Esponevano all’EiCMA copie di prodotti italiani coperti da brevetto internazionale. Li ha scoperti la GIVI, produttore di accessori moto e scooter noto in tutto il mondo, che ha prontamente fatto intervenire le Fiamme Gialle. La difficoltà di arginare il problema della contraffazione si aggiunge ai disagi dovuti alla crisi che il comparto motociclistico italiano sta attraversando in questo momento. A farne le spese sono soprattutto per le aziende che puntano maggiormente sul “Made in Italy”. Come appunto GIVI, che ieri ha scoperto, a pochi metri di distanza dal proprio stand, chi esponeva copie fedeli di suoi prodotti (tutti coperti da brevetti internazionali) in totale tranquillità. Il contraffattore ha un nome, si tratta della ditta cinese ZHEJIANG AISHIDA. Presso il loro spazio le Fiamme Gialle hanno sequestrato cinque valigie per motociclo, prodotte ed esposte in violazione di Brevetti e Disegni Industriali di proprietà della società italiana GIVI SRL di Brescia, leader mondiale del settore. Al termine dell’operazione, scattata su “denuncia – querela” di GIVI, assistita dallo studio La Russa di Milano e dall’Avvocato Luca Sorrentino, alcuni dipendenti cinesi sono stati identificati e la società denunciata.
Il concetto “made in Italy” va maggiormente tutelato. Il valore aggiunto ad esso legato, l’ideazione, il design, la produzione curata nei particolari, il supporto di un marketing di qualità sono voci che costano. La GIVI e i tanti marchi che realizzano prodotti industriali idi innegabile successo internazionale, attendono da tempo una risposta seria da parte del Governo.
I responsabili dell’amministrazione cinese dichiarano di voler arginare il fenomeno e individuare le merci che non corrispondono agli standard necessari all’Export ma intanto la loro economia continua a registrare tassi di crescita elevati anche grazie ai milioni di articoli contraffatti “Made in China” continuamente sequestrati in Europa.
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