Jerry Ahrlin, dalla Svezia a Livigno per vincere la Sgambeda

E' stata la Svezia la grande protagonista nella XVII edizione della Sgambeda. Sotto lo striscione d'arrivo nel centro fondo di Livigno il primo a tagliare...

E' stata la Svezia la grande protagonista nella XVII edizione della Sgambeda. Sotto lo striscione d'arrivo nel centro fondo di Livigno il primo a tagliare il traguardo è stato Jerry Ahrlin, 28enne svedese di Ostersund che, nonostante prediliga la tecnica classica allo skating, oggi è stato l'assoluto dominatore della granfondo a tecnica libera. Dopo il primo dei due giri da 20 chilometri circa, Ahrlin ha attuato una tattica ad elastico fatta di continui attacchi, volti a sfiancare gli avversari e a fare selezione tra i fuggitivi. Da un gruppo iniziale composto da una trentina di componenti si è passati a un plotone di sette elementi: naturale pensare allo sprint finale fatto di giochi di squadra tra i vari compagni di squadra: i due norvege si Jorgen Aukland e Oeystein Andersen contro gli italiani Biagio Di Santo delle Fiamme Gialle, Tullio Grandelis dei Carabinieri e Marco Fiorentini (giovane talento delle Fiamme Oro). C'era anche Roberto De Zolt nel gruppo, e tutti hanno pensato al terzo sigillo del bellunese, ma all'entrata nello stadio del fondo è stato lo svedese Ahrlin a presentarsi davanti con un margine sufficiente per alzare le braccia al cielo e infilarsi nella corona d'alloro del vincitore. Alle sue spalle uno splendido Marco Fiorentini e terzo posto per Biagio Di Santo. Ai piedi del podio i due norvegesi Aukland e Andersen ma ci rifaremo alla Marcialonga hanno detto all'unisono una volta tagliato il traguardo. Problemi di sci e di ritardo di condizione per Fulvio Valbusa, che ha preferito fermarsi al traguardo intermedio dei 22,5 chilometri, mentre l'altro oro olim pico annunciato, Bjoern Lind, non si è presentato al via. Il varesino Marco Cattaneo che ha corso con il pettorale rosso in quanto vincitore della passata FIS Marathon Cup, ha chiuso al nono posto, ma la stagione della Coppa del Mondo delle granfondo è ancora lunga e ci sarà tempo per recuperare punti preziosi.

E LE DONNE

Dopo le vittorie del 2003 e 2004 la piemontese Lara Peyrot aggiunge anche quella del 2006, conquistata con una gara magistrale dominata dall'inizio alla fine, nonostante una condizione di neve che ha rallentato l'intera corsa. Piazza d'onore, con 3'17 di distacco dalla Peyrot, per la svedese Jenny Hansson che ha unito la gioia del suo podio con quella del fidanzato Jerry, vincitore della gara maschile. Al terzo posto Veronica Cavallar che ha ceduto allo sprint alla scandinava, dopo aver speso tutte le energie nel recuperare il distacco. Ad attender la sul traguardo il fresco marito (si sono sposati ad ottobre) Bruno Carrara che ha chiuso al 12esimo posto assoluto. Quarto posto e un filo di delusione per la svedese Elin Ek a quasi 9 minuti dalla nostra azzurra che, a questo punto, mira a conservare la leadership nella FIS Marathon Cup e, perché no, puntare a una legittima vittoria finale dopo un secondo posto nel 2005 e un terzo nel 2006. Gabriella Paruzzi, entrata nella nazionale di lunghe distanze, si è ritirata dopo circa un giro e i primi punti di Coppa li raccoglierà il 14 gennaio prossimo in Cekia con la 50 chilometri della Jizerska Padesatka: una gara in tecnica classica, la stessa tecnica con la quale vinse l'oro a Salt Lake City nel 2002.

