Maledimiele, la storia di Sara che si ammala di anoressia

Cinema

Maledimiele è la storia di Sara, un’adolescente di quindici anni che si ammala di anoressia. Non è la storia di un’anoressica. Sara conduce una doppia vita: quella alla luce del sole, dove recita la parte della brava ragazza, diligente e apparentemente senza problemi e quella segreta fatta di costrizioni, di autodisciplina, di regole ferree per imporre al suo corpo un irraggiungibile peso ideale. Inizialmente nessuno sembra accorgersi di niente. Sia i genitori di Sara: Enrico, medico oculista, e Anna, che lavora per una Onlus, che le sue amiche del cuore: Clara e Martina, faticano a vedere l’evolversi della malattia.
Maledimiele
Sara riesce a nascondere le sue abitudini: i digiuni forzati, le corse nel parco spinte fino allo sfinimento, le ore in palestra, i pranzi e le cene occultati sapientemente nel bidone dell’immondizia sotto casa. Allo stesso tempo Sara costruisce la sua “camera dei segreti”, ricavata in un deposito self storage, dove, con i mobili della vecchia casa, ha ricavato un salottino per stare tranquilla e agire indisturbata.

Tutto sembra procedere senza problemi. Mentre dimagrisce Sara si sente sempre più forte, potente, invincibile. Un giorno però, durante una gita scolastica, la ragazza sviene.
Da quel momento i suoi problemi con il cibo, fino a quel momento invisibili, diventano evidenti a tutti.
Maledimiele
“Mi chiamo Sara. Ho quindici anni. Vivo a Milano e riesco a ingurgitare l’intero contenuto di un frigorifero in sette minuti: yogurt, formaggio, salame, uova, verdura cruda, prosciutto, cipolline sottaceto, latte, marmellata, agnolotti e qualsiasi altra cosa mi capiti in mano. Poi corro in bagno, m’infilo un calzascarpe d’osso in gola e vomito fuori tutto.
Mio padre fa l’oculista e mia madre dirige una onlus che si occupa di bambini indiani.
Viviamo al terzo piano di un palazzo con un platano gigante nel cortile. Fino a qualche settimana fa fra i rami aveva fatto il nido un cuculo. Poi sono venuti quelli della Lipu e lo hanno portato via. Quando era qui lo odiavo quell’uccello maledetto, tutte le mattina mi svegliava con il suo stupido e ripetitivo “Cucù, cucù”. Ora mi manca…
Il mio cane si chiama Couscous. Sono io a occuparmi di lui. Gli do da mangiare, lo faccio giocare e lo porto al parco, tranne la sera, quando è papà a fargli fare la passeggiata. Couscous mi scalda i piedi quando sono nel letto e ride quando gli racconto le barzellette, senza di lui sarei persa.
Vado a scuola a piedi. Ascolto la musica.
È piacevole camminare con una colonna sonora in sottofondo. È come entrare in un film e Milano, con la playlist giusta, è bella, quasi poetica e commovente.
Ho tanti brutti vizi, così dice mia madre: rubo i vestiti di mio padre, soprattutto i maglioni e le felpe, d’inverno. All’inizio lui si arrabbiava, ma poi ci ha fatto l’abitudine.
Maledimiele
Ascolto la musica a un volume troppo alto: probabilmente diventerò sorda prima dei quaranta. Quando sono arrabbiata riesco a stare in silenzio per ore e ore, e non sono mai d’accordo su quello che dico. Mi mangio le unghie. Ho i capelli elettrici e mi agito nel sonno così tanto che spesso, al mattino, mi ritrovo con i piedi sul cuscino e la testa sotto le coperte.
Frequento la quinta ginnasio. La mia compagna di banco, Martina, è una ragazza con uno sguardo dolce e delle gambe lunghissime. Quest’anno si è innamorata di Giacomo un ragazzo piuttosto carino che si è appena trasferito da Venezia. Ha mandato me a tastare il terreno, ma non è stata una buona idea. Io e Giacomo abbiamo fatto amicizia. Poi, alla festa di Carlotta, lui mi ha baciata, ma tutto questo Martina non lo sa, e non lo deve sapere.
Io non capisco se Giacomo mi piace, fino a poco tempo fa ero innamorata di Matteo, ma lui non mi ha mai considerata e ora non so cosa fare.
Pratico molto sport, per bruciare calorie e rimanere in forma. In piscina riesco a fare 60 vasche senza mai fermarmi e corro per 1 ora e 40, anche sotto la pioggia, anche senza aver mangiato niente. Anche quando sono stremata e avrei solo voglia di piangere. Corro. Sempre più veloce. Cercando di seminare i pensieri cattivi lungo i sentieri del parco, come Pollicino con la mollica di pane.
Negli ultimi sei mesi ho perso 10 chili.
A gennaio pesavo 55 chili. Ora sono arrivata a 45. 44,8 al mattino, appena sveglia, a stomaco vuoto.
Sono orgogliosa di me stessa. Ho dimostrato di avere una grande forza di volontà. Poi è morta la nonna, la mamma ha pianto tanto e io sono svenuta, in Triennale: eravamo in gita di classe. Da quel momento, la vita mi è piombata addosso come un fiume in piena. Io cerco di rimanere a galla, ma è così faticoso. Forse è per questo che continuo a farmi del male. Sì, perché non sono mica cretina: so che mi sto facendo del male.
All’inizio non ne ero proprio consapevole. È cominciato per gioco, come dicono tutte, con una dieta. Sentirsi magri fa stare bene. Quando perdi peso tutti ti fanno i complimenti e ti senti forte e in pace con il mondo, ma è un’illusione, purtroppo.
Il cibo diventa un’ossessione e ti ritrovi a fare le cose più assurde: come mangiare solo una mela e una coca light e sentirti in colpa. Fare il bagno nell’acqua gelata aggiungendo dei cubetti di ghiaccio per bruciare più calorie. Alzarti nel bel mezzo dalla notte e fare addominali fino a svenire. Colpirti lo stomaco per non sentire i crampi della fame.
Se proprio devo mangiare ho la mia dieta. L’ho scaricata da un blog in internet:
a colazione una tisana al finocchio (0 kcal), per pranzo 2 yogurt al kiwi (220 kcal), per cena un cappuccino (50 kcal), come spuntino un litro e mezzo di tea senza zucchero (7kcal). Calorie totali: 277 kcal.
Ma non dovete giudicarmi per questo, non sono una ragazzina stupida e superficiale. Se lo fossi sarebbe tutto più semplice e leggero.
Ieri mamma mi ha portato da Marina, una psicoterapeuta specializzata in disturbi alimentari.
Non so come andrà a finire. Se dovessi descrivere come mi sento adesso direi che non ho storia né futuro. È come se non esistessi. Ma dentro di me so di avere un desiderio: vorrei dormire a occhi chiusi e sognare a occhi aperti.”

