Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta – Recensione

Giochikoch mediaSquare Enix

Dragon Quest, da sempre tra le serie JRPG storiche più amate in assoluto in Giappone, risplende nell’undicesimo capitolo, intitolato “Echi di un’Era Perduta”. Il suo segreto? Essere rimasto ancorato al passato, migliorando in maniera impeccabile determinati aspetti! Preparatevi ad un’avventura indimenticabile, dunque, eroi. Benvenuti in Dragon Quest XI.

Dragon Quest e l’Occidente non hanno un feeling particolare, è risaputo. Vi basti sapere che il primo capitolo della serie ad essere pubblicato dalle nostre parti è stato addirittura l’ottavo, quel capolavoro intitolato “Dragon Quest VIII: L’Odissea del Re Maledetto”, pubblicato originariamente su PlayStation 2 e poi riproposto su Nintendo 3DS e dispositivi mobili (iOS e Android), anche se nella sua incarnazione mobile, purtroppo, manca dei sottotitoli in italiano. Quale grande occasione, quindi, per ricordare al mondo occidentale l’immensità di una serie come questa?

Mondo di gioco e protagonisti sono disegnati, come da tradizione, da Akira Toriyama (Dragon Ball… detto niente!). Ciò che va compreso di Dragon Quest XI è che offre tutto quello che il mondo degli JRPG ha costruito fin dagli anni ’80: mondi sconfinati, storie strappalacrime, una quantità mostruosa di attività secondarie da portare a termine, e un farming ossessivo, non necessariamente legato all’esplorazione. Ecco, Dragon Quest XI è tutto questo, ma con degli accorgimenti che sono stati implementati non per farlo essere al passo coi tempi, ma semplicemente per perfezionare una formula che ha sempre funzionato, rendendola praticamente perfetta.

Dragon Quest XI

Square-Enix ci offre un mondo sconfinato ed una storia articolata e lunghissima, piena di colpi di scena e di personaggi ben realizzati. Saranno necessarie circa 65 ore per portare a termine l’avventura principale e le missioni secondarie, ma ad attendervi, ancora, anche dopo i titoli di coda, vi saranno una quantità incredibile di oggetti da raccogliere e luoghi da esplorare, in totale libertà.

Ciò che è cambiato rispetto al passato è che, in primis, non sarà più necessario un allenamento intensivo (che richiederebbe ore) per combattere orde di nemici, semplicemente andando a zonzo per il mondo di gioco, senza altri scopi, per arrivare preparati ad uno scontro particolarmente impegnativo. I più perfezionisti tra di voi vorranno comunque arrivare in questi scontri chiave al meglio delle loro possibilità, ma è un elemento non più obbligatorio. Gli scontri saranno certo più impegnativi, ma in ogni caso ben bilanciati. Questo anche grazie ad un’attenta cura nella realizzazione di ogni compagno che farà compagnia all’eroe: in tutto, il team potrà contare su ben otto personaggi (inclusi noi stessi), ognuno con delle sue particolari caratteristiche ed abilità. Il fatto che ognuno di loro possegga, in maniera più o meno marcata, la capacità di curare se stesso e gli altri membri del gruppo, rende quasi impossibile realizzare un team sbilanciato.

Come da tradizione della serie, anche in Dragon Quest XI l’eroe non ha nome e non parla, una formula che può piacere o meno, ma deve essere accettata in quanto scelta precisa degli sviluppatori. A differenza di quanto visto fino ad ora, però, quantomeno sappiamo che il nostro alter ego digitale possiede le corde vocali, perché in combattimento, ed in altre situazioni particolari, quantomeno, emetterà dei suoni (al rilascio di determinati colpi, o quando si subisce un attacco).

