nell’entroterra, a circa 50 km a nord del Circolo Polare Artico, alla testa dell’omonimo fiordo lungo circa 163 km. Sotto la supervisione scientifica, è stato selezionato come percorso di gara, un banco di sabbia allungato composto da polvere di roccia, che è stato trasportato naturalmente fuori dal ghiacciaio nel corso degli anni.

La penultima tappa sarà la foresta pluviale amazzonica del Brasile, il 23 e 24 ottobre. La sopravvivenza di quest’area è continuamente minacciata da una serie di gravi problemi, di cui lo sfruttamento eccessivo e lo sdoganamento agricolo sono tra i più attuali e urgenti. “La perdita delle foreste tropicali è una delle più grandi sfide globali dei nostri tempi”, sottolinea Roslan. “E il Brasile è al centro di queste sfide.” Le gare partiranno da Santarém, città nello stato del Pará che risale al 1661, e avranno luogo in un’area che ha subìto un’estesa deforestazione ed è stata duramente colpita dagli incendi. Tra gli obiettivi degli organizzatori di Extreme E c’è quello di garantire che, per ogni stagione di gara, sia ripiantata un’area di foresta pluviale di queste stesse dimensioni. “Dal punto di vista sportivo, le squadre dovranno fare i conti con le temperature più alte della stagione”, afferma Roslan. “Così come i nostri pneumatici, naturalmente.”

Il finale di stagione si terrà l’11 e 12 dicembre appena fuori Ushuaia, la città più a sud non solo dell’Argentina, ma di tutto il mondo. I SUV Extreme E correranno al Parco Nazionale della Terra del Fuoco, situato nella zona montuosa del Glaciar Martial minacciata dal cambiamento climatico.

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