Nelville Flynn (Samuel L. Jackson), un agente dell’FBI, deve scortare il testimone oculare di un omicidio su un volo per Los Angeles. Di certo non può immaginare che a 10000 metri d’altezza si scatenerà l’inferno: una moltitudine di serpenti velenosi liberati a bordo dell’aereo con l’obiettivo di uccidere il suo protetto. L’agente Flynn, con l’aiuto del pilota e del personale di volo ridotto all’osso, dovrà a tutti i costi portare a termine il suo lavoro e salvare la vita all’intero equipaggio. Un titolo stupido. Così l’ambiente cinematografico aveva liquidato Snakes on a plane, biasimando la New Line che ne aveva acquisito i diritti dalla Paramount. I dubbi risiedevano soprattutto sul cast: chi mai avrebbe accettato di prendere parte ad un progetto dal titolo tanto bizzarro? Ebbene… “È stato il titolo a conquistarmi di primo acchito” ha dichiarato Samuel L Jackson. “Mi è sembrato un concetto eccellente” dice Jackson. “Intrappolati su un aeroplano con un sacco di serpenti. Chi non vorrebbe vedere uno spettacolo del genere? È un incredibile mix di tutte le più orribili fobie- la paura di volare, l’altezza, i serpenti, il terrore di stare in uno spazio angusto. Fortunatamente, io non ho nessuna di queste paure. Io ci sto bene con i serpenti…” E la pellicola è diventata un vero fenomeno. Un caso. Un film destinato a diventare un vero cult. Durante la fase di lavorazione della pellicola, il tam tam su Internet (sapientemente imbeccato dalla produzione, a ricordare The Blair Witch Project) è stato tale da generare un entusiasmo senza precedenti. Tanto che, quando si è sparsa la voce che c’era l’intenzione di apportare una modifica al titolo, trasformandolo in Pacific Air Flight 121, la comunità dei fan è insorta, sostenendo l’attore protagonista che si è opposto. Jackson racconta: “ho firmato il mio contratto per un film che si chiama Snakes on a plane; ma quando sono arrivato sul posto campeggiavano un sacco di poster con il titolo Pacific Air Flight 121…cosa diavolo sarebbe Pacific Air Flight 121?!...non se ne parla nemmeno! Poi mi hanno spiegato che si trattava solo di esperimenti interni”. L’entusiasmo dei fans di è anche tradotto in un contributo concreto. Terminata la produzione, infatti, il regista Ellis ha deciso di rimettersi al lavoro, e alle riprese sono stati così aggiunti spezzoni e apportate modifiche. Ellis ammette di aver monitorato ed aver interagito con il traffico generato su Internet dalla pellicola. “Ho preso l’abitudine di visitare i siti dei fan e ho notato il malcontento per il presunto cambio di titolo. Stavano, inoltre, prendendo piede delle “liste dei desideri” con tutto quello che si sarebbe voluto vedere nel film. Alcune idee erano così buone che non ho potuto fare a meno di prenderle seriamente in considerazione e realizzarle. Avevo l’opportunità mai avuta prima di plasmare il film secondo i desideri dei fans”.
Mai il film di una major era stato modificato per soddisfare i desideri dei fan. Snakes on a plane sarà la prima pellicola ad approdare nelle sale “aggiustata” per aderire maggiormente ai gusti espressi dalla comunità dei fan. “La gente, i critici in particolare” racconta Jackson “hanno sempre influenzato le altre arti. Era solo questione di tempo, ma è normale che presto o tardi anche gli studios comincino ad ascoltare i fans. È una specie di enorme focus group, composto da persone creative davvero interessate alla pellicola”.
Il risultato è un film spettacolare, divertente ed adrenalinico.
“La gente ha bisogno di divertirsi” spiega Jackson. “La vita è troppo breve. Film come questo parlano del divertimento di andare al cinema. Quando ero piccolo guardavo film come “Dracula” e “The thing form outer Space” e “Tarantula”-gente che fugge da formiche giganti ed impazzite. È un gioco. Ti spaventi, gridi un po’, e ti diverti. Non tutti i film hanno il compito di riflettere la realtà. La maggior parte della gente va al cinema per evadere dalla realtà. Ne abbiamo già abbastanza di cattive notizie reali dall’informazione quotidiana”.
LA FRASE: “Non ne posso più di questi fottuti serpenti su questo fottuto aeroplano”. Nata e diventata popolare sul web ed inglobata nella sceneggiatura, questa frase pronunciata da Samuel L. Jackson è diventata un vero tormentone.
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