MAZDA CX-60 2025 3.3: l'evoluzione del sei cilindri

MAZDA CX-60 2025 3.3: l'evoluzione del sei cilindri

Mazda aggiorna la CX-60 diesel: la versione da 200 CV con trazione posteriore unisce efficienza e coppia, mentre il nuovo assetto cura comfort e dinamica.

Mentre il mercato globale continua a interrogarsi sul futuro delle motorizzazioni tradizionali, c’è chi sceglie di affinare le proprie certezze. L'ultima evoluzione della Mazda CX-60 dimostra come un'architettura meccanica imponente possa sposarsi con l'efficienza moderna, introducendo mirati aggiornamenti che ne cambiano il comportamento dinamico su strada senza alterarne l'architettura originaria.

Il fulcro di questo model year risiede nel lavoro di ottimizzazione svolto sotto la pelle. Gli ingegneri stradali hanno concentrato gli sforzi per mitigare le risposte più rigide del telaio riscontrate in precedenza. Il risultato è un SUV che curva meglio ed è più comodo, incrementando l'agilità nei tratti guidati e l'assorbimento delle asperità. Nonostante la massa complessiva della vettura si aggiri intorno ai 1.900 kg in ordine di marcia, il comportamento in curva beneficia di una migliore gestione dei trasferimenti di carico, merito anche della corretta sintonizzazione dei pesi e della fluidità nei passaggi stradali.

La vera dichiarazione d’indipendenza tecnologica di Mazda rimane l’unità motrice. L'ammiraglia giapponese continua a puntare sul generoso propulsore diesel da 3.3 litri mild hybrid, configurato con l'architettura a sei cilindri in linea. Nella sua configurazione d'accesso, il blocco eroga una potenza di 200 CV abbinata alla trazione posteriore, una combinazione che esalta l'equilibrio naturale della piattaforma longitudinale. La gestione della trazione è affidata a un cambio automatico a otto rapporti. La taratura predilige un utilizzo fluido e una progressione regolare nei lunghi trasferimenti, anteponendo l'equilibrio generale alla rapidità pura nei passaggi di marcia. L'efficienza di questa unità termica supportata dal modulo elettrificato a 48V permette al grande SUV di mantenere medie di consumo estremamente contenute a fronte della cilindrata e delle dimensioni del veicolo.

L'impostazione degli interni riflette una filosofia costruttiva che bada alla sostanza e al benessere degli occupanti. La plancia si sviluppa secondo linee pulite e geometriche, integrando comandi fisici dedicati alla gestione del climatizzatore automatico bizona per massimizzare l'ergonomia durante la guida. La qualità percepita si esprime attraverso la scelta dei rivestimenti, con una forte differenziazione in base alle versioni. L'allestimento Homura si caratterizza per i sedili in pelle Nappa nera, i pannelli di rivestimento in pelle vinilica e i dettagli interni con finiture simil-metallo. Al contrario, l'allestimento Takumi propone un ambiente interno dominato da tonalità chiare con pelle Nappa bianca e inserti in vero legno d'acero, integrando inoltre sistemi avanzati come il riconoscimento facciale per la regolazione automatica del sedile e l'Active Driving Display. La praticità di carico si affida a un bagagliaio che offre una volumetria di partenza pari a 570 litri, espandibile fino a un massimo di 1.726 litri abbattendo completamente lo schienale del divano posteriore. L'accesso al vano è agevolato da un portellone dall'apertura particolarmente ampia, sebbene la soglia di carico da terra risulti leggermente rialzata.

 Per quanto riguarda il posizionamento sul mercato, il listino della gamma aggiornata della Mazda CX-60 parte da una base di circa 53.850 euro per la variante d'ingresso equipaggiata proprio con la motorizzazione e-Skyactiv D da 200 CV.

MAZDA CX-60 2025 3.3: l'evoluzione del sei cilindri

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