Con il Model Year 2010 Hypermotard non identificherà solo una delle moto più carismatiche prodotte da Ducati. Grazie all’arrivo in gamma della nuova, agile e divertente versione Hypermotard 796, quello che era un singolo prodotto si allarga e diventa una famiglia. Di impatto forte e aggressivo come la 1100, la nuova Hypermotard 796 si distingue per l’altezza della sella ribassata e per il nuovissimo motore, elastico ed estremamente godibile, che fa di questa moto un perfetto veicolo “urbano”. Moto ideale sia per affrontare le strade cittadine intasate di traffico che per “attaccare” percorsi extraurbani, la 796 unisce l’impareggiabile potenza del bicilindrico Ducati e la tradizione delle moto sportive con l’essenzialità del concetto supermotard. Poche ore dopo la sua prima apparizione in pubblico all’EICMA di Milano nel 2005, la Hypermotard, fu subito eletta “Moto più bella del Salone”, diventando immediatamente un oggetto di culto, specialmente in Italia, dove la moto rappresenta non solo un mezzo di trasporto ma identifica anche un vero e proprio stile di vita. Da allora, il suo design straordinario e il suo carattere inconfondibile hanno conquistato sostenitori e appassionati in tutto il mondo. I consensi e l’ammirazione per questa moto, decisamente unica nel suo genere, non accennano ad esaurirsi. L’arrivo della nuova versione 796, allarga la gamma e rende ancora più interessante e fruibile questo esclusivo concetto di moto “made in Borgo Panigale”.
Carattere, personalità e tecnica
Il telaio a traliccio della Hypermotard, dalla rigida triangolazione e dalla geometria testata in pista, ora è ancora più leggero. Il parafango anteriore, alto e aggressivo ed i doppi silenziatori sotto-sella al posteriore confermano fascino e…”superbia” anche alla nuova Hypermotard 796.
Con un’altezza sella di 825mm, la 796 è più bassa di 20mm rispetto alla versione 1100 e offre un saldo appoggio a terra che, unitamente all’erogazione fluida di potenza del nuovo motore, comunica sicurezza di guida in ogni situazione. La posizione di guida facilita il controllo visivo della strada, mentre il manubrio largo consente di destreggiarsi senza sforzo nell’intrico del traffico cittadino.
La Hypermotard 796 pesa appena 167kg: questo risultato è stato raggiunto in parte grazie al peso contenuto del nuovo motore ma anche attraverso il continuo sviluppo della ciclistica che ha portato a riprogettare l’avantreno del veicolo e a migliorare la conformazione del telaio con l’eliminazione della quasi totalità degli elementi forgiati, utilizzati in precedenza nella versione 1100. Il telaio alleggerito mantiene la caratteristica resistenza alla sollecitazione di torsione, diventando ancora più agile e facile da manovrare, mentre le ruote Enkei da 17” in alluminio leggero minimizzano le masse non sospese, incrementando ulteriormente la maneggevolezza e le prestazioni in accelerazione e frenata. Sui cerchi, da 3.50 all’anteriore e 5.50 al posteriore come nella 1100, sono montati pneumatici Bridgestone.
La sospensione anteriore è affidata ad un’efficiente forcella Marzocchi da 43mm, mentre al posteriore si trova un monoammortizzatore Sachs con regolazione del precarico molla ed estensione, per adattarsi ai vari carichi e stili di guida. La sospensione posteriore agisce attraverso un leveraggio progressivo simile a quello della 1100 e utilizza l’esclusivo forcellone monobraccio Hypermotard.
Le pinze Brembo ad attacco radiale, ciascuna con 4 pistoncini, montate su doppi dischi semiflottanti da 305mm, assicurano una frenata potente e progressiva e un ottimo feeling all’anteriore, mentre al posteriore, la dotazione prevede una pinza a 2 pistoncini con disco da 245mm, sempre di marchio Brembo. Un motore completamente nuovo
Il motore del modello 796 non è semplicemente un 696 con corsa maggiorata: è un propulsore Desmodue completamente nuovo. La corsa del nuovo albero motore è stata portata a 66mm invece dei 57.2mm del 696, contribuendo a massimizzare la potenza che raggiunge così addirittura 81CV (59.6kW) a 8000giri/min mentre la coppia arriva a 75.5Nm (55.7lb-ft) a 6250giri/min, senza tuttavia nulla togliere al carattere fluido e divertente che contraddistingue tutti i Bicilindrici a L Desmodromici. Per garantire l’erogazione di potenza e ottimizzare l’efficienza, è stato utilizzato un radiatore olio simile a quello della versione 1100, sottolineando ancora di più la somiglianza tra le moto di questa famiglia.
