Le Strane Idee degli Scarlatti Garage

Le Strane Idee degli Scarlatti Garage

"Strane Idee" è il primo album deglli Scarlatti Garage pubblicato da Suonivisioni e distribuito da Jestrai, uscito il 29 gennaio 2010. Giunge a circa un...

"Strane Idee" è il primo album deglli Scarlatti Garage pubblicato da Suonivisioni e distribuito da Jestrai, uscito il 29 gennaio 2010. Giunge a circa un anno dall'EP che porta il loro nome e che li ha resi noti fuori dai confini campani. La cosa non è stata difficile, visto che sono considerati dalla critica come "una felice anomalia" nel panorama musicale partenopeo, e considerando anche che il lro singolo "La radio" è stato scelto da Radio Uno della Raicome sigla di chiusura del programma "Demo". Gli Scarlatti Garage nascono agli inizi del 2004, da un idea di Dario Lapelazzuli, voce e autore dei brani. La formazione è composta da: Dario Lapelazzuli voce e chitarra, Carlo De Luca chitarra, Paolo Vitale basso e noise effects e Maurizio De Siena alla Batteria. E' Paolo Vitale l'incaricato alla ricerca del sound giusto per la banda. Di lì a poco comunque, gli Scarlatti Garage cominciano ad attirare una notevole curiosità attorno a sé che si concretizza con i primi articoli sui giornali locali (la Repubblica; Roma; Cronache di Napoli; Metropolis) e con la partecipazione a numerosi Festival e Concorsi: Sud Rock Festival, Premio della critica al Bad Habit Festival di Caserta, selezioni finali di Arezzo Wave, primo posto al Jah Bless Music Contest, selezioni finali dell’Atellana Festival, e, grazie alla collaborazione con Suonivisioni, cominciano i primi concerti in giro per l’Italia e quindi la produzione dell’EP “Scarlatti Garage” (Suonivisioni-Febbraio 2009), prima dell'album oggetto di questo articolo. Quali sono le "strane idee" di Lapelazzuli e soci, dunque? In realtà, è prima di tutto giusta la definizione di "felice anomalia" coniata dalla critica. Anomalia, naturalmente, nel panorama del contesto partenopeo. La decisione di affrontare temi più universali e rinunciare inoltre a qualsiasi sonorità che sia caratteristica o localizzabile è una bella prova di coraggio. Sicuramente il mondo degli Scarlatti Garage è popolato da figure e idee solo apparentemente strane. Tra i testi più efficaci, 'People are strange' e 'Superstar' appaiono come lastre disilluse della contemporaneità e delle contraddizioni di chi la vive, come noi e come loro, perché no. In linea generale, c'è una piacevole vena malinconica che pervade l'album anche quando i riff si fanno duri; un'ulteriore contrasto che richiede un ascolto attento del sound del gruppo partenopeo. Sul piano musicale, lo spunto più evidente è la commistione in continua definizione tra rock puro e melodie più leggere. Sicuramente il ritmo cresce con l'avanzamento delle tracce. 'L'uomo nero' e 'La radio', che è il singolo che ha lanciato l'album, sono i pezzi più pop e blandi dell'album e, secondo chi scrive, se da una parte nulla aggiungono a quanto già sentito, dall'altra preparano una bella sorpresa nel momento in cui si ascoltano le tracce a seguire. I ritmi si fanno serrati, la chitarra più distorta, ma i toni del cantato rimangono gentili e i testi, come anticipato, non hanno bisogno di cattiveria per veicolare un messaggio critico - esemplare 'Non è colpa mia'. Anche gli effetti di Vitale trovano una maggiore aderenza quando il pattern musicale si irrigidisce. Persino una ballata sui generis come 'Dejà vu', con i suoi arpeggi, la ritmica in controtempo e il testo malinconico e forse non originalissimo, riesce a diventare emozionante proprio nel momento in cui si distacca dalla tentazione di diventare pop grazie soprattutto al gioco di piatti della batteria di Maurizio De Siena. Complessivamente, "Strane Idee" è probabilmente un album 'meditativo': gli Scarlatti Garage infatti si sono posti davanti a un bivio, volontariamente o no, e il pubblico non può fare altro che aiutarli nella scelta. Rock, pop o miscela? Nonostante il successo de 'La radio', da queste parti, vista la conoscenza palmare del rock che traspare soprattutto nella parte centrale dell'album, si pensa che forse bisognerebbe partire da quella base per poi elaborare un prodotto originale, anche imperfetto, perché no.

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