“I provvedimenti del governo sono necessari, dolori e improrogabili ma che hanno cercato di mantenere equità sociale, soprattutto con il demandare alle Regioni il compito di individuare i posti letti da chiudere. Questo perché ogni ospedale ha le sue peculiarità, a seconda dell’occupazione dei posti letto e della posizione geografica. Io credo che il cittadino debba essere rassicurato, perché i provvedimenti mantengono le caratteristiche del sistema sanitario nazionale senza diminuzione della qualità. L’esempio è la diversità dei prezzi, nono solo tra regioni differenti, degli aghi di sutura, delle protesi e delle siringhe dove si arriva al 500% e 1000%.
Inoltre nelle regioni del Sud, quando c’è grande movimento di denaro, c’è la possibilità d’ infiltrazione della criminalità. Dare quindi prezzi medi obiettivi con duttilità è una questione di pulizia economico-finanziaria. L’Italia è un grande Paese che nei momenti di difficoltà si unisce e riesce uscire dalle difficoltà, io credo proprio che anche questa volta ce la potremo fare”.
E’ l’analisi alla spending review e ai tagli della Sanità fatta in diretta a Tgcom24 dal prof. Adelfio Elio Cardinale, sottosegretario alla Salute. In merito alla serrata dei farmacisti aggiunge: “In Italia vige la sindrome di Nimby, ovvero fate tutto quello che volete, ma non nel mio giardino. E’ lo spirito delle vecchie corporazioni. Dobbiamo passare alla fase della crescita. Come ha detto Monti, ci siamo allontanati dall’orlo dell’abisso ma dobbiamo fare dei sacrifici tutti insieme.
Ci sono ad esempio una serie di primariati semplicemente per attrarre simpatie politiche, questi vanno eliminati. Il demandare alle regioni non è un declino di responsabilità, ma sono proprio le Regioni ad avere chiara la situazione dei singoli ospedali. Tagliati 7mila posti letto? Può essere, ma ci si doveva arrivare prima visto che ci sono realtà con un’occupazione del 60%. Non facciamoci prendere dalla rabbia e valutiamo i risultati. Noi dobbiamo salvaguardare il sistema sanitario senza compromettere la qualità”.
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