I carter, totalmente riprogettati, permettono di risparmiare ben 1.2kg rispetto alle fusioni della 696. Alla riduzione di peso del motore (-1.9kg rispetto al 696) contribuisce anche il nuovo volano derivato dall’848 SBK. I coperchi esterni di frizione e alternatore del nuovo motore sfoggiano una finitura grigio carbon come nella versione 1100.
Il motore ‘respira’ attraverso un condotto di aspirazione dell’airbox recentemente rivisto ed è alimentato tramite corpi farfallati da 45mm; la cilindrata da 803cc viene compressa secondo il rapporto 11:1 (rispetto a 10.7:1 nella versione 696), prima dell’iniezione e accensione comandate dall’elettronica Siemens. L’impianto di scarico catalitico di tipo 2-1-2 sfrutta un’efficiente configurazione con presilenziatore e doppia sonda lambda per garantire una mappatura più fine dell’alimentazione e la conformità con le norme Euro 3. Il peso ridotto e il design compatto dell’impianto sono stati ottenuti grazie all’utilizzo di tubi di appena 1mm di spessore. L’impianto termina con i caratteristici doppi silenziatori sotto-sella Ducati di colore nero che contrastano elegantemente con i bellissimi fondelli in alluminio.
Una frizione assistita a bagno d’olio APTC lavora in modalità ‘antisaltellamento’, contrastando la destabilizzazione del retrotreno durante le scalate aggressive e offrendo il vantaggio supplementare di un’ottima modulabilità, di grande aiuto per gestire sia i continui arresti e partenze del traffico cittadino che i tragitti più lunghi. La frizione a bagno d’olio a 21 dischi (11 piastre d’attrito e 10 d’acciaio) consente di massimizzare la potenza riducendo il peso rispetto alla frizione a secco, e offre inoltre un funzionamento più silenzioso con minori esigenze di manutenzione.
Il nuovo motore Hypermotard 796 riunisce tutti i più recenti vantaggi risultanti dal continuo impegno di Ducati nei campi della progettazione, della produzione e della qualità, consentendo vantaggiosi intervalli di manutenzione ogni 12.000 chilometri. Comandi e strumentazione
Se il suo lato ‘motard’ è sottolineato dal manubrio largo e dai paramani, l’essenzialità e funzionalità della 796 è accentuata dal blocchetto elettrico, che già caratterizza lo Streetfighter, e dalla strumentazione digitale con retroilluminazione arancione.
Il blocchetto elettrico è stato rivisto in chiave minimalista, con involucri compatti che contengono pulsanti e comandi facili da usare e con l’esclusiva ‘sicura’ che, a garanzia di ulteriore sicurezza, scende per nascondere l’interruttore di avviamento quando si preme il pulsante di spegnimento del motore. Il display, chiaro e pulito, fornisce dati esaurienti che comprendono: contachilometri, contagiri, orologio, intervalli manutenzione, temperatura olio, spia pressione olio, livello batteria, spia riserva, trip fuel, spia frecce, spia folle, memorizzazione tempi sul giro, funzione spegnimento automatico luci dopo 60 secondi con chiave inserita e funzione immobilizer. La strumentazione consente inoltre la visualizzazione dei tempi sul giro, registrati utilizzando il pulsante di lampeggio proiettori come comando del cronometro.
Il quadro strumentazione funge anche da quadro comandi per l’attivazione del sistema di acquisizione dati Ducati Data Analyser (DDA), disponibile come accessorio Ducati Performance. La Hypermotard 796 è predisposta per l’utilizzo del kit di acquisizione dati, che consiste in uno speciale software DDA e una chiavetta di memoria da inserire in un connettore sotto la sella. Lo stesso connettore è utilizzabile per il nuovo e pratico caricabatterie, disponibile come accessorio Ducati Performance.