Il mondo di gioco sembra essere uscito direttamente una fiaba: luoghi d’incanto, tenuti insieme da un susseguirsi incalzante di eventi e di missioni secondarie più o meno divertenti (sono davvero poche le occasioni in cui avvertirete noia o noterete una certa ripetitività). Inoltre, la cura nella localizzazione in italiano garantisce la presenza di dialetti completamente diversi gli uni dagli altri (ma, non temete, sempre nei limiti del comprensibile!). Come al solito, vi saranno tantissime creature diverse da sconfiggere, tra le quali non potevano di certo mancare i classici e storici slime, simboli stessi della serie. Fortunatamente, le creature compariranno a schermo da una certa distanza, in modo tale che il giocatore possa scegliere se affrontare uno scontro o proseguire dritto per la propria strada. Come percorrerla, poi, la strada, è una scelta che spetta al giocatore: che sia a piedi, via mare o tra le nuvole, si avrà sempre la possibilità di attivare (quasi sin dall’inizio dell’avventura) i comodi viaggi rapidi, che noi ci sentiamo di sconsigliare: rovina la magia dell’esplorazione!

Dragon Quest XI

Il ritmo di Dragon Quest XI è scandito da missioni e fasi di pace assoluta, che generalmente coincidono con l’entrata nelle numerosissime città presenti. Tra vicoli, casette e castelli si nascondono un’infinità di barili, collezionabili e libri dai quali apprendere ulteriori dettagli sul mondo di gioco. Tra le letture, troverete particolarmente utili le ricette, ed in questo caso vi ritroverete davanti ad un altro aspetto inedito per la serie: ogni oggetto da creare, al contrario di quanto accadeva ne L’Odissea del Re Maledetto, ad esempio, ha una propria ricetta, senza la possibilità di andare per tentativi, rischiando di “bruciare” risorse preziose. Un elemento che apprezziamo particolarmente, che impedisce di mandare in fumo decine e decine di ore di esplorazione in un solo secondo, a causa di un esperimento conclusosi con un nulla di fatto.

Il combat system è quanto di più classico si possa immaginare: i combattimenti vengono regolati dal solito sistema che ne scandisce i turni, con una piccola ma importantissima novità: il giocatore non ha più la possibilità di selezionare, in sequenza, l’attacco di ogni membro del team: ogni gesto da compiere (che sia per offendere il nemico o per curare un membro del gruppo) dovrà essere deciso di volta in volta, turno dopo turno. Tutto ciò rende i combattimenti più strategici e, semplicemente, più sensati. Un altro aspetto che migliora quanto di “classico” questo titolo possiede. Tra abilità da sbloccare, colpi multipli e alterazioni di stati, ne vedrete delle belle!

Tra le normali creature che oseranno ostacolarvi il cammino vi saranno gli immancabili boss. I combattimenti contro queste creature poste a difesa di (o al termine del) dungeon sono estremamente bilanciati e molto meno ostici rispetto al passato, dove il giocatore rischiava di buttare via minuti e minuti di gioco in pochissimi attimi, a causa di colpi subiti contraddistinti da una potenza devastante. Capito il modo di agire della creatura che sbarra la strada al nostro eroe, il resto dipende da noi, come in una emozionante (e coloratissima) partita a scacchi.

Dragon Quest XI

Altro particolare che abbiamo particolarmente apprezzato è che tutti componenti del gruppo guadagnano punti esperienza, anche quelli non attivi in quella determinata missione (si può partire in viaggio con un massimo di 4 protagonisti, incluso il proprio eroe). Inoltre, se dallo scontro si dovesse uscir sconfitti, i 4 compagni, rimasti nelle “retrovie”, si attiveranno per dare al giocatore una vera e propria seconda chance.

Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta, è in definitiva il miglior Gioco di Ruolo classico mai sviluppato da Square-Enix, e senza dubbio il migliore dell’intera saga. Non ha praticamente punti negativi; offre un mondo incantevole, una trama appassionante e ricca di personaggi, un sistema di combattimento a turni rivisto e migliorato, e la solita, calda, magica colonna sonora, le cui note sembrano seguire il tratto della matita di Toriyama, è la ciliegina sulla torta. Un titolo praticamente imperdibile per gli appassionati del genere, e assolutamente da vivere per tutti gli altri giocatori. Continua così, Square-Enix!

VOTO: 9.5 / 10

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