Il Monte-Carlo di Paolo Raviglione e Omar Bergo

Il Monte-Carlo di Paolo Raviglione e Omar Bergo

“E’ stata una gara molto difficile … ma anche molto emozionante: basti pensare che il passaggio sul mitico Touriní l’ho fatto con le lacrime agli occhi!

“E’ stata una gara molto difficile … ma anche molto emozionante: basti pensare che il passaggio sul mitico Touriní l’ho fatto con le lacrime agli occhi!” Sono queste, a bocce ferme, le parole con cui il pilota Biella Motor Team, Paolo Raviglione, racconta il Monte-Carlo 2009, gara che ha corso la scorsa settimana (ha concluso al 26° posto assoluto) in coppia con il navigatore Mauro Cavagnetto su di una Citroen C2 R2 A6 della BP Racing di Montecatini (Pistoia). “L’hanno detto tutti, anche i grandi: questo è stato uno dei Monte-Carlo più difficili; basti pensare che abbiamo fatto più di 300 chilometri di trasferimento tutti sulla neve. In gara, poi ci è successo di tutto, fin dall’inizio. Nella seconda prova abbiamo prima picchiato sul retro, poi siamo finiti fuori strada, in una buca; ne siamo usciti solo grazie all’intervento del pubblico, che ci ha letteralmente tirato fuori a forza! Siamo allora andati avanti “al risparmio” anche perché, nelle prove totalmente innevate, non avevamo la trazione per fare altro! Ciò nonostante, a causa del ghiaccio, ci siamo piantati altre tre volte e poi, nella dodicesima speciale, siamo usciti di strada piegando una ruota; così abbiamo finito la prova con una ruota aperta. A quel punto l’obbiettivo era proprio e soltanto arrivare, per cui l’ultimo giro l’abbiamo fatto … andando a spasso e divertendoci … sempre di traverso, però!” Chi invece al Monte-Carlo 2009 non si è divertito per niente è stato l’altro equipaggio della scuderia Biella Motor Team al via, composto dai giovani Omar Bergo e Alessandro Rappoldi. La loro Suzuki Swift N2 ha infatti inspiegabilmente accusato problemi fin da subito e sono così stati costretti a fermarsi “a soli 5 chilometri dalla fine della prima prova speciale”. “Non siamo ancora riusciti a capire cosa è successo” spiega sconsolato il giovane biellese; “nella prima prova eravamo partiti con le asciutto intagliate e, dopo soli 10 chilometri, avevamo preso e passato i due equipaggi che ci precedevano. Poi, a metà prova, l'acqua ha iniziato a salire di temperatura e la macchina ha perso potenza. Pur “alzando il piede” sono riuscito ad arrivare a fine prova 41° assoluto, 3° di classe e 1° degli “under 23”; ma poi niente, abbiamo dovuto fermarci. Forse a causa della ventola che non raffreddava o di qualche altro componente guasto, sì è bruciata la guarnizione della testa e la nostra gara è finita lì”. Quali sono gli appuntamenti del 2009? “Quest’anno, oltre a qualche gara locale, farò ancora la Suzuki Rallye Cup” spiega Bergo “in questa stagione articolata su complessive 8 gare fra TRA e CIR. Poi, nella seconda parte della stagione, molto probabilmente farò anche le gare su terra sempre organizzate nel’ambito del monomarca Suzuki”. Diverso è il discorso di Raviglione. “Il Monte-Carlo è stata la mia ultima gara” spiega il pilota biellese; “ora mi dedicherò a mia figlia Sabina, che quest’anno, in attesa di avere la patente, correrà in pista il Trofeo 500 o il Driver Trophy con una Citroen C2. E poi continuerò a fare il direttore sportivo dell’Arrow Team, scuderia che gareggia con i kart”.

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