Alla fiera OutDoor di Friedrichshafen, Salewa non ha solamente messo in mostra le ultime novità per gli amanti della montagna, ma ha ospitato la cucina del Rifugio Fanes di San Vigilo di Marebbe, sottolineando in questo modo il profondo radicamento dell’azienda bolzanina con il territorio che la circonda. Da una quindicina di anni, gli operatori mondiali dell’articolo sportivo e più in generale delle discipline all’aria aperta, si danno appuntamento ad OutDoor, la più importante manifestazione fieristica di settore che si tiene tradizionalmente a metà luglio sulle rive tedesche del lago di Costanza. Anche nell’edizione appena conclusa, la protagonista del mondo outdoor è stata Salewa, l’azienda bolzanina che in oltre 70 anni di attività è diventata il brand di riferimento nel mondo della montagna. E la competenza alpina che tutto il modo riconosce all’azienda dell’aquila nera si è costruita anche grazie al territorio dove Salewa è cresciuta, l’Alto Adige. È per sancire lo stretto legame con la propria tradizione alpina che allo stand Salewa si è deciso di “esportare” anche la gastronomia del territorio e offrire ai propri ospiti un piatto caldo della tradizione altoatesina. In quattro giorni di fiera un efficiente terzetto di cuochi del Rifugio Fanes di San Vigilio di Marebbe (www.rifugiofanes.com), ha deliziato i visitatori dell’expo che tra le numerose novità presentate da Salewa, hanno potuto apprezzare la cucina ladina di Max di Fanes, il titolare del rifugio.
Un menù diverso ogni giorno che spaziava dalle tagliatelle mari e monti (rigorosamente fatte a mano) fino alla polenta e capriolo (quest’ultimo sostituito il venerdì dal baccalà), piatti reinterpretati dai maghi dei fornelli dell’Alto Adige. Un lavoro imponente se si pensa che nella prima giornata sono stati cucinati e serviti oltre 25 chili di pasta, soddisfando il palato di oltre 400 ospiti provenienti da tutto il mondo.
Un binomio quello tra la enogastronomia altoatesina e l’azienda Salewa già sperimentato con successo in occasione di ISPO a Monaco lo scorso inverno (in collaborazione con il rifugio Bellavista di Paul Grüner in Val Senales) e che vuole sottolineare il valore del legame al territorio e alla tradizione alpina del proprio marchio.
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