La BYD Atto 2 DM-i rappresenta l’ingresso del
costruttore cinese nel segmento dei B-SUV ibridi ricaricabili. Costruita
in Ungheria, questa crossover compatta di circa 4,33 metri di
lunghezza si posiziona come un’alternativa accessibile e razionale per
chi cerca un mix di elettrificazione, spazio e costi contenuti, senza
rinunciare a un uso versatile in città e fuori porta.
Esternamente, la Atto 2 DM-i adotta linee convenzionali ma
curate, con un frontale massiccio privo di mascherine tradizionali e una fascia
scura che integra il logo del marchio collegando i gruppi ottici a LED.
Le maniglie a filo carrozzeria e i condotti aerodinamici contribuiscono a
un’immagine moderna e robusta. Al posteriore spiccano i fanali LED con
firma luminosa orizzontale. La versione Boost in prova si distingue per
cerchi da 17 pollici e un assetto rialzato tipico del segmento.
Un punto di forza è il bagagliaio: 425 litri
di capacità base, espandibili fino a 1.335 litri abbattendo i sedili
posteriori. Nonostante la presenza della batteria, lo spazio di carico rimane
competitivo rispetto a molte rivali, con soluzioni pratiche come pozzetti
laterali e doppio fondo.
All’interno, BYD ha optato per un approccio più tradizionale
rispetto ad altri suoi modelli: addio al display rotante, spazio a un touchscreen
centrale fisso da 12,8 pollici e un cruscotto digitale da 8,8 pollici.
Il sistema supporta Apple CarPlay e Android Auto wireless,
integra Google Maps e un assistente vocale, anche se alcuni menu richiedono
familiarità e le traduzioni non sono sempre perfette.
I materiali sono morbidi nella parte superiore della
plancia, con assemblaggi solidi e una qualità percepita buona per il
segmento. L’abitacolo è luminoso grazie al tetto panoramico (sulla
Boost) e offre spazio generoso sia davanti che dietro, con un passo
di 2,62 metri che favorisce l’abitabilità per passeggeri alti. Comodi i
sedili (elettrici e riscaldabili sulla Boost) rivestiti in pelle vegana,
il tunnel centrale con ricarica wireless ventilata da 50W e varie
soluzioni di stivaggio. Meno convincenti alcuni dettagli come i pulsanti sul
volante in plastica e la leggibilità del cruscotto, con caratteri piccoli e
grafiche non sempre intuitive.
Il sistema DM-i (Dual Mode intelligent) è il vero
protagonista. Nella versione Boost, un 1.5 benzina aspirato da 98 CV
funge principalmente da generatore, supportando il motore elettrico per una potenza
di sistema di 212 CV e 300 Nm di coppia. Le prestazioni sono
brillanti per il segmento: 0-100 km/h in 7,5 secondi e velocità massima
di 180 km/h.
Su strada, la Atto 2 DM-i si guida come una vettura prevalentemente
elettrica: il propulsore a zero emissioni fornisce coppia immediata e il
termico interviene in modo discreto, quasi impercettibile nella maggior parte
delle situazioni. L’autonomia in modalità elettrica è uno dei punti di
forza: fino a circa 75-90 km reali con la batteria da 18 kWh
della Boost (partendo da carica piena), con il sistema che evita di scaricare
completamente la batteria per mantenere la funzionalità ibrida.
I consumi si attestano intorno a 5,1 l/100 km
nel misto (circa 19-20 km/l), con valori interessanti anche a batteria scarica.
L’autonomia complessiva sfiora i 1.000 km. La ricarica AC arriva
a 6,6 kW sulla Boost (circa 3 ore per un pieno), con funzione V2L
disponibile.
Il carattere è orientato al comfort: sospensioni
morbide che assorbono bene pavé e asperità cittadine, sterzo molto leggero e un
rollio evidente in curva che privilegia il relax piuttosto che la sportività.
L’insonorizzazione è buona, con il motore termico che si fa sentire solo in
accelerazioni decise. Non è l’auto per chi cerca emozioni al volante, ma
eccelle nel cullare i passeggeri nel traffico o nei tragitti quotidiani.
Sicurezza e dotazioni La dotazione ADAS è
molto completa di serie: Cruise Control Adattivo e Intelligente, frenata
automatica d’emergenza, rilevamento angoli ciechi, telecamera 360°
(richiamabile con un tasto sul volante) e vari altri assistenti. Utile in
autostrada l’Intelligent Cruise Control per una guida più fluida.
La gamma parte da 27.600 euro per l’allestimento Active
(batteria più piccola da 7,8 kWh e 166 CV di sistema) e arriva a poco più di
30.100 euro per la Boost da noi provata.
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