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COL VETORAZ: una terrazza sul Cartizze

una terra dove tutto è Superiore e parla il linguaggio dell’eccellenza. Uun vero e proprio paesaggio culturale dove l’impegno costante e la passione dei viticoltori ha contribuito nei secoli a creare uno scenario unico. Parliamo di Valdobbiadene DOCG, una terra di inestimabile valore, riconosciuta patrimonio UNESCO, capace di offrire frutti di regale eccellenza proprio come le bollicine che ogni anno vengono imbottigliate da Col Vetoraz, unica azienda dell’intera denominazione situata sul punto più alto, a 400 metri sul livello del mare, negli incantevoli scenari delle celebri colline del Cartizze.

Qui, un’attrezzata sala degustazione con personale multilingue a adeguatamente formato all’hospitality, accoglie i visitatori per accompagnarli in un viaggio sensoriale unico e imperdibile, che coinvolge olfatto e gusto ma regala anche emozioni visive indimenticabili grazie ad una terrazza panoramica mozzafiato dove lo sguardo spazia a perdita d’occhio sui vigneti digradanti fino a valle.

Sono disponibili per gli ospiti diversi pacchetti di degustazione chiamati “Conoscere il Valdobbiadene” che consentono un approfondimento specifico sul territorio e sull’intera gamma dei vini, che sanno raccontarsi in ogni calice col linguaggio di uno stile inconfondibile, dall’eleganza del perlage alle sfumature dei profumi fino alle infinite declinazioni del gusto; è ciò che rende gli spumanti Col Vetoraz complici di indimenticabili momenti di condivisione, degni interpreti della natura intrinseca del Valdobbiadene DOCG, considerato il vino del benvenuto.

Valdobbiadene e dintorni: itinerari immersi nella bellezza tra terra e cielo

L’itinerario che vogliamo suggerire è un cammino che conduce ad angoli racchiusi tra terra e cielo, attraverso panorami mozzafiato, punteggiati da piccoli e grandi tesori d’arte.

Inizia dal cuore di Valdobbiadene, Piazza Marconi, con la visita al Duomo di Santa Maria Assunta, che conserva preziose opere d’arte realizzate da artisti del calibro di Francesco Beccaruzzi, Paris Bordon e Palma il Giovane. Esternamente svetta la mole del campanile progettato da Francesco Maria Preti e decorato da una bella meridiana. Proseguendo lungo via Piva si incontra Villa dei Cedri, ex opificio di origine ottocentesca circondata da un grande parco aperto al pubblico. Attraverso strada Cordana, dopo una breve sosta al lavatoio e al Capitello dedicato a San Venanzio Fortunato, si raggiunge la chiesetta di San Floriano circondata da rigogliosi vigneti, che regala uno splendido panorama sulla vallata sottostante. Scendendo si incontra l’antica borgata di Ron con le accoglienti corti e la vecchia fontana. Il percorso si conclude scendendo nuovamente in Piazza Marconi.

Itinerario delle chiesette

Una piacevole alternativa se si è in zona, è l’itinerario delle chiese, un percorso nei paesaggi mozzafiato, tra natura e storia. Ad esempio la piccola chiesa di Sant’Alberto che da oltre cinque secoli domina e protegge i vigneti di Valdobbiadene. E’ una meta annuale, in occasione della festa del Santo, per le genti della vallata per scongiurare la siccità con la benedizione dell’acqua. Sino agli inizi del secolo scorso qui dimorava un eremita, che viveva della carità degli agricoltori. L’eremita pregava per la buona riuscita dei raccolti e quando, d’estate, vedeva in lontananza addensarsi un temporale, suonava a distesa la campana  per richiamare i contadini alle proprie case. Si credeva che le vibrazioni causate dalla campana avessero il potere di allontanare la grandine, il flagello più temuto dai viticoltori.

Oppure la chiesetta di San Gregorio dedicata al grande riformatore della Chiesa e patrono di Valdobbiadene; antico convento cappuccino di composta bellezza e unica struttura seicentesca rimasta sul territorio, utilizzata spesso per grandi celebrazioni grazie alla sua particolare acustica.

Le Meridiane e la tradizione contadina

Elementi interessanti da osservare sono le antiche meridiane che decorano le pareti di case private e chiese. A Valdobbiadene ne sono censite oltre 30. Questi antichi strumenti di misurazione del tempo e della vita sono fortemente legati alla tradizione contadina di questa terra, segnano infatti le ore del giorno ma anche le stagioni dell’anno scandendo le varie fasi di lavoro nei campi. Vere e proprie opere d’arte, di matematica e di astronomia, sono spesso arricchite da figurazioni simboliche e da motti che ricordano la saggezza antica. Il più conosciuto tra gli orologi solari di Valdobbiadene è la meridiana realizzata nel 1862 dall’abate Giovanni Follador sulla facciata sud del campanile del duomo. Quella che apprezziamo oggi è un rifacimento dell’originale distrutto dai bombardamenti del primo conflitto mondiale. Il grande quadrante riporta il motto “Il tempo e la vita non si fermano” è incorniciato da due bande laterali decorate dalle raffigurazioni dei segni zodiacali.

Proseguendo verso Combai

Poco distante da Valdobbiadene si trova Combai, territorio i cui percorsi sono ricchi di storia, legati sia alla Grande Guerra ma anche agli eventi connessi alla tradizione popolare, come la celebre Festa dei Marroni e il simposio di scultura a essa congiunta.

Ecco quindi la via del bosco incantato, con statue realizzate durante i Simposi di scultura della Festa dei Marroni e rievocanti leggende e miti locali. Oppure il Centro Sperimentale del Castagno, in località Callesella, con un percorso didattico dedicato ai bambini. Borgo Colmellere, Cimavilla, Pedepiai caratterizzati dai cortili “ a corte chiusa “ e dalle case con i pioi, piccole terrazze utilizzate come essicatoi e le ritonde, luogo di ritrovo accanto al larin (focolare) aperto su tutti i lati.

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