LA GARA CORTA E QUALCHE CURIOSITA'

Nella gara dei 22,5 chilometri vittoria di Fulvio Scola su Alan Martinelli e Giuliano Braus. Tra le donne successo della slovacca Patarina Garajova su Denise Dellagiacoma e Lisa Brocard. Molti i personaggi sportivi prestati da altre discipline in gara quest'oggi, tra questi Marzio Deho (98), uno dei più forti specialisti nelle granfondo di mountain bike, e Mario Poletti (skyrunner vincitore di varie maratone nel cielo. Per restare in tema di discipline nordiche da segnalare la presenza di Igor Glushkov (46), iridato di skiroll, e brilla ancora la stella 41enne di Daniel Sandoz (28), vincitore di due Engadin Ski Marathon (1987 e 1992) che organizza a Livigno di settimane di stage per appassionati in vista dell'avvio della stagione.

CLASSIFICHE ASSOLUTE

Overall Uomini 42 km

1. Ahrlin Jerry 1978 SWE 1:44.00 (8) 2. Fiorentini Marco 81 ITA 1:44.02 (22) 3. Di Santo Biagio 77 ITA 1:44.06 (10) 4. Aukland Jorgen 75 NOR 1:44.07 (9) 5. Andersen Oeystein 77 NOR 1:44.09 (14) 6. De Zolt Roberto 70 ITA 1:44.09 (17) 7. Grandelis Tullio 77 ITA 1:44.17 (19) 8. Debertolis Bruno 78 ITA 1:45.16 (32) 9. Cattaneo Marco 74 ITA 1:45.20 (1) 10.Clementi Federico 84 ITA 1:45.39 (11)

Overall Donne 42 km

1. Peyrot Lara 1975 ITA 1:56.38 (pettorale 2004) 2. Hansson Jenny 80 SWE 1:59.56 (2007) 3. Cavallar Veronica 83 ITA 1:59.58 (2003) 4. Ek Elin 73 SWE 2:05.32 (2002) 5. Rigamonti Alessandra 81 ITA 2:06.17 (2022)

Overall Uomini 22 km

1. Scola Fulvio 1982 ITA 55.59 (pettorale 21) 2. Martinelli Alan 85 ITA 56.01 (54) 3. Pietrogiovanna Daniel 84 ITA 56.02 (95) 4. Fernandez Christian 85 SPA 56.04 (29) 5. Galli Morris 81 ITA 56.05 (30) 6. Bonetta Stefano 85 ITA 56.05 (58) 7. Yeuilla Daniel 85 ITA 56.13 (20) 8. Braus Giuliano 86 ITA 56.22 (87) 9. Tovagliati Manuel 81 ITA 56.30 (60) 10.Grab Pascal 84 CH- 56.59 (104)

Overall Donne 22 km

1. Garajova Patarina 1987 SVK 1:05.12 (pettorale 2072) 2. Dellagiacoma Denise 86 ITA 1:05.52 (2010) 3. Brocard Elisa 84 ITA 1:06.23 (2006) 4. Calder Katherine 81 AUS 1:07.07 (2073) 5. Rosa Anna 80 ITA 1:09.42 (2015)

INTERVISTE

Jerry Ahrlin 1h44'00

Oggi è stato decisamente faticoso, la neve era terribilmente lenta, ma non ho risentito dell'altitudine perché sono stato ad allenarmi in quota. Tra i miei prossimi impegni ci sono la gara in Repubblica Ceca, secondo appuntamento della Fis Marathon Cup e poi naturalmente Marcialonga e Koenig Ludwig Lauf, anche se l'obiettivo più grande per me è a Oslo con la Hollmenkollen.

Marco Fiorentini 1h44'02

Purtroppo oggi Ahrlin aveva una marcia in più e si è visto dal passaggio a metà in poi si è tirato dietro per tutto il secondo giro e noi non abbiamo potuto fare niente. Ho cercato di stare davanti e di giocarmela così perché so che le volate non sono proprio il mio forte. Sabato prossimo ci sono i campionati italiani, dove spero di fare bene, così poi da potermi concentrare sul resto della stagione e decidere i prossimi impegni.

