Quarant'anni fa, al Salone di Bruxelles del 1986, Lamborghini riscriveva la storia dell'auto presentando la LM002, il primo vero "Super SUV". Questo modello rivoluzionario non era solo un'auto estrema, ma una dichiarazione d'intenti che univa il DNA sportivo della Casa di Sant'Agata Bolognese a una straordinaria capacità fuoristradistica, mai vista prima su un veicolo di questa categoria.
"La LM002 rappresenta una delle radici della visione Lamborghini contemporanea", ha sottolineato Stephan Winkelmann, Chairman e CEO di Automobili Lamborghini. "Avveniristica per i suoi tempi, ha anticipato il concetto di Super SUV, ispirando non solo il nostro approccio al prodotto, ma anche elementi del design che ritroviamo ancora oggi nella famiglia Urus".
Le origini della LM002 partono dai progetti pionieristici Cheetah e LM001, sviluppati tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta. Il prototipo Cheetah, svelato nel 1977 al Salone di Ginevra, nasceva come veicolo militare a trazione integrale, con carrozzeria aperta e telaio tubolare in acciaio. Equipaggiato con un V8 Chrysler posteriore-centrale e trazione integrale permanente, era capace di prestazioni fuori dal comune per l'epoca, raggiungendo una velocità massima di 167 km/h. Nonostante sia rimasto un esemplare unico, la Cheetah rappresentò una rivoluzione tecnica e filosofica, tracciando il sentiero per i futuri 4x4 del marchio.
Il successivo sviluppo portò alla LM001, presentata nel 1981 con carrozzeria chiusa a quattro porte e posizionamento ancora posteriore del motore (V8 AMC da 5,9 litri). Le criticità riscontrate sui terreni difficili spinsero il team diretto da Giulio Alfieri a spostare il propulsore in posizione anteriore: nasce così la LMA, vera base tecnica della LM002. Nel 1982 la LMA esordisce con il V12 della Countach, cambio manuale ZF a cinque marce dotato di ridotte e trazione selezionabile, dimostrando una netta evoluzione in stabilità e controllo su pendenze estreme.
Accanto a queste varianti, nel 1983 viene sviluppata la LM003, equipaggiata con un diesel VM Motori da 150 CV, progetto però abbandonato per limiti prestazionali. Più estremo ancora il prototipo LM004 del 1985, dotato di un V12 da 7 litri derivato dalla nautica, ma fermato dall'eccessivo peso e da questioni di affidabilità.
Il 1986 segna la svolta definitiva con il debutto della LM002, prima "Super SUV" prodotta in serie. Dotata del celebre V12 Countach Quattrovalvole da 5.167 cc (450 CV nella versione europea, 420 CV nel mercato USA con iniezione elettronica e catalizzatori), questa fuoristrada mastodontica da oltre 2.700 kg sfiora i 210 km/h e può superare pendenze del 120%. La trasmissione prevede cambio manuale ZF a 5 marce e riduttore, trazione integrale inseribile e tre differenziali autobloccanti con valori fino al 100% su quello centrale.
La LM002 stupisce non solo per le prestazioni ma anche per la raffinatezza tecnica. La sua struttura tubolare rinforzata resistendo a sollecitazioni estreme, sospensioni indipendenti con escursioni generose e la capacità di attraversare corsi d'acqua profondi fino a 82 cm la rendono un vero colosso tutto-terreno. Gli pneumatici Pirelli Scorpion BK, sviluppati appositamente con carcassa ultrarobusta e "orecchie" laterali per galleggiare sulle dune, rappresentano un esempio pionieristico di collaborazione tra brand.
All'interno, la LM002 offre lusso artigianale: pelle pregiata, radica, aria condizionata, impianto stereo e dotazioni da berlina di alta gamma. Con un prezzo di 169 milioni di lire nel 1987 e una produzione limitata a 301 esemplari, la LM002 rimane oggi uno dei più esclusivi e desiderati oggetti di culto dell'automobilismo d'élite.
Nel 1989 fa il suo debutto la versione LM/American, pensata per il mercato statunitense con iniezione elettronica multipoint e specifiche ambientali rafforzate. Anche la partecipazione al celebre "One Lap of America" con Sandro Munari al volante contribuisce a cementare il mito internazionale della LM002.
L'eredità della LM002 vive oggi nei Super SUV di nuova generazione. È stata infatti la pioniera che ha aperto la strada alla Lamborghini Urus, concept presentato nel 2012 e messo in produzione dal 2017. Oggi la Urus può vantare prestazioni da record, con una velocità massima di 305 km/h, confermando il ruolo visionario che la LM002 ebbe nel segmento dei SUV di lusso ad alte prestazioni.
La tutela e la valorizzazione della LM002 sono oggi affidate al Lamborghini Polo Storico, il reparto specialistico della Casa dedicato al restauro e alla salvaguardia dei modelli classici. Grazie anche alla collaborazione con Pirelli, che ha riportato in produzione gli pneumatici Scorpion BK per i collezionisti e i clienti LM002, questo mito dell'off-road continua a vivere nelle esposizioni e sulle strade. Dal 9 giugno, la LM002 torna protagonista al Museo Lamborghini di Sant'Agata Bolognese, dove viene celebrato il 40° anniversario con una installazione dedicata. Così, dopo quattro decenni, il primo Super SUV Lamborghini resta un punto di riferimento assoluto e testimonianza indelebile dello spirito innovatore del Toro.
Discussione 0
Ancora nessun commento. Sii il primo a commentare!