Alla MuDi Contemporanea la personale di Giovanni Ferrario

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Dal 29 gennaio al 28 febbraio 2010, al Museo Diocesano di Milano si tiene il nuovo appuntamento di MuDi Contemporanea, con la personale di Giovanni Ferrario, ‘L’orto dei semplici’. L’esposizione, curata da Paolo Biscottini, presenterà una serie di lavori recenti e inediti dell’artista milanese (1973). La cifra caratteristica dell’opera di Ferrario risiede nell’utilizzo di materiale molto fragile, degradabile, organico, come fiori, verdura, candele e altro. Attraverso questi materiali, Ferrario costruisce delle piccole composizioni-sculture che, poste sul piatto dello scanner, vengono digitalizzate, stabilizzandole e fissandole nel tempo, prima che deperiscano definitivamente.
Oasi di Giovanni Ferrario
La mostra al Museo Diocesano proporrà il video L’orto dei semplici; le immagini sono state catturate utilizzando la medesima tecnica, ovvero eseguendo delle scansioni di un mazzo di margherite che, mosse durante l’operazione di acquisizione, assumono dei colori che non appartengono alla normale cromia dei fiori ma, al tempo stesso, spezzandosi, danno vita a nuove forme e rimandano a un’idea di delicatezza e di caducità.

Accanto a esso, si troverà la serie Corteccie: sono cinque libri – ‘Vanità’, ‘Cosmicomiche’, ‘Devozioni domestiche’, ‘La traversata dell’oasi’, ‘Storia semplice’ – realizzati con stampe digitali su carta cotone. Anche in questo caso, Ferrario pone sul piatto dello scanner le copertine dei volumi originali, le muove in modo tale che il testo assuma delle colorazioni particolari e la resa che ne risulta sia visibilmente distorta; in questo modo, l’artista milanese raggiunge il risultato di fondere in una sola immagine, forma e contenuto.
Piatto di Giovanni Ferrario
Come afferma Paolo Biscottini nella presentazione del volume ‘L’orto dei semplici. Dialogo sull’immagine e sull’arte’ (Edizioni Biblion) che accompagna la mostra, “Giovanni Ferrario raccoglie elementi rarefatti della natura e li propone in un nuovo insieme, dove è possibile valutare l’intensa poesia del dettaglio: petali, fili d’erba, pistilli… ciò che resta di un fiore. In una successione indeterminata di immagini si viene ricomponendo un giardino ideale, dove è possibile riconoscere la verità della bellezza dalle sue sofisticazioni.
Ciò che era, ancora sarà, perché questo è il miracolo dell’arte. E questa la questione dell’immagine, a cui l’artista non può sfuggire. Non solo l’idea, non solo il concetto, ma ciò che ancora prima dell’idea, del concetto l’occhio vedeva, le dita toccavano… margherite, erbe”.
Giovanni Ferrario ha insegnato all’Istituto Europeo di Design di Milano e dal 2004 insegna Fenomenologia e critica d’arte presso l’Università Cattolica di Milano. Nel 2007 pubblica per Utet Passeggiata minima e nel 2009 con Stefano Arienti il libro d’artista La danza delle polveri, per le edizioni Corraini. Nel 2003 vince il Computer art award presso il MART di Rovereto.
Tra le numerose mostre si ricordano quelle presso il Museo della Permanente (Milano), C/O Care of (Milano), CACT (Bellinzona), Isola Art Center (Milano), Analix Forever (Geneve), Gian Ferrari Arte Contemporanea (Milano), Palazzo delle Esposizioni (Roma), Luciano Inga-Pin Contemporary Art (Milano), Galleria Neon (Bologna), Corraini arte contemporanea (Mantova), Armory (Perugia), MART (Rovereto), GAM Civica Galleria d’arte Moderna (Gallarate).

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