Life During Wartime, la nuova black comedy di Todd Solondz

Life During Wartime, la nuova black comedy di Todd Solondz

Life During Wartime è l'ultimo film di Todd Solondz, presentato a Venezia 2009 e gran successo di critica - in Italia dal 16 aprile distribuito da Archibald.

Life During Wartime è l'ultimo film di Todd Solondz, presentato a Venezia 2009 e gran successo di critica - in Italia dal 16 aprile distribuito da Archibald. Ripartendo dal bellissimo Happiness, Solondz torna a narrare, attraverso gli occhi di tre sorelle, le cui famiglie sono vittime di pesantissime tragedie quali pedofilia, depressione e solitudine, un'America che esiste e di cui nessuno vuol parlare. Il racconto è basato su due tematiche, forgive and forget, perdonare e (o) dimenticare... se si dimentica, non si perdona; se si perdona, spesso non si dimentica. La questione del perdono e dei suoi confini si insinua attraverso una serie di storie d’amore che si intrecciano, fornendo chiarezza e, probabilmente, alternative al sollievo che dà l’oblio. Sono passati dieci anni dalle scioccanti e tragiche rivelazioni che hanno mandato in frantumi il mondo della famiglia Jordan. Ora, i fantasmi si aggirano e incombono, tormentano e consolano mentre Joy (Shirley Henderson) scopre che suo marito Allen (Michael Kenneth Williams) non è del tutto guarito dal suo peculiare “disturbo” e fugge alla ricerca di conforto e consiglio da parte di sua madre e delle sue sorelle. Viene perseguitata da visioni del suo ex corteggiatore Andy (Paul Reubens), ora deceduto, che tuttavia continua nel suo intento di conquistarla. Ognuno dei componenti della famiglia di Joy è coinvolto nel proprio dilemma particolare. Sua sorella Trish (Allison Janney) sta rimettendo in piedi la sua vita con i suoi figli dopo aver scoperto che suo marito psichiatra abusava dei ragazzini. Incontra Harvey (Michael Lerner), un uomo divorziato, solitario, vicino alla pensione, e spera che una nuova presenza maschile in casa possa riportare stabilità al suo fragile nucleo familiare. Helen (Ally Sheedy), la terza sorella, si sente vittimizzata sia dalla sua famiglia sia dal successo conquistato ad Hollywood, mentre la loro madre Mona (Renée Taylor) non riesce a liberarsi dell’amarezza che prova nei confronti degli uomini. Nel frattempo, il figlio di Harvey, Mark (Rich Pecci), combatte con il suo isolamento sociale e un profondo pessimismo. Bill (Ciáran Hinds), l’ex marito di Trish, è appena uscito di prigione e cerca di rimettersi in contatto con suo figlio maggiore Billy (Chris Marquette), ma non prima di aver trovato un momento di conforto con Jacqueline (Charlotte Rampling), una donna inquieta che trascura ogni cautela nella sua disperata ricerca d’amore. Il figlio minore di Trish e Bill, Timmy (Dylan Riley Snyder), affronta il passaggio all’età adulta cercando di dare un senso alle rivelazioni sulla sua infanzia di cui è appena venuto a conoscenza. Mentre questi personaggi e queste trame si incastrano, si dilatano e si scontrano, si compone un quadro emotivamente risonante di individui che sono prigionieri dell’amore e della vita. Alternando divertente e tragico, oltraggioso e toccante, Life During Wartime si presenta come un’audace commedia dall’inaspettata sonorità.

