God of War - Recensione

God of War - Recensione

A cinque anni di distanza dalla sua ultima apparizione (God of War: Ascension, PlayStation 3), Kratos ritorna sulla scena videoludica con un nuovo...

A cinque anni di distanza dalla sua ultima apparizione (God of War: Ascension, PlayStation 3), Kratos ritorna sulla scena videoludica con un nuovo capitolo della serie, primo su PlayStation 4 (in esclusiva, come da tradizione): "God of War". Nient'altro, esatto. A simboleggiare una rinascita in termini di gameplay, senza però essere un "reboot", quindi tenendo conto di tutti gli eventi narrati fino ad oggi.

Creato da David Jeffe ed ora diretto da Cory Barlog (Santa Monica Studio, uno studio di sviluppo interno a Sony Computer Entertainment), Kratos è l'assoluto protagonista della serie: rigorosamente incazzato, perennemente in lotta contro il mondo, e più nello specifico contro l'intero pantheon degli Dei greci, nel corso degli anni ogni Dio è caduto sotto le sue lame infuocate, dai tempi della PlayStation 2, nel 2005, con il primo capitolo, passando per gli episodi realizzati esclusivamente su PSP e PsVita (rimasterizzati su Ps3 qualche anno più tardi), fino, appunto, ad oggi. Ma questo non è un God of War qualsiasi: questo è un nuovo God of War. Nuovo.

https://www.youtube.com/watch?v=P1ejSa_gonc

La mitologia greca lascia il posto a quella norrena, quindi date il benvenuto a Freyja, Thor, Loki e tante altre divinità (se non lo avete ancora fatto, vi consigliamo di divorare la Serie TV "Vikings", tanto per entrare in atmosfera!). Per questione di spoiler, non possiamo davvero rivelarvi nulla sulla trama, perché rischieremmo di rovinarvi delle importanti "sorprese" fin dai primissimi istanti di gioco. Quello che però sanno ormai anche le rocce, è che Kratos sarà per la prima volta accompagnato, durante tutta la sua avventura, da suo figlio Atreus. I due saranno impegnati a portare a termine un lungo viaggio (per uno scopo, che, come detto, sarà meglio scoprire da soli), imbattendosi in nemici di ogni sorta, come da tradizione della serie.

Dicevamo: "Questo è un nuovo God of War". Lo è davvero. Gli sviluppatori hanno, con molto coraggio, stravolto gran parte delle meccaniche gameplay per permettere a questa serie di restare al passo coi tempi, esattamente come Ubisoft ha scelto di fare con Assassin's Creed: Origins. La scelta di stravolgere quasi tutti ci sentiamo di promuoverla in pieno, prima di tutto perché, come scoprirete, le cose hanno funzionato alla grande, in secondo luogo perché proporre una giocabilità progettata nel 2005, nel 2018, sarebbe stato forse un gesto ancora più coraggioso (se non folle, osiamo dire!).

Ecco dunque la prima novità: addio alle spade infuocate, addio alle catene! Kratos imbraccia la temibile ascia "Leviatano" con la quale può eseguire attacchi leggeri o potenti o, in caso di nemici a distanza, può prendere la mira e lanciarla in pieno petto a tutte le creature che oseranno ostacolargli il cammino. Il rischio di perdere l'arma è inesistente, perché tramite un apposito comando, l'ascia può essere richiamata telepaticamente (infliggendo danni anche nel percorso di "ritorno" alle sfortunate creature che si troveranno in traiettoria). Il sistema di combattimento è arricchito dalla possibilità di schivare i colpi (una volta assegnati alla leva destra, ora dedicata esclusivamente alla regolazione dell'inquadratura, che per la prima volta nella serie, è libera). La più grande modifica apportata al gameplay è senza dubbio quella relativa al sistema di crescita del personaggio che, esattamente come in un gioco di ruolo, offre all'aumentare dei punti esperienza nuove abilità, con la possibilità di potenziare armi, equipaggiamento ed armatura, con tanto di rune a rafforzare determinati bonus, sia essi dedicati alla difesa che all'attacco (o a proprietà benefiche, come il ripristino automatico della salute durante i combattimenti). Che God of War sia un prodotto di incredibile fattura lo si nota dall'attenzione ai dettagli: la profondità del sistema di combattimento è arricchita dalla possibilità di combattere a mani nude (se l'ascia non viene richiamata): in questo modo, colpendo ripetutamente il nemico con pugni, calci e colpi di scudo, si avrà la possibilità di stordirlo, effettuando dunque quella che in Mortal Kombat non esiteremmo un secondo a definire "Fatality" (anche se, purtroppo, si è scelto di rinunciare alle storiche sequenze in Quick-Time Event, automatizzando il colpo finale, rendendolo una semplice sequenza da osservare). Inoltre, nel caso in cui la situazione dovesse farsi particolarmente complicata, potrete fare affidamento alla "Rabbia" di Kratos: premendo simultaneamente R3 ed L3, il nostro eroe passerà in una modalità "potenziata", dove ogni attacco provocherà una quantità maggiore di danni, ed i colpi subiti non influiranno sulla barra della vita, ma su quella della stessa Rabbia (che, dunque, avrà una durata inferiore in caso di troppi colpi assorbiti). Aggiungete a tutto ciò la perfezione dell'Intelligenza Artificiale che regola i comportamenti di Atreus, il quale sarà sempre pronto ad offrirvi supporto scagliando frecce di varia natura dal suo arco.

