Pneumatici Pirelli Formula Uno 2011, tipologie e caratteristiche tecniche

Pneumatici Pirelli Formula Uno 2011, tipologie e caratteristiche tecniche

In linea con i regolamenti FIA (Fédération Internazionale de l’Automobile), Pirelli fornirà per la stagione 2011 due tipologie di pneumatici.

In linea con i regolamenti FIA (Fédération Internazionale de l’Automobile), Pirelli fornirà per la stagione 2011 due tipologie di pneumatici. La prima tipologia è stata sviluppata per le gare su fondi asciutti, mentre la seconda è destinata alle gare su fondi bagnati e si distingue in gomme da bagnato in senso stretto e intermedie. Uguali le dimensioni di entrambe le tipologie: pari a 13 pollici come stabilito dalle norme in vigore. Le gomme da asciutto hanno un diametro esterno complessivo di 660 millimetri e una larghezza del battistrada di 245 millimetri per le anteriori e 325 per le posteriori. Le gomme da bagnato hanno, invece, un diametro complessivo più ampio, pari a 670 millimetri, per alzare le vetture e evitare le pozzanghere, e una larghezza del battistrada di 225 millimetri per le anteriori e 325 per le posteriori. Stesso battistrada per le intermedie che presentano un diametro complessivo leggermente più stretto, pari a 665 millimetri. Le gomme da asciutto Gli pneumatici da asciutto, gli slick, presentano un battistrada privo di intagli e scanalature e comprendono quattro versioni: supermorbida, morbida, media e dura. La differenza tra le mescole consente di adattarsi a tutte le tipologie di circuito, in base al tipo di asfalto, al numero e alla severità delle curve e alla velocità dei rettilinei, e consente ai Team di variare le proprie strategie.

Supermorbida. E’ delle quattro la mescola sviluppata per offrire un alto picco prestazionale su circuiti lenti e tortuosi, come Monte Carlo e Hungaroring.

“Queste gomme – spiega Paul Hembery, responsabile Team F1 Pirelli - daranno quel qualcosa in più in termini di prestazione perché presentano una mescola molto particolare e distinta dalle altre, in grado di sorprendere con un grip eccezionale, anche se per un limitato numero di giri”.

Morbida. E’ la mescola più morbida, adatta a circuiti che presentano un grado contenuto di degrado per la gomma. Gli pneumatici con mescola morbida durano meno rispetto a quelli con mescola dura e sono quindi indicati in qualifica o per affrontare brevi tratti di gara.

“Questa è una delle mie mescole preferite – afferma Hembery – perché è facile da gestire e non fatica ad andare in temperatura in breve tempo. In pratica, fa tutto quello che ci si aspetterebbe da una mescola morbida, con in più una notevole durata, senza tralasciare equilibrio e aderenza”.

Media. Insieme alla versione con mescola dura, questa sarà la gomma più frequentemente utilizzata dai Team in gara: essendo molto versatile, si adatta facilmente alle differenti condizioni del tracciato, in particolare dove altamente variabili risultano le situazioni in pista.

“Affidabilità è la prima parola che viene in mente quando si pensa alle gomme medie – spiega ancora Hembery. Anche se impiegano un po’ ad andare in temperatura, una volta raggiunti livelli ottimali, queste gomme offrono garanzie in termini di consistenza e resistenza”.

Dura. Soluzione molto utilizzata perché é una mescola pensata per dare la massima resistenza nelle condizioni piú estreme. Gli pneumatici a mescola dura sono ideali per stare in pista più a lungo, dato che impiegano un certo tempo ad andare in temperatura rispetto a quelli con mescola più morbida.

“Se la supersoft è la mescola morbida per eccellenza, la hard è la più dura in assoluto – sottolinea Hembery. Le differenze tra le diverse mescole oggi sono molto più marcate rispetto alla scorsa stagione, così come voluto sia dagli organizzatori sia dai Team. Si preannuncia una stagione di grande spettacolo per il pubblico”.

Le gomme da bagnato Le gomme da bagnato, caratterizzare da scalanature sul battistrada, si differenziano in due tipi: da bagnato in senso stretto o wet e intermedie. Le wet sono riconoscibili dal battistrada ricchissimo di intagli e lunghe scanalature e sono progettate per drenare l’acqua sull’asfalto bagnato. Le intermedie hanno scanalature meno profonde e sono destinate alle gare su fondo umido o leggermente bagnato, oltre che in condizioni atmosferiche incerte. Le due tipologie hanno in comune le mescole, del tutto simili tra loro.

Wet. Presentano scanalature profonde, simili a quelle di una gomma da strada. Gli pneumatici wet o da bagnato in senso stretto sono progettati per espellere, ad una velocità di 300 km/ora, oltre 60 litri di acqua al secondo, una quantità sei volte superiore rispetto ad una normale gomma da strada che drena circa 10 litri al secondo, a velocità molto piú ridotte.

Intermedie. Presentano lievi scanalature che servono per drenare l’acqua sull’asfalto ma che allo stesso tempo limitano l’area di contatto della gomma sul tracciato, riducendone la presa in condizioni di gara asciutta.

“Il punto di forza delle nostre gomme da bagnato – spiega Hembery – è la quantità di acqua che riescono a drenare. L’altra caratteristica è data dalla velocità di entrata in temperatura della mescola morbida impiegata”.

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