Rondò Veneziano annuncia il suo atteso ritorno sulle scene internazionali con The Grand Return - World Tour 2026, in partenza dall'Italia il 12 luglio 2026 al Lazzaretto di Bergamo. Una delle formazioni italiane più riconoscibili nel panorama musicale, amata in tutto il mondo per la capacità di unire eleganza barocca, melodie senza tempo e spettacolarità orchestrale, rilancia così il proprio progetto dopo anni di successi e innovazione.
La nuova tournée segna una tappa simbolica nella storia del gruppo, che riparte da Bergamo prima di calcare numerosi palcoscenici internazionali. Dopo l'inaugurazione italiana, sono già in programma due importanti appuntamenti a Bucarest (Ateneul Roman, 15 novembre 2026) e Reggio Calabria (Teatro Cilea, 28 novembre 2026). Ulteriori date in Italia e all'estero verranno ufficializzate prossimamente.
Fondato nel 1980 dall'idea di Freddy Naggiar e del Maestro Gian Piero Reverberi, Rondò Veneziano ha rappresentato fin dagli esordi una rivoluzione creativa: composizioni originali firmate dal Maestro Reverberi, arricchite da rimandi alla musica da camera e sinfonica, con una forte ispirazione barocca. Una ricetta musicale capace di fondere la raffinatezza della musica antica con soluzioni moderne, portando ad una nuova forma espressiva che coniuga il passato all'innovazione tecnologica.
Il gruppo ha costruito negli anni un'identità sonora e visiva inconfondibile: dai costumi settecenteschi dei musicisti alle copertine degli album, dai videoclip agli arrangiamenti raffinati, ogni dettaglio contribuisce a evocare il passato senza perdere la connessione con la contemporaneità.
Dopo aver conquistato il pubblico italiano e aver ottenuto notorietà a livello internazionale - in particolare in Germania, Svizzera e Austria - Rondò Veneziano ha saputo imporsi con capolavori ormai entrati nell'immaginario collettivo come La Serenissima e Sinfonia per un Addio. La loro musica è stata spesso definita pop classico: un mix originale di ritmo, melodia e arrangiamenti di qualità, sempre con un richiamo allo stile vivaldiano e al Settecento italiano.
Una delle principali novità di questa nuova fase è il passaggio del testimone dal Maestro Gian Piero Reverberi a Stefano Marchioro, storico collaboratore chiamato a raccogliere l'eredità artistica assumendo il ruolo di Direttore Artistico, pianista e direttore d'orchestra della formazione.
Discussione 0
Ancora nessun commento. Sii il primo a commentare!