Shadow of the Tomb Raider – Recensione

Giochikoch mediaSquare Enix

Lara Croft ritorna in Shadow of the Tomb Raider, chiudendo con successo la seconda trilogia Square Enix e Crystal Dynamics, completando in questo modo una fantastica opera di reboot per la serie!

In Shadow of the Tomb Raider ritroviamo una Lara più adulta e agguerrita. Il titolo è ambientato nei meravigliosi anfratti della giungla Peruviana e l’intero panorama è dominato da splendide piramidi e rovine Maya di varia natura. Quale scenario migliore per Miss Croft?! Raggi di luce filtrano tra la fitta vegetazione ferendo gli occhi e illuminano specchi d’acqua in maniera incredibilmente realistica. Shadow of the Tomb Raider è un’assoluta meraviglia per gli occhi, soprattutto se avete la fortuna di poter fare affidamento sui 4K e sulla tecnologia HDR offerte da PlayStation 4 Pro e Xbox One. Non manca la solita opzione che permette all’utente di scegliere tra qualità grafica e stabilità del frame-rate. In ogni caso, resterete estasiati durante le fasi di esplorazione.

Ecco, esplorazione. La parolina magica. In Shadow of the Tomb Raider nulla è più importante dell’esplorazione. Questo terzo capitolo dell’opera di reboot di Square Enix è. a nostro parere, lo chiariamo fin da subito, il migliore della serie anche (e soprattutto) per questo aspetto. Ve la ricordate, voi, l’emozione e il senso di smarrimento che coglievano il giocatore avviando il primo Tomb Raider, nel lontano 1996, sulla prima PlayStation, su Saturn o attraverso un PC? Ecco, quel senso di disorientamento, quella netta sensazione di sentirsi perduti in un ambiente di gioco tanto ostile quanto magnifico alla vista, è la più bella “cosa” che questo Tomb Raider è in grado di offrire. Più volte vi ritroverete a controllare la mappa, anche dopo pochi passi, per essere sicuri di non tornare indietro per errore. Una bellissima sensazione degna del nome che porta la serie e della sua storica protagonista. Gli artisti che hanno lavorato a questo terzo capitolo della serie, poi, dovevano essere particolarmente ispirati, perché ogni scenario (ove gli eventi della trama, che vedono la nostra eroina lottare contro i soliti cattivoni de “La Trinità”, sono incastonati) toglie letteralmente il fiato. Come in Uncharted, poi, vi è una cura maniacale per l’acqua, e la sua presenza è costante per tutto il corso dell’avventura. Le animazioni sono come al solito fantastiche, ma in questo capitolo abbiamo notato qualche problema di interazione di troppo con gli ambienti circostanti. In più di un ‘occasione ci è capitati di precipitare senza apparente motivo a causa di un’inspiegabile presa andata a vuoto, che sembrava di semplice lettura. Nulla in grado di compromettere l’esperienza di gioco nel suo complesso, anche grazie al solito intelligente uso dei checkpoint, ben posizionati fino al termine dell’avventura.

Le fasi di esplorazioni non sono fine a se stesse. In Shadow of the Tomb Raider ci sono tantissimi manufatti da raccogliere ed iscrizioni antiche da decifrare. In pochi minuti, dopo l’inizio dell’avventura, la vostra mappa sarà un “incendio” di missioni secondarie segnalate, per un totale di circa 30 ore di longevità. Perfettamente negli standard delle avventure odierne (e anche qualcosina in più). Non mancano le Cripte e le Tombe, eccezionali per level design e bellezza complessiva degli scenari nelle quali sono immerse. In Shadow of the Tomb Raider vi sono ben 9 Tombe, e altre arriveranno nelle prossime settimane grazie ad appositi DLC. Avventurarsi nelle Tombe, inoltre, è un’attività che si dimostra piuttosto varua: alcune sono dedicate esclusivamente all’esplorazione stessa degli ambienti, altre sono fortemente incentrate sulle sparatorie contro… scopritelo da soli!

