Jungle Julia pubblica il videoclip di Le Formiche, un viaggio tra Messico e umanità

Jungle Julia pubblica il videoclip di Le Formiche, un viaggio tra Messico e umanità

Jungle Julia lancia il videoclip di Le Formiche: un road trip in Messico che riflette su ciò che unisce gli esseri umani, tra musica d'autore e immagini suggestive.

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È disponibile su YouTube il nuovo videoclip ufficiale di Le Formiche, il brano che insieme a Todo Modo compone la nuova combo Ora Nona, firmata dalla cantautrice toscana Jungle Julia. Pubblicato il 26 giugno, il doppio singolo segna una tappa importante nel percorso artistico della musicista, che torna a interrogarsi su temi universali come il senso di appartenenza, la solidarietà e l'evoluzione delle relazioni umane.

Se nella canzone la riflessione parte da una domanda semplice quanto universale (cosa continua a unirci come esseri umani nonostante il tempo, la tecnologia e i costumi cambino senza sosta?), il videoclip trasforma questo interrogativo in un percorso visivo capace di restituire il senso di spaesamento, ripetizione e ricerca che attraversa il brano.

Girato durante un autentico road trip in Messico dal regista Giulio Catalucci, il video si muove dai piccoli villaggi rurali fino alla frenetica Città del Messico, trasformando il viaggio stesso in una metafora della transizione dall'appartenenza alla comunità verso la globalizzazione contemporanea. Più che raccontare i luoghi, il focus è rivolto agli incontri, ai gesti condivisi tra le persone, alla ricerca di quella risposta concreta che la canzone stessa pone.

Mi sono chiesta cosa ci unisce davvero e cosa ci rende inevitabilmente dipendenti gli uni dagli altri. Rousseau scrive che è la nostra debolezza a renderci socievoli: se non avessimo bisogno degli altri, non avremmo motivo di cercarli. Ho provato a dare la mia risposta in Le Formiche. ha dichiarato Julia.

Durante il viaggio in Messico, Jungle Julia ha lasciato che fossero gli incontri a guidare il suo cammino: da El Azufre, piccolo villaggio afro-messicano dove l'artista è stata accolta dalla comunità, a Oaxaca, Puerto Escondido, Xochimilco e infine Città del Messico. Ogni tappa è diventata parte integrante del racconto, tra volti e storie vissute insieme, in una costante ricerca di ciò che tiene unite le persone: solidarietà, ospitalità e senso di comunità emergono come valori senza tempo, capaci di superare differenze, epoche e distanze geografiche.

Nella visione spirituale di Jungle Julia, l'esperienza umana condivisa diventa il fulcro che dà senso tanto alle relazioni quanto alla musica. Le Formiche allarga così il proprio orizzonte dall'individuo verso la collettività, intrecciando riferimenti che spaziano da Rousseau a De André, da Giovanni Truppi alle istruzioni più banali di un telecomando. La canzone, scritta durante giorni di isolamento domestico, si trasforma in una riflessione personale sul percorso dell'umanità, dalla creazione delle comunità fino all'odierna società dominata dall'eccesso di informazioni e tecnologia. Le Formiche osserva con ironia e inquietudine un presente in cui, come afferma la stessa artista, l'umanità è spesso gobba perché ripiegata come calzini su sé stessa e sui telefonini.

Questo viaggio tra suono e immagini trova il suo completamento in Ora Nona, progetto che chiude non solo il cerchio musicale dell'esordio di Jungle Julia ma anche quello visivo iniziato con Vespro e proseguito con Lode. Le copertine dei brani, scattate da Pippo Moscati su pellicola davanti a tre diverse chiese milanesi, rivelano una narrazione simbolica tra architettura, luce e trasformazione: la forma sferica della Chiesa di San Massimiliano Kolbe richiama l'introspezione di Vespro, la geometria triangolare della Parrocchia di San Giovanni Bono anticipa il risveglio di Lode, mentre la Chiesa di Santa Maria Annunciata al Niguarda accoglie la trasformazione continua evocata da Ora Nona.

Jungle Julia, nome d'arte di Giulia Covitto, nasce in Maremma e cresce in un ambiente familiare numeroso tra campagna e vita comunitaria. Sin da giovane si avvicina alla musica, suonando bongos e chitarra e approfondendo lo studio dei testi sacri. A soli 18 anni si trasferisce a Roma dove frequenta Officina Pasolini e si forma artisticamente con musicisti del calibro di Tosca e Giovanni Truppi. Partecipa a numerosi festival e nel 2024 arriva alle selezioni di XFactor, venendo notata dal suo attuale manager.

La musica di Jungle Julia fonde influenze che vanno da PJ Harvey a Idles, da Radiohead ad Alabama Shakes, dando vita a un linguaggio sonoro ruvido e intimo in cui corpo, emozione e parola si confondono, mantenendo sempre una cifra originale e riconoscibile.

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