Biagio Di Santo 1h44'06

Sicuramente quello di oggi alla Sgambeda è un ottimo risultato, visto anche gli atleti che hanno preso il via. Certo, salire sul gradino più alto del podio è un'altra cosa, ma non può sempre andare bene. Lo scorso anno ce l'ho fatta allo sprint, si parte sempre per vincere, mi sono preparato bene, la stagione è appena cominciate e spero di portare più risultati possibili.

Lara Peyrot 1h56'38

Non pensavo di farcela da sola e conquistare per la terza volta la Sgambeda. Oggi la gara è stata impegnativa per via della neve lenta, tanto che al termine della primo giro quasi mi veniva voglia di fermarmi, ma le sensazioni erano positive, non ho avuto cedimenti dall'inizio alla fine e i materiali sono andati bene. Diciamo che a confronto delle mie solite partenze a rallentatore questa volta sono riuscita a partire bene. Mi sono attaccata dietro alla svedese e a Gabriella soprattutto al primo giro e poi ho cercato un trenino per fare un buon ritmo.

Jenny Hannson 1h59'56

Oggi avevo un paio di sci che sembravano missile e con una neve come questa era importante avere attrezzi veloci. Ho patito l'altitudine di Livigno soprattutto nel primo giro. Il resto della stagione? Punterò alla FIS Marathon Cup.

Veronica Cavallar 1h59'58

Sono molto contenta, anche se ero lì lì per arrivare seconda, la Hansson da brava svedese ha avuto la meglio allo sprint. Io ho recuperato il distacco che avevo accusato a metà gara e alla fine non ne avevo più. Pazienza.

Fulvio Valbusa

Come primo approccio della stagione, oggi alla Sgambeda di Livigno non mi posso lamentare, non è andata male, va bene così. Sono venuto qui per fare un po' di allenamento e ho scelto la Sgambeda perché ho pensato che con un pettorale addosso forse si poteva fare qualche cosa in più. Non ho cercato di testare le mie condizioni e le mie sensazioni, ma la base c'è, il lavoro c'è, ora bisogna solo sperare che la neve arrivi anche a casa. Programmi futuri? Essendo ancora vice campione del mondo della 15 km tento la qualificazione ai mondiali di Sapporo, se non andrà allora vorrà dire che punterò tutto su Marcialonga e Vasaloppet.

Gabriella Paruzzi

Decisamente dura come esperienza quella di oggi alla Sgambeda di Livigno, anche se l'aspetto bello è che ho potuto apprezzare il mio sport che ho praticato per moltissimi anni in una condizione diversa, senza l'ansia o le perplessità di una coppa del mondo. Vivere intensamente la manifestazione e vivere l'esperienza del calore del pubblico mentre corro e ripensare a quella che è stata la mia vita fino a sei mesi fa. Mi auguro di aver lasciato un ricordo in questi anni di attività, ripenso in questi giorni ad una squadra che ho lasciato e ai contattati che ero abituata ad avere con le persone all'interno della squadra e che mi mancano, ma credo di essermi lasciata alle spalle le competizione che erano sempre il mio timore più grosso. Ora guardo le gare e le vivo da spettatrice e da tifosa come già quelle di questi giorni dove vedo che ci s ono atlete che sono in grado di ottenere risultati come Arianna Follis, ora capisco e mi immedesimo in quelle persone. La mia stagione sulla neve è comunque appena iniziata, ho tanti bambini a casa che mi aspettano perché come SCI CAI do una mano al nostro sci club per coltivare forse qualche talento, speriamo. Cerco di vivere questo periodo con particolare attenzione anche verso la mia famiglia che forse ho trascurato più di tutto il resto nella mia vita.

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