Il nuovo “catino” del Motodromo è una pista da sogno. Se non piovesse sarebbe un paradiso. Lo è comunque, perché a duecento all’ora in fondo al nuovo rettilineo, il supermotard finalmente “respira”. L’impianto rinnovato celebra il Gran Premio d’Europa, seconda prova del Campionato del Mondo, in un “cllima” di continui rovesciamenti di fronte e… metereologici. Fino a venerdì sera tutto “liscio”. Il tempo è buono, i piloti scoprono una pista veloce ed asfalto nuovo. “Regolare” anche il sabato. Piove a tratti (ma lo si sapeva da una settimana, che sarebbe stato tempo almeno variabile), ed il manto stradale si rivela più scivoloso del previsto. Hiemer e Pignotti, che per una volta è tornato alla sua “vecchia” moto, il monoalbero vice-campione del mondo, volano. Entrambi i piloti del KTM Italia Team Miglio chiudono con il secondo tempo le prove ufficiali. Domenica. Le gare. Piove sempre, a tratti ancora, con una precisa preferenza per i momenti clou della giornata, le gare. Tutte sotto l’acqua, tutte con la pista bagnata. È un po’ la grande, unica delusione del GP d’Europa, che ha comunque salutato un certo “risveglio” del pubbico, tornato sugli spalti del supermotard che conta.
Pignotti non può sfruttare la maggiore potenza della moto, e quindi il vantaggio teorico svanisce. “Attila” cade nel tratto di sterrato, reso particolarmente scivoloso, ed il dolore al polso si riacutizza. Chiude al dodicesimo posto. In Gara 2 va meglio, quinto posto, ma per l’abruzzese ancora una volta non è vita facile. Lo aspettano le radiografie al polso “offeso”. Protagonista della gara di Castelletto di Branduzzo è Davide Gozzini, vincitore del GP della S2.
L’altra faccia della medaglia del Gran Premio d’Europa, la S2. Un lungo, entusiasmante, magnifico duello tra i due protagonisti assoluti, dominatori “certi” di questa prima parte del Mondiale: Bernd Hiemer e Thierry Van Den Bosch. Un duello in due gare che il pubblico ha seguito con il fiato sospeso. Gara 1. Partenza lampo di Hiemer, poi testa a testa con Giraudo per due giri, infine il tedesco lascia tutti al palo e taglia il traguardo con un vantaggio considerevole su “VDB”. Da fuga in solitario. Ma quello che sorprende di più, nell’incedere di Hiemer, è la determinazione e la padronanza totale della situazione. Le incertezze più volte manifestate da Hiemer nei tratti di off road sono orrmai soltanto il ricordo di un problema oggi inverosimile.
Gara 2 è diversa, ma non meno bella. Ancora una partenza bruciante della KTM di Hiemer, ancora al comando dal primo giro, con un vantaggio che cresce giro dopo giro per tre quarti di gara. Poi smette di piovere, e la pista comincia ad asciugarsi.
Resta solo il pantano all’uscita della terra. Le regolazioni delle sospensioni, perfette per il bagnato, risultano meno efficaci in quei cinquanta metri di tracciato. Un brutto “svarione” nel corso dell’ottavo giro è il segnale di allarme. Hiemer non si scompone e rallenta. Il suo obiettivo finale, il titolo mondiale, non contempla rischi di questo genere. Van Den Bosch si fa sotto, poi passa e vince. Uno a uno, ed il francese si aggiudica il GP in virtù della vittoria in gara 2.
Piccola pausa. Il Supermotard torna all’Italiano sul circuito di Pomposa l’8 giugno. Per il Mondiale bisognerà attendere il GP di Spagna del 22 giugno.
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