'Arthur e il popolo dei Minimei' è un film d'animazione e live action francese di tre anni fa e divenuto già cult in tutto il mondo: il romanzo che ne è alla base ha venduto 3 milioni di copie, mentre 17 milioni è il numero di biglietti acquistati in oltre settanta paesi del globo. Campione di incassi in Francia nella stagione 2006-2007, Arthur ha sbancato anche il mercato dell'home video con 15 milioni di DVD venduti. Ora il piccolo eroe torna in un sequel diretto sempre dal talentuoso Luc Besson, regista e produttore discontinuo (Nikita, Leon, Il Quinto Elemento, Taxxi, Danny the Dog) che sembra aver trovato nuova linfa cretiva con l'animazione, naturalmente anche in versione 3D. 'Arthur e la vendetta di Maltazard' sarà sugli schermi italiani dal 30 dicembre distribuito da Moviemax. Siamo quasi al termine del decimo ciclo lunare e finalmente Arthur (Freddie Highmore) di nuovo tornato in vacanza con la famiglia nella casa di campagna di Villa Granny, potrà tornare nella terra dei Minimei e riabbracciare Selenia. Ma il padre di Arthur sceglie questo giorno, così tanto atteso, per annunciare che intende interrompere la sua breve vacanza a Villa Granny mentre stanno per partire, un ragno consegna nelle mani di Arthur un granello di riso con inciso un S.O.S. Non ci sono dubbi, Selenia è in pericolo! Arthur non ci pensa due volte ad accorrere in suo soccorso, anche se questo significa improvvisare un rientro del mondo dei Minimei piuttosto pericoloso… Si precipita verso il bar di Max, imbattendosi nelle truppe di Krob, il nuovo tiranno dei Sette Regni, salvando la pelle di Betameche, combattendo con i topi, le rane ed i ragni pelosi… solo per scoprire, quando arriva al villaggio dei Minimei, che non hanno mai inviato un messaggio di aiuto! E’ una trappola del perfido Maltazard? 'Il primo film ci ha permesso di affrontare e risolvere tutti i problemi che si sono presentati durante la realizzazione del secondo episodio: si trattava della prima esperienza anche per i cento giovani animatori della BUF Cie.' E' un Luc Besson sincero a parlare: 'Per quanto mi riguarda, la cosa più importante è stata adattarmi al time-lag (scarto temporale) inerente al fatto di fare un film d’animazione usando dei modellini in 3-D. Tra il momento in cui mi veniva un’idea per una sequenza e il momento in cui potevo effettivamente vedere la sequenza realizzata spesso dovevo aspettare un anno intero! L’esperienza del primo film ha significato per me avere un’idea più precisa del risultato finale, perciò mi sono sentito molto più libero con la macchina da presa. Forse la prima volta sono stato troppo cauto. Questa volta non mi sono imposto alcun limite.' Coadiuvato da Pierre Bouffin per l'aspetto tridimensionale, Besson ha girato sia 'La vendetta di Maltazard' che 'La guerra dei due mondi' contemporaneamente. Il problema vero era costituito semplicemente dalla crescita del protagonista, Freddie Highmore, che a dire del regista 'sta crescendo troppo in fretta!', per cui rischia di spezzare la continuità dei due episodi, tratti in realtà unicamente dal secondo romanzo di Arthur scritto dello stesso Besson. Benché la Paradise Alley dei Minimei sia un incrocio tra Broadway e Pigalle, il messaggio è chiaramente di stampo ecologista. 'C’è un messaggio ecologico alla base di ogni episodio di Arthur perchè si tratta di qualcosa che sento fortemente da molto tempo. E’ solo che quando ero impegnato a scrivere i quattro romanzi delle avventure di Arthur ho mascherato il messaggio rendendolo più scherzoso', ha affermato il regista.
Nel secondo capitolo delle avventure di Arthur, il live action interagisce maggiormente con l'animazione. Ma se per Besson 'lo scopo era solo quello di seguire le avventure di Arthur nel mondo dei Minimei e allo stesso tempo quello di seguire i tentativi dei genitori di trovare il figlio, e conseguentemente rendere la storia più avvincente e emozionante', la cura per realizzare le sequenze di interazione è stata maniacale e non sempre semplice, come spiega Stéphane Glück, assistente alla regia e regista della seconda unità, a proposito della trasformazione di Arthur in Minimeo per esempio: "Si tratta di una sequenza che fa affidamento su tutta la magia del cinema poichè combina tre tecniche: riprese live-action in esterni e davanti al green screen (ad esempio, vediamo Freddie Highmore aggrovigliato nelle piante rampicanti del Bogo Matassalai); semplici effetti speciali (viene utilizzato un manichino per i primi piani di Arthur mentre viene stritolato dalle piante rampicanti) e il 3-D (che rende la scena quanto più realistica possibile). Sulla carta sembrava qualcosa di complicato e sul set si è rivelato estremamente difficile, soprattutto a causa delle avverse condizioni atmosferiche (il freddo, che non era certo piacevole per gli attori, il vento, che spegneva in continuazione le torce e la pioggia, che rischiava di apparire anche sullo schermo), dei problemi tecnici (il generatore si è rotto) e delle questioni relative alla logistica e legate alle condizioni atmosferiche. E’ una delle scene più spettacolari del film, ma non è stato affatto divertente girarla." Di tutto rispetto il cast: oltre al giovane talento Freddie Highmore, Mia Farrow è la nonna di Arthur e tra le voci dei personaggi, nella versione inglese, spiccano i nomi di Lou Reed (Maltazard), Snoop Doggy Dog (Max), Stacy Ferguson (Replay), Will.I.Am (Snow). In attesa dei risultati del botteghino, Luc Besson ricorda qual è stato il piacere più grande legato allla lavorazione del film: 'Si tratta di un piacere dilatato perchè si tratta di un processo molto lungo: due, tre o quattro anni durante i quali ci si occupa solo del film per diverse ore alla settimana. (...) Ma il piacere maggiore arriva con il primo screening del film in un cinema affollato da bambini. E’ un momento magico che mi ricorda quando guardavo con occhi sbarrati e con totale ammirazione l’ultimo film della Disney. L’espressione sui visi di quei bambini è fonte di un piacere supremo... ma è anche molto frustrante perchè cinque secondi dopo la fine del film li senti urlare perchè vogliono vedere il sequel. I bambini sono incredibilmente recettivi.
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