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11 Commenti

  1. Ginevra ha detto:

    Xo’ scusate, ma se lei era gia’ magra di suo, xk ha deciso di mettersi a dieta e diventare 38 kg … Qst e’ un insulto a chi e’ veramente grasso e ke ha bisogno di mettersi a dieta sul serio … Io prima di iniziare la mia “cura dimagrante” ero piu’ di 60 kg ed avevo 15 anni … Ora ho perso piu’ di dieci chili, ma ne valeva la pena, xk ero grassa e x i miei chili ero ossessionata da tutti. By ginny

  2. Barbara ha detto:

    Ginevra il perchè è semplice e complesso allo stesso modo, si chiama anoressia. E’ una malattia.

  3. stefano ha detto:

    L’anoressia (moderna) è la malattia del nulla ovvero dell’assenza di problemi reali, e l’altra faccia di ciò (che spaventa di meno ma non per questo fa meno danni) è l’obesità. Sono i prodotti del bel mondo in cui viviamo, un mondo fittizio. Difficilissimo sconfiggere l’anoressia perchè appunto è una vera tragica malattia con troppe cause “inesistenti”.
    Le patolgie sono da sempre legate al tempo (era) in cui si vive.

  4. Ginevra ha detto:

    Io non direi, Stefano, che l’anoressia e’ la malattia dell’assenza di problemi reali … Chi diventa anoressico/a non lo diventa senza un motivo, perche non ha nulla da pensare e nulla da definire problema. Si tratta, bensì, di un problema che riguarda l’individuo stesso e riguarda anche il rapporto tra questo e la società ! Io, vedendo che per fare un film del genere hanno preso una ragazza che era partita magra prima di diventare anoressica, mi sono offesa, perche se una così ha motivo di diventare anoressica io che sono partita che ero 65 chili per 170 cm che devo fare? Adesso sono 15 chili in meno, ma il problema non e’ tanto nel non vedermi una bella modella,ma e’ che non mi sopporto, che gli altri fino a poco tempo fa mi prendevano in giro per il mio aspetto fisico ed il risultato e’ che adesso, spesso, mi guardo allo specchio, vedo un’immagine che vorrei eliminare e mi viene da gridare e piangere … Ecco, come l’anoressia e’ la malattia dell’assenza di problemi reali, lo vedo!

