Si può fare al Tuscia Film Fest

Si può fare al Tuscia Film Fest

Dopo l'apertura con Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, con la serata di martedì 30 giugno il Tuscia Film Fest - direttore artistico Italo Moscati -...

Dopo l'apertura con Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, con la serata di martedì 30 giugno il Tuscia Film Fest - direttore artistico Italo Moscati - inizia a rendere omaggio allle opere più significative del cinema italiano dell’ultima stagione. Ospite alla Rocca Albornoz di Viterbo (ore 21.15) sarà il regista Giulio Manfredonia che incontrerà il pubblico per presentare il suo ultimo film Si può fare. L'incontro con Manfredonia sarà moderato dal critico cinematografico Steve Della Casa. Interpretato da Claudio Bisio, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston, Giorgio Colangeli, Si può fare - vincitore del David di Donatello Giovani 2009 – è ambientato a Milano negli anni ‘80. Nello è un sindacalista le cui posizioni non vengono più gradite dai colleghi, per cui viene mandato in una cooperativa di ex malati mentali. Contro il parere degli psichiatri, si batterà perché i ragazzi imparino un mestiere e siano in grado di mantenersi riappropriandosi della loro dignità. L’incontro con Giulio Manfredonia e la proiezione di Si può fare saranno preceduti dalla proiezione del cortometraggio Il cappellino di Giuseppe Marco Albano (ore 21), nell’ambito della sezione corti del TFF. In caso di maltempo, l’intera serata avrà luogo al Cinema Metropolitan, in Via del Pavone, a cento metri di distanza dalla Rocca Albornoz.

Dopo Si può fare, il Tuscia Film Fest proseguirà giovedì 2 luglio con lo scrittore e sceneggiatore Umberto Contarello, ospite della serata organizzata in collaborazione con il Premio Tarquinia-Cardarelli diretto da Massimo Onofri, e la proiezione del film Questione di cuore di Francesca Archibugi.

GIULIO MANFREDONIA Nonostante sia figlio di un ingegnere e di una casalinga, in famiglia respira aria di cinema in quanto la sorella della mamma è sposata con Luigi Comencini. Esordisce nel cinema con il cortometraggio Tanti auguri (1998). Dopo aver collaborato con lo zio Luigi, ha lavorato in quasi tutti i film di Cristina Comencini. Convinto che il cinema sia un mestiere che non si può improvvisare, ha fatto l'aiuto regista per più di un decennio prima di passare alla regia. Nel 2001 ha diretto Se fossi in te, il suo primo lungometraggio.

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