Nove giorni di fiera ma anche nove giorni per vivere Genova e la Liguria con mostre, eventi e spettacoli e una miriade di opportunità e agevolazioni per i visitatori del 48° Salone Nautico Internazionale. Dal 4 al 12 ottobre il calendario si presenta fitto e, in questa fase, ancora in allestimento. E’ la grande mostra sull’emigrazione italiana visitabile inaugurata il 20 giugno al Galata Museo del Mare. L’allestimento – 8 sale in 3 gallerie per un totale di circa 1200 metri quadri -che intende mostrare le condizioni di viaggio degli emigranti diretti negli Stati Uniti nel periodo tra il 1892 (anno in cui entra in funzione Ellis Island) e il 1914 (scoppio del primo conflitto mondiale) rappresenta una tappa essenziale nel percorso che il Comune di Genova / Istituzione Mu.MA – Musei del Mare e della Navigazione si è prefisso per la realizzazione del “MEM -Museo dell’Emigrazione”, quale sezione all’interno del Galata Museo del Mare.
Dopo il grande successo rappresentato dalla realizzazione della Sala “Piroscafo”, una ricostruzione ambientale, che unisce allestimenti marittimi originali ad elementi multimediali (un simulatore navale, completo di videoproiezione, manovrabile dalla timoneria), il Galata Museo del Mare prosegue sul filone del viaggio tra Otto e Novecento.
Rispetto alle mostre tradizionali sul tema dell’emigrazione, per lo più fotografiche e documentarie, “Da Genova a Ellis Island” vuole far rivivere al Visitatore l’esperienza “emigrazione”. Munito di un passaporto e di un biglietto di viaggio, il Visitatore arriverà a Genova e qui incontrerà la realtà di una città che, in pieno sviluppo industriale, vive sull’emigrante eppure lo disprezza e lo considera un problema sociale. Attenderà, come molti, all’addiaccio – magari per giorni – l’arrivo del proprio battello e poi entrerà nella ricostruzione dell’antica stazione marittima di Ponte Federico Guglielmo (oggi è Ponte dei Mille) e, dopo i controlli e le raccomandazioni, potrà salire a bordo del piroscafo di emigrazione.
Come il momento dell’imbarco e della partenza è, nella vicenda dell’emigrazione, l’ora più drammatica, quando si tagliano i legami con la propria terra e i propri affetti, così nella mostra “Da Genova a Ellis Island” il centro emozionale è la grande scena dell’imbarco, con la ricostruzione della Stazione Marittima, del Molo e la fiancata del piroscafo “Città di Torino” ricostruita nei minimi dettagli a grandezza naturale, sulla scorta dei disegni originali conservati dal museo: e così, fisicamente, il - 1 Visitatore salirà a bordo, in cerca della sua cuccetta, nei cameroni comuni (divisi in uomini e donne) o potrà esplorare gli ambienti di servizio: come i bagni, il refettorio, la sala medica, ma anche la prigione – dove venivano rinchiusi i violenti e i clandestini – e l’Ufficio del Commissario di bordo.
Un viaggio negli ambienti del piroscafo d’emigrazione e, contemporaneamente, un vero viaggio “virtuale”. Dagli oblò e dalle finestrature sarà possibile vedere il mare, in diverse condizioni di luce, di giorno, al tramonto e durante una notte di luna, e infine passare sotto la Statua della Libertà, il momento del pathos e della commozione. Ma questa non è la fine del viaggio. Il Visitatore, da emigrante, sbarcherà a Ellis Island, l’isola a due miglia da New York: qui entrerà nella Inspection Line, il percorso fatto di visite mediche, interrogatori e test per verificare se possedeva i requisiti per essere accolto in America. E qui verrà ricostruito il percorso, fatto di attese, domande, visite, oltre a mostrare ciò che accadeva a chi non era in regola, o era malato o comunque giudicato non idoneo a entrare negli Stati Uniti.
L’ultima scena, infine, apre le porte del Nuovo Mondo o, più esattamente, la città di New York dove la gran parte degli emigranti giunti dall’Europa si fermava alle prese con i problemi concreti del trovare un lavoro, una casa, curare la salute e sbarcare il lunario. La mostra Da Genova a Ellis Island è una coproduzione, tra l’Istituzione Mu.MA e l’Ellis Island Immigration Museum di New York. Il contatto diretto e la collaborazione con anche l’Ambasciata USA in Italia, ha permesso visite, invio di materiale e documentazione. Un contatto importante, perché va ricordato, che gli italiani che passarono a Ellis Island furono oltre 3.000.000, una percentuale enorme sui circa 12.000.000 che tra il 1892 e il 1956 -periodo di funzionamento dell’isola -vi transitarono, il che fa del nostro popolo quello che maggiormente dovette subire le procedure e i controlli di questa fase dell’immigrazione americana”.
Genova non è un “luogo qualunque dell’emigrazione italiana”: è la porta attraverso la quale passarono buona parte degli oltre 29.000.000 di italiani che partirono per l’emigrazione. Genova venne individuata come uno scalo importante da compagnie diverse, anche straniere: così partirono navi italiane, come quelle della Navigazione Generale Italiana, La Veloce e il Lloyd Sabaudo, tutte compagnie genovesi, ma partirono anche le navi tedesche, del Norddeutscher Lloyd o della Hamburg-Amerika Linie, o inglesi, come la White Star Line.
L’emigrante era una merce preziosa e gli armatori lottavano a coltello per accaparrarseli e riempire le navi. Una mostra “diversa” destinata a non essere il tradizionale percorso artistico o documentario in uno dei grandi temi del Novecento e della modernità, ma soprattutto un percorso emozionale, segnato dall’ansia e dalla speranza. Perché la storia dell’emigrazione è una storia di uomini e donne, di persone, di sentimenti. E’ questo il senso di una memoria civile.
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