Non poteva trovare una location migliore il colosso nipponico per sfatare definitivamente il concetto di “gomme da neve”, dove con questo termine generico si faceva riferimento a quei pneumatici con un battistrada artigliato che si montavano solo in condizioni di forti nevicate, come fossero delle catene. Giornate intense quelle trascorse nel cuore della catena alipina insieme ai tecnici della Bridgestone Italia per testare la nuova gamma di pneumatici invernali. Da alcuni anni queste coperture sono state sostituite dai pneumatici invernali, prodotti che riescono a garantire ottime prestazioni lungo tutto il periodo freddo e non solo su strade innevate. Temperature inferiori ai 7°C, pioggia, fango, brina, ghiaccio,oltre che la neve, sono tutte situazioni ambientali dove il pneumatico invernale mantiene un livello di sicurezza maggiore. Dunque i pneumatici invernali non sono più un’esigenza solo per chi percorre strade di montagna, ma un fondamentale elemento di sicurezza per tutti gli automobilisti che guidano nella stagione fredda.
Per raggiungere un elevato standard di prestazioni i tecnici hanno principalmente lavorato su tre aspetti della tecnologia: i componenti chimici della mescola definita termica, che reagisce a temperature vicine allo zero; il disegno del battistrada, per ridurre il pericolo di aquaplaning; la conformazione del singolo tassello che, grazie all’introduzione di solchi a lamelle, aumenta il numero degli spigoli che mordono il fondo stradale.
Rispetto a un pneumatico estivo l’invernale permette una riduzione degli spazi d’arresto variabile dal 15 al 40% a seconda delle condizioni del fondo, mantiene un’elevata trazione in accelerazione e in salita oltre a garantire una direzionalità superiore in curva. Non è corretto pensare che i recenti dispositivi elettronici di bordo che gestiscono la frenata, la trazione e la stabilità (ABS, TCS, ESP…) possano da soli compensare la riduzione dell’aderenza nelle condizioni limite, anzi. Solo disponendo di un pneumatico che mantiene sempre una buona aderenza è possibile beneficiare del lavoro dell’elettronica di bordo. Un esempio su tutti l’Abs. Non avendo pneumatici idonei quando si frena con decisione, gli spazi d’arresto si dilatano considerevolmente, proprio perché l’Abs continua a inserirsi in attesa che venga recuperata l’aderenza tra il battistrada e la strada.
Discorso per certi aspetti analogo per chi guida una berlina 4x4, un Crossover o un Suv. Non si pensi che muovendosi con un veicolo a trazione integrale si possano “magicamente” superare gli ostacoli della stagione fredda. Anzi in molte situazioni emergono negativamente le caratteristiche di queste auto come il peso, l’altezza del baricentro, le dimensioni generose dei pneumatici e la gestione elettronica della ripartizione della coppia e trazione. Il peso elevato e l’altezza del baricentro sono due aspetti che amplificano gli spazi d’arresto e le reazioni nei trasferimenti di carico. Una reazione improvvisa, o anche semplicemente una sterzata più brusca del solito, magari accompagnata da un colpo di freni, innesca sul fondo sdrucciolevole una reazione notevolmente amplificata della vettura. Il tutto diventa più evidente se i pneumatici, estivi, sono di un dimensionamento importante: 17, 18, 19” per una superficie d’appoggio di 225, 235, 245… mm, ormai misure comuni sulla maggior parte delle grosse 4x4. In questo caso la larghezza del battistrada diminuisce la pressione specifica sul fondo e crea un effetto di “galleggiamento” che riduce l’aderenza e la direzionalità. Con queste premesse si intuisce, e potrete provarlo di persona attraverso le prove che abbiamo predisposto in tutta sicurezza qui a Livigno, che le varie gestioni di ripartizione della trazione e della stabilità perdono parte dell’efficacia. Queste ultime, se non supportate da un buon pneumatico diventano troppo invasive o intervengono con un ritardo fisiologico, risultando poco efficaci.
