Wasted Time di Son, il nuovo album

Wasted Time di Son, il nuovo album

Domani, venerdì 24 ottobre, esce “Wasted Time”, l’album d’esordio di SON, giovanee promettente cantautore nostrano, forte delle sue radici campanee figlio...

Domani, venerdì 24 ottobre, esce “Wasted Time”, l’album d’esordio di SON, giovanee promettente cantautore nostrano, forte delle sue radici campanee figlio di quell’America che l’ha ispirato e condizionato nel suopercorso artistico. SON presenterà il suo primo lavoro discografico con un particolare showcase – in versione unplugged - martedì 28 ottobre all’ HARD ROCK CAFE’ di Roma. Anticipato da due singoli “Are we gonna shake today”, uscito il 18 aprile, e “Song of Solitude”, in radio dal 10 ottobre, l’album “Wasted Time” è un progetto interessante, di alta qualità artistica e dal respiro internazionale, grazie anche all’utilizzo dell’inglese. Con “Wasted Time”è impossibile non fare riferimento al pop rock di matriceanglosassone, ma soprattutto a quello americano, nella fattispecie aquel rock (tipicamente astelle e strisce) che ama tingersi di blues efunk. Nel disco sono presenti i generi e gli stili che hanno plasmatoil gusto e la proposta musicale di SON. Ildisco è stato registrato utilizzando un “vecchio” 24 pisteanalogico per cercare di rendere il suono più caldo ed espressivo,molto più vicino ad un'esecuzione “live”.

SON si descrive così: “lamia è una passione viscerale per la musica, a volte tocca picchi dimania e ossessione, gli odori dello strumento, le sensazioni tattiliche mi trasmettono lo sfiorare la corda di una chitarra o di un basso oil suono di una bacchetta sulla pelle di un rullante sono per melinfavitale. Da quando compongo, la musica è diventato uno dei mieichiodi fissi. Non ho una grossa preparazione dal punto di vistadidattico, mi rimane più facile suonare d’istinto, macredo di avere una mia dimensione ritmica, nella quale mi muovo congrinta e facilità. Le mie composizioni, almeno quelle più funk, nascono“in casa” iniziando a suonare il basso su un loop di batteria, per poi aggiungere qualche riff o accordo di chitarra per dare colore e identità al pezzo”.

Nato in un paese di provincia nel sud dell’Italia 22 anni fa, ha scelto di chiamarsi SON perché si sente figlio dei generi musicali che ascolta e che hanno contaminato il suo modo di fare musica. Il suo primo incontro con la musica è stato all’età di 10 anni ascoltando i dischi di Battisti, poi, crescendo, si è appassionato al mondo musicale in generale, in particolarea quello anglosassone, seguendo un po’ tutti i generi, dal blues alla motown, alpop. SON nelle sue canzoni parla di sentimenti, d’amore, di liti e rotture traamanti, situazioni scomode e avventure sensuali. Sono stati gli anni’60 e ’70 ad influenzare il suo modo di comporre, sia per la bellezza dei suoni e dei colori, sia per quello che in quel periodo si esprimeva con la musica.

Wasted Time di Son, il nuovo album

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