Carmen Consoli, amore e musica nel segno di Elettra

Carmen Consoli, amore e musica nel segno di Elettra

cegliere il nome di una donna come titolo di un album significa rivolgerle una richiesta precisa, simile all’invocazione delle muse nei poemi classici,...

cegliere il nome di una donna come titolo di un album significa rivolgerle una richiesta precisa, simile all’invocazione delle muse nei poemi classici, affinché si faccia avanti per raccontarci la sua storia. Se Elettra decidesse ad un tratto, senza alcun preavviso, di arrivare fino a noi, concedendosi un viaggio nei nostri poco confortevoli giorni, che cosa avrebbe da dirci? Lei che è stata protagonista assoluta dei sogni dei più grandi drammaturghi greci, Sofocle, Euripide ed Eschilo, quale messaggio ci affiderebbe? Carmen Consoli per il suo ottavo lavoro si affida al simbolismo di questa eroina borghese, pazza sanguinaria, matricida e poi, ancora, rivale della sua stessa madre nella descrizione del complesso che porta il suo nome. Un simbolo dal carattere difficile e le potenzialità infinite soprattutto perché dietro di esso è possibile nascondere il vero protagonista dell’intero album: l’amore. I ruoli e le passioni si rincorrono attraverso le canzoni fino a vestire i panni della vittima, l’assassina, la straniera. I suoni ed i testi delle canzoni sono impregnati dal sentimento dell’immediatezza: la frase musicale procede per illuminazioni basandosi in modo particolare sulla sensibilità delle parole e delle melodie. Una finestra dunque, che si apre sia verso l’interno dell’essere umano alla ricerca della sua storia psicologica ed emotiva, sia all’esterno, verso la nostra società. In questo caso ad avere la meglio sono le figure grottesche ed i paradossi con i quali conviviamo da tempo. Non si avverte contrasto tra la volontà di raccontare l’uomo o la donna nella loro nudità mitica ed il bisogno di una giustizia poetica capace di rimettere le cose a posto. La generosità e la comprensione dell’artista nei confronti di tutte le caratteristiche dei propri personaggi permette loro di diventare cantastorie senza aspettative. A tratti sembra che la voce di Elettra renda possibile persino una confessione autobiografica, un ricordo prezioso che Carmen ha scelto di condividere staccandolo dal muro della sua memoria come una fotografia, una dolorosa cartolina. Un lavoro sicuramente interessante da parte della cantautrice catanese, fresca dei festeggiamenti dei dieci anni del lavoro 'Mediamente Isterica' (1998), l’album più rock di Carmen, quello che lei definisce il suo “album della vita”. Per festeggiare un compleanno così importante la cantautrice ha scelto di ripubblicarlo in edizione deluxe (la prima in Italia) inserendo nel disco rarities e outtakes dell’epoca sia della lavorazione in studio che delle performance live. Per una delle voci più caratteristiche del cinema italiana, interprete di brani ormai classici come 'L'eccezione' o 'L'ultimo bacio' (brano di punta dell'omonimo film di Gabriele Muccino, in cui Carmen appare anche in un cammeo), 'Elettra', in uscita il 30 ottobre, possiede tutti i presupposti per un ascolto attento da parte di un pubblico non solo di aficionados.

Carmen Consoli, amore e musica nel segno di Elettra

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