Zerocalcare torna sotto i riflettori come protagonista della prossima puntata di Stories, il ciclo di interviste curato da Sky TG24, dove si racconta con autenticità, ironia e riflessioni profonde.
Nel nuovo appuntamento, in onda lunedì 1° giugno alle 21:00 su Sky TG24 e sabato 6 giugno su Sky Arte, il fumettista romano apre il suo universo tra saghe iconiche, cultura pop e la sua ultima serie animata Due spicci, disponibile su Netflix. L'opera segna un'evoluzione personale e professionale, abbracciando toni più maturi e complessi: Sono contento di 'Due Spicci', una sorta di noir che intreccia tanti temi. Anche la paura di diventare grandi. Ma ormai siamo grandi.
L'artista si sofferma sulle sfide dell'ultima serie: Quando si trattava di fare sketch veloci, buffi, comici, io quella roba la so fare da sempre. In questa serie, invece, ci sono momenti più drammatici, una gamma di emozioni diversa, e lì il fatto che io non sia un attore lo sento. I temi affrontati spaziano dall'imprenditoria alle relazioni di coppia, dalla paura di crescere al confronto con la violenza quotidiana. Zerocalcare rivela una nuova consapevolezza sull'età adulta e le aspettative che la vita impone.
Racconta anche il sorprendente successo dell'evento al Circo Massimo: Per il lancio della serie sono venute 10mila persone al Circo Massimo: 9500 persone in più di quelle che mi sarei aspettato.
L'autore non nasconde le sue fragilità e il rapporto difficile con la fama: Amo quello che faccio. Sono solo stanco di certe dinamiche che non mi fanno vivere bene. Ecco perché alle volte penso di mollare tutto. L'autenticità traspare anche nei dettagli della vita quotidiana, come il suo rapporto con il denaro o le piccole manie domestiche: Molti mi chiedono 'ma con tutti questi soldi che ci fai?'. Mio padre è stato male recentemente e ho pensato che facessi bene a tenermeli da parte... i soldi servono sempre. Confessa poi, con sincera ironia, di avere due bagni: uno intoccabile perché troppo disordinato e uno perfettamente pulito, usato solo dagli ospiti.
Le intolleranze quotidiane non mancano e diventano spunti comici: Mi dà fastidio chi russa e chi tossisce, è una cosa che mi fa impazzire. Solo quando tossisce il mio cane mi si spezza il cuore.
Grande spazio alle sue passioni, dall'anime all'infanzia nerd: Adoro gli anime come 'I Cavalieri dello Zodiaco', i videogame come 'Street Fighter', le grandi saghe come 'Star Wars' e Max Pezzali di cui ho adorato la serie. Ricorda il legame con i cartoni giapponesi, la fascinazione per le divinità rappresentate da Zeus di Pollon, la passione per Jeeg Robot e Kenshiro. Da sempre legato all'immaginario nerd afferma: Mia madre è francese e non ho avuto un'educazione religiosa in senso classico, forse sono politeista; quindi, per me il mondo delle divinità era quello dei cartoni.
Affiorano anche aneddoti personali, come la petizione per riportare in tv Ken il guerriero da ragazzo, l'amore per i dinosauri: Se avessi una tenuta in campagna e trovassi un uovo di dinosauro spererei fosse un tirannosauro, altrimenti se devo stare a casa a Roma spererei in un anchilosauro, è meno ingombrante e non mi mangerebbe.
Cinema, serie tv e musica sono fili conduttori: 'Star Wars' è stato un grande amore di sempre, anche se nel tempo l'hanno rovinato parecchio. La sua preferenza va ai film Marvel fino a Endgame, con alte aspettative per la nuova era di DC Comics targata James Gunn. Nel mondo videoludico confessa di essere diventato esperto a Tetris e racconta le sue scelte di personaggi nei giochi come Street Fighter e Mortal Kombat. Max Pezzali rappresenta un eroe personale: Probabilmente il mio lavoro non esisterebbe senza di lui, per me è il più grande cantautore vivente. Ha raccontato l'etica degli sfigati normali, e poi ho adorato la serie sugli 883.
Conclude riflettendo sul peso delle aspettative e il futuro: Quando una persona ti scrive una cosa bella, ovviamente ti gratifica. Però ultimamente questa cosa, che era per me una motivazione forte, mi mette angoscia. Mi sembra che mi vengano proiettate addosso delle aspettative che io non sono in grado di realizzare. Ma la voglia di raccontare storie resiste: Quello voglio continuare a farlo. Il resto devo capire come renderlo compatibile. Non mi va più di fare questa roba in questo modo. Se trovo una chiave per continuare a raccontare storie senza stare dentro a cose che mi fanno stare male, allora sì.
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