Champion sul tetto del mondo con la Renault F1

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Con il Gran Premio della Cina si è concluso il campionato del mondo F1 2005 e, a distanza di 5 anni dall’ultimo titolo mondiale, Champion, storico marchio di candele, conquista il suo 23° campionato piloti insieme alla Renault guidata dallo spagnolo Fernando Alonso.
Champion sul tetto del mondo con la Renault F1
Con la vittoria sul circuito di Shanghai si aggiudica anche il suo 26° titolo costruttori, confermando la leadership che da sempre il marchio di proprietà della multinazionale Federal Mogul vanta nel settore delle competizioni sportive.

Le 8 vittorie ottenute quest’anno con la Renault (7 Alonso e 1 Fisichella) hanno portato il palmares Champion a 382 vittorie in 55 anni di mondiale, che equivale ad oltre il 50% del totale delle gare fino ad oggi disputate.

Presente nel mondiale F1 fin dal 1950, Champion ha equipaggiato con le sue candele le principali scuderie che hanno corso in quella che è considerata la massima espressione delle competizioni automobilistiche. I successi sono da attribuirsi alla professionalità e alla competenza di un team dedicato di tecnici che lavora presso il centro R&D di Toledo (Ohio) dove vengono sviluppate e fabbricate le candele utilizzate in Formula 1. Per lo studio di nuovi progetti, Federal Mogul si avvale anche del suo centro tecnico di Upton (Inghilterra) una delle strutture di ricerca più avanzate in Europa, dove i tecnici Champion collaborano fianco a fianco alle case costruttrici per lo sviluppo di soluzioni su misura.

Lavorare a stretto contatto con i motoristi, sviluppando per loro soluzioni specifiche per il singolo motore, è uno dei segreti del successo; diverse sono le scuderie che utilizzano candele Champion ed è per questo che durante i Gran Premi si vede spesso passeggiare sulla griglia di partenza un uomo con un giubbotto Champion, nell’atto di ispezionare le auto e che parla con ingegneri e piloti. Si tratta di Simon Arkless, un personaggio che da oltre 20 anni fa parte del mondo della F1, responsabile di tutta l’attività Champion nelle competizioni, sia dal punto di vista tecnico che da quello manageriale. Grazie ai suoi
rapporti con gli sviluppatori delle macchine e in particolar modo con i motoristi, Simon Arkless è in grado di raccogliere le preziose informazioni necessarie per realizzare le candele che saranno utilizzate in gara; alla luce poi del nuovo regolamento, che impedisce di lavorare sul motore dopo le prove del sabato, le candele devono garantire non solo prestazioni elevate ma anche grande affidabilità.

La ricerca e lo sviluppo sulle le candele da competizione sono un elemento vitale. Essere fornitore tecnico per la Formula 1 comporta un riconoscimento molto limitato in caso di vittoria, ma appena si manifesta un problema la colpa ricade immediatamente sul fornitore del componente.

TECNOLOGIA CHAMPION PER LE CANDELE DI FORMULA 1
Le candele Champion, come tutti i componenti utilizzati in Formula 1, sono sviluppate per raggiungere le massime prestazioni, in condizioni di lavoro spesso “al limite”. In termini di dimensioni e sforzo di progettazione, le candele da competizione sono molto più avanzate di quelle destinate alle vetture stradali, anche se la tecnologia con elettrodo a massa a forma di “J”, utilizzata nella maggior parte delle vetture, è sicuramente più efficiente di quella con intervallo interelettrico a superficie utilizzata nelle macchine di Formula 1. Il motivo per cui le macchine di Formula 1 non utilizzano candele con elettrodo di massa a
forma di “J” sono le vibrazioni che si innescano a regimi elevati (il motore arriva a anche a 19.000 giri\min). Queste vibrazioni possono provocare il cedimento delle saldature degli elettrodi; pertanto le candele di F1 sono a scarica superficiale ovvero, la scintilla si scarica direttamente dall’elettrodo centrale al corpo metallico con l’ulteriore vantaggio di non sporgere eccessivamente nel cilindro, consentendo ai progettisti di sviluppare motori con spazio minimo tra il pistone e testa nel punto morto superiore.

Le dimensioni delle candele da competizione sono molto compatte in modo da occupare il minor spazio possibile. Attualmente Champion utilizza candele da 8 mm di diametro, ma sono allo già allo studio soluzioni con dimensioni ancora inferiori.
Altro punto fondamentale nello studio delle candele da competizione è la gestione del calore. Le candele per auto stradali hanno una lunghezza centro-punta (dall’isolatore ceramico al centro della candela) compresa tra 13 e 20 mm. Questa misura viene adottata per contribuire a mantenere calda la punta della candela anche quando il motore gira al minimo a basse temperature, evitando così l’imbrattamento dovuto alle particelle di carbonio incombuste.

Un motore di Formula Uno, che non gira quasi mai al minimo, esige un’elevata dissipazione del calore dalla testa le cui temperature porterebbero a fusione ogni forma di elettrodo sporgente. Per questo motivo le candele Champion utilizzate in F1 presentano una distanza centro-punta compresa tra 1,3 e 2,5 mm, cioè una lunghezza che consente di smaltire tutto il calore necessario. Le candele da competizione in questo modo possono resistere a temperature leggermente superiori ai 980°C.

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