Audi Q7 V12 TDI, di serie dischi freni carboceramici

Audi Q7 V12 TDI, di serie dischi freni carboceramici

La nuova Audi Q7 V12 TDI percorre le strade tedesche a partire dalla fine del novembre scorso. Grazie alla trazione integrale, neppure bagnato, neve e...

La nuova Audi Q7 V12 TDI percorre le strade tedesche a partire dalla fine del novembre scorso. Grazie alla trazione integrale, neppure bagnato, neve e ghiaccio hanno gioco facile con questo Sport Utility Vehicle da 500 CV (368 kW). L’Audi Q7 offre un equipaggiamento di serie perfetto anche sul piano della decelerazione: un impianto da 20 pollici con i dischi carboceramici più grandi (diametro: 420 mm) by SGL Brakes garantisce enormi valori di decelerazione e una riduzione proporzionale del percorso di di arresto. La potenza frenante equivale a circa il triplo della potenza motore, ossia ad approssimativamente 1.500 CV. La composizione del materiale garantisce dischi freno inossidabili La frequenza con cui il disco del freno hightech in carburo di silicio fibrorinforzato in carbonio del SGL Group viene sollecitato non ha alcuna importanza. I dischi per freni convenzionali in ghisa grigia reagiscono alle condizioni d'esercizio invernali con un livello di sensibilità notevolmente superiore e tendono a formare corrosione: il conducente che non li tiene all’asciutto in questa stagione dell'anno e parcheggia l'auto all'aperto per periodi prolungati scoprirà ben presto le prime tracce di ruggine. Mano a mano che progredisce, la corrosione può comportare un forte attrito dei freni, finendo addirittura per rendere necessaria la sostituzione dei dischi. Grazie alla composizione del materiale con fibra di carbonio, inattaccabile dall'ossidazione, e al carburo di silicio, i dischi freni carboceramici sono invece perfettamente solidi alla corrosione.

Resistenti e sicuri in qualsiasi condizione di frenata I materiali adottati garantiscono una resistenza termica decisamente elevata: nonostante ripetute frenature consecutive ad alta velocità, i dischi mantengono inalterata l’intensa azione frenante che li contraddistingue. Il tanto temuto fading, frequente anche in caso di discese molto ripide, viene praticamente escluso. Anche sotto il profilo dell’impianto frenante Audi ha voluto dotare il SUV Diesel più potente del mondo di componentistica eccellente in grado di contribuire a portare la sicurezza a un livello esemplare.

Un sistema frenante convenzionale sarebbe sicuramente stato in grado di far rallentare il SUV - che raggiunge la velocità di 250 km/h - fino all’arresto, ma non avrebbe potuto soddisfare gli elevati requisiti di comfort. Anche solo dopo una breve sequenza di frenature a fondo di questa vettura da 2.500 chilogrammi circa il carico termico può diventare così intenso da indurre processi di trasformazione strutturale della superficie dei dischi in ghisa grigia con conseguente formazione di irregolarità che in frenata il conducente percepisce come spiacevoli vibrazioni del volante o attrito dei freni. I dischi carboceramici, viceversa, "digeriscono" carichi termici addirittura superiori a 800 gradi centigradi, visto che sopportano temperature fino a 1.300 gradi centigradi. La struttura non subisce modificazioni neppure se immediatamente dopo vengono immersi in acqua fredda, mantenendo inalterate le proprie prestazioni.