I combattimenti, come avrete intuito, sono un vero spettacolo. Questo grazie anche all'incredibile qualità delle animazioni: raramente abbiamo assistito, in altri videogames, dei nemici reagire in maniera così credibile ad un qualsiasi impatto (sia esso un attacco leggero o semplicemente devastante). I corpi si piegano, volano in aria, ricadono, ma sempre ancorati ad un concetto di credibilità insito nelle meccaniche di gioco prestabilite dagli sviluppatori, roba che nemmeno nei picchiaduro possiamo affermare di aver osservato in tutta la nostra vita. I colpi, oltre che vederli sullo schermo, sia quelli subiti che quelli inferti, li "sentirete" davvero grazie anche alla perfetta gestione delle vibrazioni del DualShock 4: a quanto pare, negli studi di Santa Monica hanno una particolare passione per la gestione di questo aspetto! Anche nelle sequenze non interattive, qualsiasi evento viene narrato al giocatore non solo tramite pixel, ma tramite continue vibrazioni del controller, donando un senso d'immersività di un livello senza pari, che ci piacerebbe trovare in molti altri videogames, in maniera molto più marcata rispetto a quanto visto fino ad ora.

God of War non è solo combattimenti, ma anche esplorazione: il nuovo capitolo della serie non è un Open World, sia chiaro, ma gli ambienti di gioco presentano più zone da esplorare rispetto al passato. La vostra curiosità darà i suoi frutti, premiandovi con casse nascoste ed oggetti importanti per la crescita di Kratos ed il miglioramento di armi ed equipaggiamento. Meno notevoli le fasi dove è richiesto usare l'ingegno per risolvere dei puzzle, che non ci hanno sorpreso per geniale particolarità. La nota positiva è che, non richiedendo chissà quale ingegno, non spezzeranno il ritmo più di tanto, tra missioni secondarie e storia principale da portare a termine.

A livello tecnico, God of War è un assoluto spettacolo per gli occhi: su PlayStation 4 Pro è possibile scegliere tra la risoluzione 4K a 30fps, o a 1080p con frame-rate variabile tra i 40fps ed i 60fps. Anche sulla versione "non Pro" di PlayStation 4 il gioco è un'autentica meraviglia per gli occhi, grazie ad un lavoro incredibile dei grafici al lavoro sul progetto. God of War, sotto questo punto di vista, è sempre stato una garanzia, tra scenari evocativi e creature di ogni sorta (e di dimensioni titaniche, il più delle volte!).

God of War richiede tra le 25 e le 30 ora circa per portare a termine la missione principale. Volendo però completare ogni secondarie, e volendo raccogliere ogni oggetto presente nel mondo di gioco, il numero delle ore sale vertiginosamente, raggiungendo le quasi 60. Il titolo non offre alcun tipo di modalità online e un'ulteriore fattore che può innalzare la valutazione della longevità del titolo è data dalla struttura dell'EndGame: i giocatori potranno scegliere tra il combattere tutti i boss comparsi durante la storia (con particolari regole di combattimento), o avventurarsi in una zona completamente avvolta dalla nebbia, dove vi è poco tempo a disposizione per raccogliere quanti più oggetti e tesori possibili, prima che Kratos smetta di respirare.

Aggiungete a tutto ciò, infine, la splendida regia (ed il fantastico doppiaggio in italiano) che, narrando la storia in maniera impeccabile, non potrà fare altro che tenervi inchiodati alla poltrona fino al gran finale. Questo è, senza dubbio, un nuovo inizio per la serie di God of War. Non vorrete mica perdervi lo spettacolo?!

VOTO: 9 / 10

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