In quella che è in parte seguito e in parte variazione dell’acclamato Happiness, tre sorelle e le persone da loro amate lottano per riuscire a trovare il loro posto in un mondo imprevedibile e precario in cui il passato perseguita il presente e mette a repentaglio il futuro. Nel 1995, Fuga dalla scuola media (Welcome to the Dollhouse), un quadro spietato e divertente dell’inquietudine negli anni della scuola media, sancisce lo sceneggiatore e regista Todd Solondz come voce stimolante ed originale del cinema. Da allora, Solondz ha creato una serie di film accuratamente costruiti e spietatamente personali che hanno rafforzato la sua reputazione quale uno dei registi contemporanei più avvincenti ed originali. Nel suo ultimo film, Life During Wartime, Solondz rivisita la famiglia Jordan, che aveva già presentato al pubblico nel 1998 nel suo film Happiness. “C’è un intervallo di dieci anni tra gli eventi di Happiness e quelli di Life During Wartime”, dichiara Solondz. “Tuttavia preferisco non essere obbligato dalla letteralità temporale o circostanziale. Amo cogliere le cose alla sprovvista, avvicinarle da un angolo nuovo. Per esempio, alcuni personaggi sono invecchiati di cinque anni, altri di venti. Alcune storie sono state trasformate. Ho fatto in modo che l’elemento razziale non fosse statico. Naturalmente il cast è completamente differente. In questa maniera è più divertente ed interessante”. Il produttore Elizabeth Redleaf era venuta a conoscenza del progetto da Mike S. Ryan, che aveva prodotto nel 2004 il film di Solondz Palindromes, durante il volo che la portava al Festival di Cannes. “Mi chiese se volevo vedere una nuova sceneggiatura di Todd”, ricorda Redleaf. “Conoscevo bene il suo lavoro, per cui rimasi molto incuriosita. Due giorni dopo ebbi l’occasione di leggere la sceneggiatura, e dopo aver letto appena quattro pagine capii subito di voler realizzare questo film”. Quando, all’inizio del 2008, Redleaf e la sua partner Christine Kunewa Walker fondarono la compagnia di produzione, Werc Werk Works, avevano esaminato il tipo di registi con cui intendevano collaborare. “Una delle persone di cui avevamo discusso era Todd Solondz”, ricorda Walker. “La combinazione del talento di Todd, la sceneggiatura e il nostro desiderio di stabilire uno standard di produzione cinematografica di qualità ci hanno subito spronate a voler essere coinvolte”. Redleaf ricorda chiaramente l’esperienza di vedere per la prima volta il film Happiness. “Per tutta la durata del film non riuscivo a smettere di ridere. Lo considero uno dei migliori esempi di black comedy che abbia mai visto”. Anche Walzer, dopo aver visto il film per la prima volta, è rimasta colpita nello stesso modo dalla visione originale di Solondz. “La prima volta che ho visto Happiness, sono rimasta assolutamente sbalordita e scioccata”, dice. “Mi rendevo conto che si trattava di un film notevole e che eravamo di fronte all’opera di un importante regista. Ho rivisto il film molte altre volte da allora, ed ogni volta diventa sempre più divertente”. Solondz sostiene di aver scritto il film conferendogli un carattere autonomo. “Non mi aspetto che nessuno ricordi nulla del primo film — o dei miei film precedenti. Quando ho scritto questo film qualche anno fa, non era nei miei piani scrivere ciò che ho scritto: è successo e basta. I personaggi mi sono ritornati in mente e sono partito da lì”. Essere sul set con Solondz è stata un’esperienza rivelatrice per i produttori. “È stato incredibile osservarlo all’opera”, dice Walker. “Non sono molte le persone che hanno questo privilegio, perché lui è molto riservato sul suo modo di lavorare. Considera i fotogrammi come una tela bianca. In ogni fotogramma, quando parla con gli attori e ritocca le loro recitazioni, è come se aggiungesse sfumature alla tela. Per esempio, potrebbe chiedere loro di ripetere la stessa battuta, questa volta però con una tazza tra le mani. Nella scena in cui Trish è al ristorante con Joy, durante le riprese Todd dirigeva seduto sotto il tavolo. Se si osservano le riprese in successione, ci si rende conto che stava letteralmente costruendo la scena, che, ad ogni ripresa, migliorava sempre di più. In questo modo gli attori avevano tempo per sviluppare la loro interpretazione”. Life During Wartime è ambientato principalmente in Florida, New Jersey, Los Angeles e Oregon, ma la maggior parte delle riprese sono state girate in Portorico. La produzione è stata gestita da una troupe in gran parte portoricana, anche se il regista aveva portato con sé alcuni elementi chiave – inclusi la scenografa Roshelle Berliner e il direttore della fotografia Ed Lachman. Redleaf nota che i film di Solondz hanno “una certa piattezza visiva che li pone al confine tra realtà e graphic novel (romanzi a fumetti), dove le emozioni possono essere più intense. La scenografia è veramente notevole. È piena di forme geometriche e colori assoluti. La stanza di Timmy è tappezzata di enormi fotografie di jet. I romanzi a fumetti sono così – ti danno un piccolo quadratino di informazione che non è realistica, ma neanche falsa”. Il produttore è estremamente contento del look ottenuto da Lachman. “È duro ma nello stesso tempo sofisticato. Lo chiamo il fattore ‘Ed’”. “Todd ha un distinto mondo tematico in cui colloca i suoi personaggi. Come direttore della fotografia il mio compito consiste nel cercare di trovare il linguaggio visivo che meglio porta avanti la storia che sta raccontando. Sta a me entrare nel suo mondo e ricreare i temi delle sue storie attraverso le immagini. Le immagini non sono solo esteticamente piacevoli: rappresentano anche l’identità dei personaggi, dove si trovano e l’esperienza emotiva che stanno vivendo”. A fianco di Lachman ha lavorato Sam Kretchmar, un tecnico di digital imaging specializzato nel sistema RED, che ha fornito consigli tecnici. La tecnologia RED rappresenta lo standard supremo nella realizzazione di film ad alta definizione, e offre al regista una qualità più cinematografica grazie ad immagini a più alta risoluzione e un controllo migliore sulla profondità di campo rispetto alle altre tecnologie HD. “Questo film mostra una grande empatia per i personaggi”, nota il direttore della fotografia. “Non sono fumetti o cliché di persone, ciò nondimeno credo sia interessante avere una certa tensione tra la loro umanità e il mondo visuale nel quale sono incastrati. Lo definirei un tipo di realismo poetico ed espressionista. “Todd è un regista molto collaborativo. Abbiamo esaminato insieme tutta la sceneggiatura, riga per riga. Come sceneggiatore ha una profonda comprensione di ciò che accade. Sa quali sono le immagini giuste tuttavia mi permette di partecipare con lui nella ricerca delle immagini per raccontare la storia. È il massimo che un direttore della fotografia possa desiderare”.

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