Peso piuma A Ingolstadt, dove il disco hightech forato e ventilato internamente denominato "Audi ceramic" viene già proposto con successo come optional dei modelli A8, S8, R8 e RS, gli ingegneri addetti allo sviluppo del telaio apprezzano in particolar modo anche un altro vantaggio: i dischi carboceramici pesano solo circa la metà dei dischi in ghisa grigia. Questo significa che, nonostante l’uso del disco più grande (420x40 mm) prodotto da SGL Brakes, sull'asse anteriore incide un peso di soli 9,5 chilogrammi. Per quanto riguarda la pinza del freno, Audi ha scelto una versione fissa a otto pistoncini in alluminio che, in virtù di una superficie frenante totale di 250 cm2, offre valori di decelerazione impareggiabili. Per l'asse posteriore, che grazie allo scarico dinamico in decelerazione richiede valori di potenza frenante inferiori, vengono previsti dischi carboceramici da 370 millimetri spessi 30 millimetri abbinati a una pinza fissa in alluminio a quattro pistoncini (superficie frenante di 150 cm2). Il peso di questi dischi per freni carboceramici corrisponde rispettivamente a soli 7,2 chilogrammi, consentendo così un risparmio complessivo di quasi 30 chilogrammi rispetto alla ghisa grigia. Il risparmio di peso va a tutto vantaggio del consumo di carburante e quindi di un abbattimento delle emissioni di CO2.

La riduzione delle cosiddette masse non sospese offre all’Audi Q7 V12 TDI ulteriori vantaggi: i bassi carichi alla ruota incrementano la dinamica di marcia migliorando il comportamento dello sterzo e assicurando al contempo una maggiore aderenza al suolo in modo da poter mettere a punto con la massima precisione i sistemi elettronici di regolazione ABS e ESP in presenza di percorsi dinamici. La risposta dei dischi carboceramici, notevolmente migliore rispetto a quella dei dischi in ghisa grigia, contribuisce inoltre ad accorciare il percorso di arresto. Il conducente è in grado di avvertire questi vantaggi non appena appoggia il piede sul pedale del freno in quanto i dischi evidenziano una presa superiore, mentre il punto di pressione del freno rimane costante.

Carboceramica: un prodotto per la vita Nel corso dell’evoluzione prodotto la longevità del disco freno carboceramico SGL Brakes è stata ulteriormente incrementata. Utilizzato esclusivamente nell'ambito del traffico stradale pubblico, il disco può durare per tutta la vita della vettura, ossia fino a 350.000 chilometri.

Il livello ottimizzatodi resistenza all’abrasione si ottiene tramite applicazione di uno speciale strato di materiale di attrito sulla superficie del disco. Rispetto al corpo base del disco freno in carburo di silicio, è composto da fibre di carbonio più corte e una percentuale superiore di carburo di silicio che dona al disco caratteristiche di durezza analoghe a quelle del diamante. Tuttavia, l’elevata vita utile non è certo l’unico motivo per cui i proprietari di un’Audi Q7 V12 TDI avranno modo di apprezzare l’"Audi ceramic": i dischi carboceramici si distinguono per escludere completamente l'emissione di polveri, prevenendo a monte incrostazioni ostinate sui cerchi in lega.

Audi Q7 V12 TDI, di serie dischi freni carboceramici

Discussione 1

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Adolfo · 15 anni fa #
Non è esatto definirli complessivo freni + potente: qualunque impianto con materiale ferroso (ghisa, ovviamente) opportunamente dimensionato avrebbe le stesse prestazioni in termini di potenza decelerante. Il pregio maggiore è il peso dei dischi compositi, che contribuisce a un'abbassamento della massa generale del veicolo e - sopratutto - la massa non sospesa, che non può che migliorare l'handling del veicolo (come giustamente sopraddetto). Teniamo conto che le vetture sulle quali vengono offerti ( a prezzi non certo modici) hanno un disperato bisogno di pesi ridotti in quanto modelli quasi sempre sportivi o particolari, comunque bisognosi di "leggerezza" Argomento usura: non è vero che sono eterni o quasi. Anche loro subiscono il deterioramento dell'uso, ma il deterioramento non è visibile come avviene nel disco classico con lo spessore inferiore della superficie frenante rispetto allo spessore nominale. L'affaticamento ( o stress) termico/meccanico lo si può rilevare solo dalla perdita del loro peso in quanto, apparentemente, non mutano il loro aspetto. Ovviamente per i proprietari di simili veicoli la sostituzione di dischi freni cosi paricolari non è certo un problema...