Per quanto riguarda la trama principale e gli eventi ad essa collegati, non abbiamo purtroppo notato un incremento della qualità generale del prodotto. Esattamente come nei due capitoli precedenti, la qualità dei dialoghi e della recitazione non riescono, nemmeno in questo caso, a stregare del tutto il giocatore, che più di una volta dovrà chiudere un occhio (sarebbe meglio dire “un orecchio”) su alcuni scambi di battute davvero ai limiti del ridicolo. Per fortuna, sono piccoli momento di calo, in un prodotto di qualità ben sopra la media, come ormai da tradizione per la serie.

Sebbene Shadow of the Tomb Raider sia dedicato principalmente all’esplorazione, non mancheranno le solite sequenze di combattimento, dove al giocatore viene data libertà assoluta in termini di approccio. Indubbiamente, così come “consigliato” dagli sviluppatori fin dal primo trailer mostrato, il meglio dei combattimenti di Shadow of the Tomb Raider è rappresentato dall’approccio stealth. Muoversi nell’ombra risulta essere spesso la scelta migliore, semplicemente perché la più intelligente. Finalmente, poi, un comodo indicatore a schermo segnala se, al momento di scagliare un attacco, qualcuno nelle vicinanze potrebbe accorgersi che qualcosa non quadra. Si potrà quindi evitare di mandare all’aria un’intera sessione stealth sin dai primi passi, sin dalle prime scelte compiute. L’arsenale di Lara è quanto di più classico si possa immaginare: pistole, mitragliatrici, fucili a pompa, ma il meglio è dato dall’arco: veloce, silenzioso, perfetto per una Lara che vuole fondersi cromaticamente con la giungla, spuntando solo all’ultimo istante ed eliminando il nemico nella maniera più spettacolare possibile. La giungla sa essere anche amica di Miss Croft: determinate risorse naturali permettono a Lara di ottenere momentanei bonus all’attacco, alla difesa o all’agilità, oltre al classico sistema basato sui punti esperienza, che permettono a loro volta di sbloccare abilità specifiche e potenziare armi ed equipaggiamento della nostra eroina.

Tra le missioni principali, quelle secondarie e l’esplorazione di Tombe e Cripte, Lara potrà riprendere fiato in tre splendidi villaggi, tutti costruiti ai margini delle rovine Maya. Anche il solo esplorarli regala un’emozione unica, grazie alla cura riposta nella creazione di ambienti convincenti. La colonna sonora vive di alcuni momenti epici ma difficilmente sarà ricordata negli anni a venire. Il più delle volte, accompagna in maniera anonima lo svolgersi degli eventi. Ed è proprio da questo aspetto che la serie Square Enix deve ripartire. Completata questa trilogia, ora vogliamo di più. Vogliamo che la storia sia narrata con maggiore enfasi, e che il doppiaggio sia più curato. Mondi di gioco, così meravigliosamente realizzati, il fantastico brivido dell’esplorazione e la protagonista femminile più amata dai videogiocatori di tutti i tempi meritano un deciso salto in avanti, oltre trappole mortali, oltre ruscelli, fiumi, piranha, proiettili, esplosioni. Oltre tutto questo, Tomb Raider dovrà, da ora in poi, crescere ancora, senza fermarsi o, peggio ancora, senza ripiombare in una “inutile sufficienza”. La strada è quella giusta. La mappa per proseguire deve essere trovata da Crystal Dynamics!

Shadow of the Tomb Raider è, in definitiva, il miglior capitolo della trilogia da quando Square Enix ha deciso di effettuare un opera di reboot dell’intera serie. Questo titolo sarà particolarmente apprezzato dagli amanti dell’esplorazione, che mai come in questo capitolo rappresenta la parte centrale dell’intera esperienza videoludica offerta. Vestire i panni di Lara Croft è sempre stato fantastico. In Shadow of the Tomb Raider, un po’ di più. Imperdibile per i fan della serie, fantastico per tutti coloro che vogliono andare a caccia di tesori, perdendosi tra foreste, corsi d’acqua, piramidi e rovine Maya. Chiedere di meglio, è quasi impossibile!

VOTO: 8.5 / 10

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