Da domani al 30 agosto il Museo Civico di Bormio ospita la mostra "Marcello Carrà. La sindrome del pallone e altri desideri", evento che apre il programma valtellinese della 27esima edizione de La Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi.
L'esposizione, curata dalla stessa Sgarbi con allestimento firmato da Luca Volpatti, mette in luce il lavoro di Marcello Carrà, artista noto per le sue opere realizzate con penna biro che fondono elementi umani, animali e simboli del nostro immaginario collettivo, primo fra tutti il calcio. Ventiquattro le tavole esposte, provenienti dai libri "Incubus" e "La sindrome del pallone", in una rilettura surreale e provocatoria del desiderio, tema portante di questa edizione del festival che si intreccia con la legge.
All'inaugurazione (venerdì 17 luglio ore 18.00) interverranno, oltre all'artista, Silvia Cavazzi, Sindaco di Bormio, Paola Romerio Bonazzi, Assessore alla Cultura, ed Elisabetta Sgarbi. La mostra vede la collaborazione di enti locali e numerosi partner, confermando il ruolo di La Milanesiana come network culturale multidisciplinare.
Le opere di Carrà si caratterizzano per una visione inquieta e riflessiva, dove i desideri prendono forma materiale contaminando figure e oggetti quotidiani. Il riferimento al calcio, che nelle sue tavole emerge come una ossessione diffusa, viene interpretato da Elisabetta Sgarbi in queste parole: I desideri possono diventare veleno. E forse lo sono all'origine, veleno, attendono solo di manifestarsi veramente per quello che sono - dichiara Elisabetta Sgarbi - Non importa in quale oggetto il desiderio/veleno si addensi. Può essere anche il calcio. Ma come si fa a raccontare una passione malata, inaggirabile, vorticosa? (E la passione malata, non è una passione più grande). Serve un artista, una invenzione. Serve Marcello Carra.
Marcello Carrà, nato a Bondeno nel 1976, ha esposto in numerose fiere d'arte nazionali e internazionali con uno stile che richiama i grandi fiamminghi come Bruegel e Bosch, affrontando la caducità della vita e l'indifferenza dell'uomo. La mostra a Bormio offre un raro scorcio sul suo percorso recente, fatto di intrecci tra testo e disegno a mano libera.
La Milanesiana, giunta al 27esimo anno, attraversa 18 città italiane con oltre 60 appuntamenti, mantenendo la sua vocazione interdisciplinare che spazia da letteratura a sport, fumetto, musica, arte e filosofia. Il tema scelto per il 2026 è "Il desiderio e la legge", uno dei nodi più vitali e attuali del nostro tempo: territorio fertile di riflessione su confini, autodisciplina, libertà e responsabilità. La rosa, simbolo del festival, incarna questo doppio binario tra attrazione e limite, desiderio e norma.
L'edizione 2026 è dedicata a Daniela Benelli e Dario Salvetti, tra i primi sostenitori del festival, e a Giorgio Gosetti, direttore del Noir in Festival. La Milanesiana conferma il proprio ruolo di laboratorio culturale originale e in costante evoluzione, celebrando la forza delle idee, dell'arte e della parola.
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