Run Flat Tyre (RFT) pneumatici a pressione zero Come ormai molti sapranno i Run Flat sono quei pneumatici che possono circolare anche a pressione zero grazie a un fianco rinforzato autoportante. Questo deve essere in grado di sopportare il peso della vettura e contemporaneamente dissipare il calore che si genera in condizioni di esercizio a pressione zero. Bridgestone è riuscita a realizzare un pneumatico RFT dal peso contenuto (l’aumento del peso rispetto a un pneumatico tradizionale è contenuto tra il 5-8%) che garantisce una percorrenza massima di 80 km a 80 km/h. Ricordiamo che per gli invernali, come per gli estivi, i Run Flat vanno montati esclusivamente sulle vetture che dispongono del sistema di rilevamento della perdita di pressione, dunque con sensori che segnalano l’anomalia al conducente che nella maggior parte dei casi faticherebbe a rendersi conto della foratura e del successivo calo di pressione.
Perché scegliere i pneumatici Run Flat La presenza dei pneumatici Run Flat innanzitutto aumenta la sicurezza nel momento in cui avviene la foratura perché mantiene una buona direzionalità e garantisce sufficienti spazi di frenata. E’ poi di grande comodità perché la sostituzione della ruota forata può avvenire tranquillamente presso un gommista specializzato (visto che si possono percorrere fino a 80 km con la ruota sgonfia) e non lungo il ciglio di una strada trafficata e magari anche di notte. Non ultimo la presenza dei Run Flat aumenta la capacità della zona di carico perché non è necessario avere a bordo una tradizionale ruota di scorta. Fatta questa premessa è intuitivo capire che queste prerogative sono ancora più importanti nei mesi freddi e dunque Bridgestone ha deciso di trasferire la propria tecnologia Run Flat anche nella gamma dei pneumatici invernali Blizzak.
Immaginiamo una foratura tra le insidiose curve di un passo montano, lungo una strada statale ripida e senza rail di contenimento. Pensiamo solo per un attimo a dover sostituire la ruota bucata con la temperatura vicino allo zero, tra il fango, la pioggia o la neve, dove solo fissare il crick può essere un problema non indifferente. Lavorare a fianco della vettura con lo spazio appena sufficiente per due vetture e con il rischio di essere investiti o anche solamente schizzati dalla fanghiglia sollevata da chi ci passa vicino… Se forare è già di per se un fastidio un problema, d’inverno può diventare un incubo.
La sicurezza non ha costi aggiuntivi E’ sbagliato pensare che l’acquisto di un treno di pneumatici invernali incida pesantemente sui costi di gestione della propria vettura e ve lo spieghiamo con un esempio concreto. Proprio ritornando a considerare la polivalenza offerta dai recenti pneumatici invernali il loro beneficio in termini di prestazioni arriva tranquillamente a coprire un impiego di circa 4 mesi l’anno: orientativamente da inizio novembre ai primi di marzo. Considerando la vita media di una vettura pari a 5 anni, cioè 60 mesi. Dividiamo questo periodo in 40 mesi che definiamo “estivi” e i restanti 20 “invernali”. In 5 anni di vita possiamo ragionevolmente considerare di percorrere 125.000 km (25.000 km l’anno x 5) e di consumare 3 treni di pneumatici. Con un minimo di programmazione possiamo acquistare già nel primo autunno un treno dipneumatici invernali che monteremo a novembre e smonteremo all’inizio di marzo, per poi ripetere l’operazione negli anni successivi.
Come si può facilmente intuire questi 4 pneumatici invernali non saranno altro che uno dei tre treni che sostituiremo nell’arco di vita della nostra auto. Con questa gestione razionale avremo sempre il prodotto “stagionale” ideale senza costi aggiuntivi nel mantenimento dell’auto. Inoltre ad ogni cambio gomme potremmo valutare con il gommista di fiducia l’eventuale cambio del senso di rotazione dei pneumatici per avere il giusto consumo e sfruttare al meglio le performance. Ricordiamo che ormai ogni gommista di medie dimensioni offre ai propri clienti lo stoccaggio in magazzino dei pneumatici nel periodo in cui non vengono utilizzati e dunque anche i problemi di rimessaggio sono risolti.