  5. Maya ha detto:

    Ginevra non si tratta soltanto di peso, chi si ammala di anoressia si aggrappa al peso ma le vere cause sono altre! Hanno fatto bene a prendere una ragazza già magra, perchè non è assolutamente vero che solo quelle che sono state grasse possono diventare anoressiche! Anch’io sono stata grassa e ho odiato il mio corpo, e sono dimagrita e nonostante questo spesso mi vedo ancora troppo brutta e grassa perchè sono stata condizionata dal giudizio degli altri su di me quando ero grassa ecc, ma l’anoressia è completamente diversa, l’anoressia è ossessione, è voler scendere ad oltranza anche quando non ci si regge in piedi! Perdere peso per un’anoressica non significa diventare belli ma diventare spaventosi, fare impressione e suscitare compassione, far vedere attraverso il corpo il dolore che dilania la loro anima!
    E riguardo al fatto che sia la malattia dell’assenza di problemi reali… è vero e non è vero. E’ vero che spesso insorge anche senza problemi oggettivi, è vero che nasce dalla mente (e quindi da qualcosa che ci illudiamo di poter controllare) e non dal corpo.. in questo caso, rispetto ad un cancro, è sicuramente “dell’assenza di problemi reali”
    Inoltre non esiste una causa scatenante univocamente condivisa, anche se ci sono fattori che possono scatenarla. Non nasce da problemi quantificabili, non è un’evoluzione di altre patologie, non nasce come malattia prettamente fisica.
    Ma nasce dalla mente. E da questo punto di vista i problemi che fanno nascere l’anoressia ci sono, ci sono eccome! Non si diventa anoressiche per imitare le modelle come molti credono, ci si ammala semmai per qualcosa di represso nell’inconscio che risale, per un intrinseco disprezzo di se stessi o comunque per una distorsione nella percezione dell’amore.. le cause sono svariate ma l’anoressia nasce da una fortissima sofferenza psicologica. Quindi se per “malattia dell’assenza di problemi reali” si intendeva che nasce dalla superficialità e stupidità delle ragazzine, mi sento di dire che non si ha davvero capito niente di cosa sia l’anoressia.

  6. Divina ha detto:

    Una gran bella m… scusatemi lo trovo privo di senso e significato… l’anoressia la bulimia non è quello che mostra questo stupido film… so quello che dico, soffro di anoressia e bulimia ormai da tre anni non riesco ad uscirne e mi fa schifo come i registi possano mettere in piedi film del genere, privi di significato e privi di conoscenza sulla malattia che è l’anoressia… mostrando una ragazza “attrice” tra l’altro pessima che cerca di interpretare un ruolo che nemmeno le si addice… l’anoressia ti divora, lo fa in silenzio, lo fa da dentro, ti spinge fuori le ossa, mostra quello che nessuno vorrebbe vedere, lo fa in modo crudo agli occhi, ti prende la vita e ne fa quello che vuole… non è il bacio della buonanotte o una scopata con un ragazzo appena conosciuto e tutte le cazzate varie… anoressia è segno di debolezza, di dolore interno, di abbandono, di infelicità e come già detto trovo stupido realizzare stupidi film che non ci si avvicinano nemmeno per un istante e prendere per il c… chi ne soffre veramente e chi sta male… credetemi non è adolescenziale a 23 anni ormai posso dire che viene provocata da tutt’altro… mi fa schifo vedere come guadagnano soldi sfruttando questa malattia che sembra essere una cavolata…

  7. mia ha detto:

    Fame d amore…. Anoressica consapevole di esserlo.. Io sono questo. Mi hanno salvato la vita una volta ma nn placato la fame d amore… Ed in quel vortice ci sono rientrata. Aspetto di ritornare alle mie ossa.

  8. Yoko ha detto:

    Andate da uno psicologo prima di fare una brutta fine.

  9. Dana ha detto:

    È anche possibile guardare un altro film sul tema dell’anoressia – “In carne e ossa” ( http://www.itafilm.video/2875-in-carne-e-ossa-2008.html ). Un film “Maledimiele” molto dignitoso. Mi è piaciuto.

  10. Annie ha detto:

    è semplice e complesso allo stesso modo

  11. Helga ha detto:

    ha deciso di mettersi a dieta e diventare 38 kg

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