Rallye Monte-Carlo Historique 2015: le speranze dei protagonisti

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Che aspettative nutrono i concorrenti italiani a dieci giorni dalla partenza? Quali sono le speranze per l’imminente RMCH 2015? Lo abbiamo chiesto ai protagonisti, piloti e navigatori, e ne è uscito uno spaccato in cui timori e attese, ottimismo e pessimismo si manifestano in egual misura.

Il più positivo di tutti è sembrato Pierlorenzo Zanchi, per gli amici Peter, che condividerà la sua Golf GTI con Giovanni Agnese, un navigatore di lungo corso e di grande esperienza. Zanchi, professionista milanese, ex presidente del Pavia Calcio e dell’ACI Milano, ex rallista con trascorsi di grande rilievo, non ha dubbi: “Vado al Monte-Carlo per vincere, altrimenti non avrei affrontato questo impegno per la quarta volta!”; e aggiunge: “Per quanto riguarda la preparazione della vettura e per il lavoro del mio navigatore sono molto soddisfatto. Io dovrò solo guidare al meglio”.

Abbastanza ottimista si dichiara anche Alberto Bergamaschi, uomo immagine della Continental pneumatici, grande esperto di gare invernali, il quale punta “ad arrivare nei primi trenta” e spera che ci sia neve, sia perché “così il divertimento aumenta”, sia perché “la presenza o meno della neve farà la differenza”.

Molto più prudente Maurizio Aiolfi, un “deb” al Monte-Carlo, ma con grande esperienza di rally e ottimi risultati nei rally di regolarità recentemente disputati (tra l’altro è stato primo assoluto al Rally Elba Graffiti, a settembre, e secondo alla Ronde du Comté Nicois, a novembre): “non posso essere soddisfatto, avrei voluto effettuare ricognizioni più precise. Soprattutto però sono in ritardo con la preparazione della vettura: la BMW, da me acquistata solo a fine settembre, si è rivelata bisognosa di cure ben oltre il previsto. Ad oggi sono riuscito a farci solo un centinaio di chilometri, e solo durante una pausa delle lavorazioni. Non conosco la macchina e soprattutto non ho alcuna idea se le scelte tecniche di assetto e pneumatici potranno andare bene “.

Assai possibilista appare invece Giordano Mozzi, il vincitore di ben due Mille Miglia storiche, approdato da poco ai rally di regolarità a media. Sentite cosa ci ha dichiarato: “Dopo la nostra prima esperienza al “Monte” dello scorso anno, per questa edizione ci stiamo preparando con più consapevolezza di ciò che ci attende e di ciò che vorremmo fare. Al momento siamo molto soddisfatti, infatti la nostra Lancia Fulvia 1600 HF è certamente più preparata rispetto al 2014, dove già si comportò egregiamente, ed anche la nostra personale preparazione è certamente più specifica e mirata. Abbiamo anche fatto ricognizione di quasi tutto il percorso, proprio per cercare di essere più preparati e performanti da subito e sino alla fine, auspicando di arrivarci”.

Abbiamo chiesto anche a Luigi Zampaglione che cosa si aspetta dal rally che sta per iniziare; il “notaio volante”, fresco campione europeo dei rally storici per la seconda volta consecutiva, campano di nascita, bresciano di adozione, ci ha dichiarato: “la preparazione purtroppo non può dirsi ottimale. Grazie al lavoro fatto da Torlasco, abbiamo un radar molto preciso e l’auto è stata adattata alla gara che andiamo ad affrontare rispetto alle tradizionali gare di regolarità, che oltre tutto non seguo più da tempo. Non siamo riusciti a fare una ricognizione accurata anche se, avendo già partecipato a questo rally in passato, spero che ciò non sia preclusivo al buon risultato a cui aspiro”. E ha aggiunto: “Le aspettative sono di fare un buon risultato. Il sogno è quello di salire sul podio nella classe e quindi sul palco durante la “remise des prix”. Ho il timore che la Porsche 356 con cui parteciperemo sia poco performante e quindi in alcune prove speciali potremmo trovarci in difficoltà. Peraltro, pur avendo potuto scegliere, grazie all’età della macchina, la media più bassa, abbiamo optato per quella intermedia, il che dovrebbe darci qualche garanzia almeno nelle prove più lunghe. Resta da dire che un’auto del 1953 è molto più difficile da guidare bene rispetto alla Porsche 911 che uso nei rally di velocità”.

Abbiamo voluto sentire anche le impressioni di qualcuno dei navigatori. Maurizio Torlasco, che al Monte-Carlo vanta un secondo e un primo posto assoluto con Mario Sala, un quindicesimo proprio con Zampaglione e un settimo lo scorso anno con Fabio Babini, ci ha detto: “Quest’anno sarò al fianco di Fabrizio Arengi Bentivoglio, un imprenditore di successo, pilota gentleman con esperienze anche di pista negli Stati Uniti e già tre volte al via di questo rally. Abbiamo buone speranze di un buon risultato, ma soprattutto se finalmente cadrà la neve, che per ora si è fatta molto aspettare. Se invece troveremo strade asciutte sarà molto più difficile fare la differenza”.

Non molto ottimista, come è nel suo carattere, ma determinato e preciso, il commento di Danilo Scarcella. Il “naviga” genovese, al suo quinto RMCH, sarà ancora al fianco di Alberto Bergamaschi sul Maggiolone Volkswagen 1302S, dopo avere esordito nel rally del Centenario, disputato nel 2010, a fianco di Luciano Amato su una Innocenti Mini Cooper 1000. Scarcella si é dichiarato “non molto contento della preparazione, perché come navigatore avrei voluto fare ricognizioni più approfondite” e, sulle prospettive di classifica, ha detto che sarebbe contento “di arrivare al traguardo anche solo una sola posizione più su di quella del 2014, perché trovo molto pericoloso partire con grandi aspettative, che rischiano di andare deluse”. Il coequipier di Bergamaschi, dopo aver osservato che “il percorso di quest’anno è stato molto ben studiato, ed è un bene la partenza da Torino”, avrebbe però apprezzato “che, come lo scorso anno, l’organizzatore avesse già pubblicato le foto dei punti di partenza e di arrivo delle ZR, sarebbe stato un bene per tutti”.

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