Avvertenze utili Vorremmo concludere con qualche promemoria che ai più esperti potrà sembrare banale ma che riteniamo doveroso da comunicare agli automobilisti di tutti i giorni. -I pneumatici Run Flat vanno sempre montati su vetture che dispongono del rilevatore di pressione per segnalare immediatamente la foratura. -Montare sempre quattro pneumatici invernali. Anche sulle vetture con due sole ruote motrici è di fondamentale importanza avere la medesima tipologia di pneumatico su ogni asse per garantire il giusto bilanciamento. -I pneumatici Run Flat sono difficilmente riparabili. Dopo una foratura è sempre importante la sostituzione con una copertura nuova. -Non utilizzare mai la camera d’aria. -Ad ogni cambio annuale di pneumatico è consigliabile sostituire la valvola di gonfiaggio. Costa pochi centesimi di euro e anch’essa è sottoposta a stress termici. -Ancor più che per i pneumatici estivi gli invernali vanno sostituiti prima che lo spessore del battistrada scenda sotto i limiti del Codice della Strada. Nel caso degli estivi la legge fissa il limite minimo in 1.6 mm.
Nel caso dei pneumatici invernali il nostro Codice della Strada non fa distinzione ma il buon senso ci fa ritenere corretto il limite minimo imposto in alcune nazioni confinati come l’Austria che fissa il limite minimo del battistrada in 4.0 mm. Sotto di questa dimensione anche un M+S non è più reputato tale.
Cosa dice il codice della Strada: “Obbligo di catene a bordo” Solo i pneumatici M+S o 4 chiodati possono sostituire “l’obbligo di catene a bordo”. D’inverno abbiamo sentito spesso questo messaggio attraverso i notiziari televisivi e radiofonici, ma chi ha una vettura 4x4 o con solo 2 ruote motrici come si deve comportare?
L’articolo 122 del Regolamento del Codice della Strada al comma 8 recita: “Il segnale catene per neve deve essere usato per indicare l’obbligo di circolare, a partire dal punto di impianto del segnale, con catene da neve o con pneumatici da neve…” Pertanto il Ministero dei Trasporti ha più volte ribadito la perfetta equivalenza in ogni situazione, ovvero l’alternativa tra l’uso dei pneumatici invernali e le catene da neve montate. Per il Codice della strada non è sufficiente avere la vettura a trazione integrale, solo i pneumatici invernali (contraddistinti con la marcatura M&S, MS, M-S e M+S) sono equivalenti alle catene omologate e soddisfano dunque l’obbligo di legge. Per i pneumatici invernali M+S, la Direttiva Europea 92/23/CE prevede la possibilità di utilizzare a parità di misura, una categoria di velocità inferiore (minimo Q = 160 km/h), con l’apposizione di un apposito “bollino” di avvertimento all’interno della vettura. Per questi pneumatici non sono previste limitazioni di periodi d’uso.
Pneumatici chiodati I pneumatici chiodati sono utilizzabili in Italia dal 15 di novembre al 15 di marzo (salvo deroghe degli enti proprietari della strada). I chiodi non devono sporgere più di 1,5 mm e devono essere di un numero compreso tra gli 80 e i 160 su ogni gomma. I pneumatici chiodati devono essere montati su tutte le ruote per garantire uniformità di frenata. Inoltre sulle ruote posteriori è obbligatorio montare i paraspruzzi. La velocità massima d’impiego è di 120 km/h in autostrada e 90 km/h sulle strade statali.
Catene da neve Le catene da neve possono essere viste come un pratico sistema per superare le situazioni di neve improvvisa o di forti pendenze, ma non dimentichiamo due aspetti negativi dell’accorgimento. Parecchie vetture dell’ultima generazione hanno ruote di dimensioni generose e, come scritto nel Libretto di Circolazione di alcune, non sono “catenabili”. Questo per un oggettivo discorso di ingombro: le catene andrebbero a sfregare all’interno del passaruota, danneggiando i freni, le sospensioni e i bracci della scatola guida. Inoltre per legge con le catene non si possono superare i 50 km/h di velocità massima.
Le “calze” Vengono definite così quelle reti in materiale sintetico che si appoggiano sui pneumatici per ricreare un effetto “catena”. Attenzione perché pur garantendo una buona trazione nei primi km (poi le “calze” inevitabilmente si consumano) per il Codice della Strada non sono equiparate ai pneumatici M+S e alle catene, dunque non sono sufficienti per circolare quando si è in regime di “obbligo di catene a bordo”.
