The Cambodian Room: Situations with Antoine D’Agata, film documentario di Tommaso Lusena e Giuseppe Schillaci, sarà presentato in prima mondiale al 27° Festival di Torino in concorso nella sezione Italiana.doc. Il film, girato quasi interamente a Phom Penh, è incentrato sulla figura di Antoine D’Agata, fotografo e artista maledetto tra i più sorprendenti, estremi e meno normalizzati presenti sulla scena contemporanea. Dopo essersi dedicato a fotografare paesaggi desolati e realtà marginali in tutto il mondo, Antoine D’Agata focalizza la sua ricerca sul corpo e la carne, nello spazio ristretto di una camera. Droghe, sesso e derive notturne sono elementi imprescindibili del suo lavoro autobiografico, ma in Cambogia il suo percorso artistico sembra aver raggiunto il punto più radicale. In Cambogia passa alcune settimane dentro la camera di Lee, prostituta e pusher di ice, una droga del Sud Est Asiatico simile al crack. D’Agata vive un’amore paradossale e disperata con Lee, consumando ice nel tentativo di fotografare la sua relazione intima con la donna. The Cambodian Room: Situations with Antoine D’Agata svela la parte nascosta della vita-arte di Antoine D’Agata; la sua scelta di vivere il sesso e la droga come cura e come perdizione. Un percorso apocalittico e sublime, simile a quello di altri artisti eretici della cultura contemporanea come Kerouac, Artaud, Bacon e Pasolini.
“Questo film non vuole delineare il ritratto di un artista ma vuole indagare il processo della creazione, ciò che si nasconde dietro la fotografia e l’atto fotografico, un atto che non è mai innocente e oggettivo secondo D’Agata - dicono i due registi Tommaso Lusena e Giuseppe Schillaci. E anche noi abbiamo voluto utilizzare il linguaggio del documentario senza la presunzione di cercare una verità o la restituzione univoca della realtà”.
Il film è prodotto da Viviana Queirolo Bertoglio per la Downtown Pictures e da Olga Proud’homme Farges per la Kolam Prooductions, e ha il sostegno del CNC di PPROCIREP e ANGOA.
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