“Vorrei una figlia da Omar perché è una bella persona e sono disposta ad affrontare quello che ci riserverà il futuro. Chi parla con lui senza il pregiudizio di pensare a quello che ha fatto, crede che io sia la cattiva e lui il bravo ragazzo.” Queste le parole di Deborah Barbarito, intervistata in esclusiva da Federica Panicucci a “Domenica Cinque”. Deborah Barbarito prosegue raccontando il modo in cui lei e Omar si sono conosciuti: “Ci siamo conosciuti in chat. Mi piaceva il suo modo di essere e volevo approfondire la sua conoscenza, così ho deciso di incontrarlo. Io uscivo da un matrimonio e non volevo legarmi. Quando l’ho conosciuto non sapevo chi fosse Omar, non conoscevo il suo passato, l’ho scoperto dopo, guardando su internet, e ho provato un morso forte al cuore; non credevo che lui avesse potuto fare una cosa del genere. Era gentile, non alzava mai la voce.” “Mi sono chiesta perché dovevo togliergli la possibilità di farmi provare questi sentimenti – continua la Barbarito - perché dovevo privarmi io di questo sentimento solo per un pregiudizio. Io valuto lui oggi; non posso valutarlo per com’era 10 anni fa.” E ancora: “Adesso non c’è più niente di quell’Omar 17enne che ha compiuto quel gesto così tremendo, e non mi spiego come possa aver fatto una cosa del genere. Omar è pentito e ha pagato per ciò che ha fatto.” Deborah Barbarito prosegue facendo un appello: “Ci sentiamo oggetto di pregiudizio. Ci siamo trasferiti perché la gente non ci dà la possibilità di creare una vita nuova; siamo senza lavoro. Per un periodo mi sono sentita perseguitata, non potevo andare a fare la spesa che poi uscivano le foto. Non chiedo alla gente di dimenticare, ma solo di darci la possibilità di vivere una vita normale, di creare una famiglia normale.”
“Solo l’amore può far perdonare - conclude, e accenna alla fidanzatina di Omar, Erika De Nardo - Non ho paura che Omar possa tornare a provare un sentimento per Erika De Nardo. Non parla mai di lei.”
Discussione 1
Sono la prima a chiedermi come ha fatto e come continua a fare la sig.ra Barbarito a vivere e ad accettare una persona che sappiamo tutti chi è. Sono la prima a pensare che le persone non cambiano e che 10 anni di carcere, secondo me, sono stati una punizione iniqua per la strage che questi due ragazzi hanno perpetrato ma, secondo me, il ruolo della sig.ra Panicucci doveva essere eclusivamente quello di intervistatrice, che di solito dovrebbe rimanere super partes e lasciare I commenti,i pensieri (che sono suoi) e le faccette in sala trucco.