A tale riguardo, ricordiamo che in mancanza del rispetto del segnale “catene per neve obbligatorie” il conducente può essere soggetto a sanzioni e le Forze dell’Ordine possono prevedere la confisca e il fermo del mezzo.
Normative sulla circolazione all’estero: paese che vai, inverno che trovi AUSTRIA - Non esiste un vero obbligo di pneumatici invernali, ma l’utilizzo ne è suggerito, tant’è che più di un terzo delle auto in circolazione monta in inverno pneumatici M+S. Su alcuni percorsi alpini, l’obbligo dei pneumatici invernali o delle catene da neve è presegnalato da appositi cartelli stradali. I pneumatici chiodati sono ammessi per veicoli fino a 35 quintali, ma con limitazione della velocità. BENELUX - Non è prevista alcuna normativa speciale. I pneumatici invernali sono soltanto consigliati, soprattutto nelle regioni a rischio neve e ghiaccio. Sono vietati i chiodi. ESTONIA - Obbligo di circolazione per tutti i veicoli, nazionali e stranieri, con pneumatici invernali dal 1. dicembre a fine febbraio, con possibilità di estensione del periodo in relazione alle condizioni climatiche. Non sono permessi i chiodi. FINLANDIA - Obbligo di pneumatici invernali dal 1. Dicembre a fine Febbraio per tutti i veicoli che circolano sul territorio, siano essi immatricolati nel paese che stranieri. FRANCIA - Non c’è obbligo di pneumatici invernali, salvo apposita segnalazione dei cartelli stradali. Addirittura su particolari tipologie di strade può essere prescritto l’utilizzo di catene. Sono ammessi i pneumatici chiodati da inizio novembre a fine marzo, con limiti di velocità di 90 km/h sulle strade extraurbane e 50 km/h in città. Il veicolo deve essere identificato con un adesivo che segnala i pneumatici chiodati. GERMANIA - Non esiste ancora una normativa che impone l’uso di pneumatici invernali su tutte le strade. L’obbligo (in alternativa alle catene da neve) invece è sancito su alcuni percorsi montani in particolari condizioni climatiche, previa segnalazione con cartelli stradali specifici. Non sono ammessi i pneumatici chiodati. LETTONIA - Obbligo di pneumatici invernali per tutti i veicoli dal 1/12 a fine febbraio. LITUANIA - Obbligo di pneumatici invernali per tutti i veicoli dal 1/12 al 1/5. NORVEGIA - Tutti i veicoli immatricolati nel paese hanno l’obbligo di circolare con pneumatici invernali, quelli con targa estera ne sono esenti, ma è consigliato l’uso. POLONIA - Non è previsto alcun obbligo di pneumatici invernali, ma il buon senso ne consiglia l’utilizzo. REPUBBLICA CECA - Non c’è alcun obbligo di impiego di pneumatici invernali, ma il clima ne consiglia l’uso. SLOVENIA - Dal 15/11 al 15/3 vige l’obbligo di “equipaggiamento invernale”, vale a dire almeno due pneumatici invernali sulle ruote motrici o comunque quattro pneumatici estivi con profondità del battistrada di almeno 4 millimetri. SPAGNA - Non è prescritto alcun obbligo di pneumatici invernali, seppure in zone montane vi possano essere tratti regolamentati da cartelli che impongano pneumatici M+S o catene da neve. SVEZIA - L’obbligo di circolazione con pneumatici invernali è imposto soltanto per i veicoli non nazionali, ma è vivamente suggerito anche per le auto straniere. SVIZZERA - Sostanzialmente non c’è un obbligo imposto, ma l’uso dei pneumatici invernali è tradizionalmente diffuso. Le compagnie di assicurazione che emettono polizze kasko non risarciscono, infatti, i danni riportati dalla vettura se equipaggiata con pneumatici estivi durante la stagione invernale. Catene e chiodi sono ammessi, ed il loro uso - anche per veicoli 4X4 - è regolamentato da cartelli stradali, con limitazione della velocità a 80 km/h sulle strade extraurbane.
Colonna Sonora: GianVigo - Dream of myself GianVigo - The Aesthetic Bridge
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