Le pompe freno e frizione Brembo, con serbatoi integrati, conferiscono una disposizione dei comandi sul manubrio più lineare e minimalista. Entrambe le leve (freno e frizione) sono regolabili in 4 diverse posizioni, consentendo ad ogni pilota la miglior personalizzazione e riducendo lo sforzo richiesto sulle leve. Infine, la frizione assistita APTC offre grande modulabilità e funzionalità nell’uso quotidiano. Hyper specchietti
Ducati ha spostato in avanti la frontiera della progettazione motociclistica alla ricerca di una soluzione innovativa per gli specchi della Hypermotard 1100, mantenendo la stessa soluzione anche per la nuova 796. La sfida era quella di mantenere un look sportivo e ‘pulito’ nella zona del manubrio: è stato così ideato un nuovo concetto di specchio pieghevole, sul modello dei paramani tipici delle moto fuoristrada. Aperti per la massima visibilità stradale e richiudibili con facilità per passare rapidamente alla modalità ‘Hyper’, i gruppi specchio/paramani integrano anche gli indicatori di direzione a LED per un design del frontale anteriore ancora più lineare.
Fari e indicatori
Se il proiettore anteriore è caratterizzato da un’innovativa forma altamente compatta che si armonizza con il pezzo unico del cupolino e il parafango anteriore stampato, il fanale posteriore utilizza una fascia di LED appositamente progettata, potenziata da una lente ad alta diffusione, perfettamente integrata nelle linee pulite del codino, con l’intensità dei LED che aumenta in frenata. Anche gli indicatori di direzione anteriori sfruttano la più recente tecnologia in fatto di illuminazione a LED: essi sono stati ingegnosamente inseriti nei paramani che sostengono anche gli specchietti retrovisori pieghevoli.
Codino
Il gruppo faro posteriore a LED ad alta intensità è integrato nell’esclusivo codino situato in posizione elevata dietro la sella. La struttura di supporto è stata progettata in maniera tale che la superficie inferiore del codino risulta perfettamente conformata per offrire un paio di comode maniglie per il passeggero. Questa ingegnosa soluzione non soltanto facilita l’integrazione del faro posteriore nelle linee della Hypermotard, ma offre anche un appiglio per il passeggero.
Colorazioni
La nuova 796 è disponibile in tre diverse colorazioni: Dark, in stile “urban”, con serbatoio e “becco” entrambi in nero opaco, telaio nero e cerchi neri, oppure, in alternativa, bianco opaco con becco nero opaco a contrasto, telaio nero e cerchi neri. Infine la 796 è proposta anche nella tradizionale livrea rosso Ducati, con serbatoio e becco in rosso, telaio rosso e cerchi neri. Storia della Hypermotard
Quando il prototipo della Hypermotard fu mostrato per la prima volta al Salone di Milano diede vita ad nuovo segmento che univa la perfezione delle moto sportive con lo spirito minimalista delle supermotard. Tuttavia, in Ducati, alcuni nutrivano dei dubbi sul concetto iniziale di Hypermotard non essendo certi che il mercato fosse pronto per l’arrivo di questa tipologia di moto.
Malgrado tali riserve, lo sviluppo del progetto continuò, con la convinzione di voler creare una moto con una posizione di guida eretta in grado di assicurare la stessa controllabilità di una “dirtbike” equipaggiandola però con un motore diverso dal solito monocilindrico. I designer di Ducati apprezzavano l’idea di un telaio snello, rigido e agile ma non il fatto che il suo design, ideato per l’uso in fuoristrada, potesse rappresentare un compromesso nell’uso stradale. Fu così che i progettisti Ducati si impegnarono a creare una moto che associasse l’agilità, la precisione e la leggerezza di una supermotard alle raffinate caratteristiche delle sportive Ducati spinte dal potente e carismatico Bicilindrico a L. Quei progettisti stavano disegnando il futuro…
Con il passare dei giorni, in Ducati si cominciò a parlare sempre più insistentemente di un prototipo ormai definitivo e la reazione di coloro che ebbero occasione di vederlo fu unanime: "Con questo dobbiamo andare in produzione!". C’era un modo per verificare la risposta del mercato: presentarlo al Salone di Milano 2005 come prototipo, e poi condurre un sondaggio via Internet.
Ducati, dopo la presentazione del nuovo “concept” all’EICMA di Milano e dopo aver ricevuto consensi e approvazioni decide, come già avvenuto in passato per altri modelli di moto, di coinvolgere i propri fan lanciando un sondaggio tramite il proprio sito. Ben 15.000 persone parteciparono al sondaggio di Ducati.com, e oltre il 50% chiese alla casa di Borgo Panigale di mettere in produzione la Hypermotard esattamente come era stata mostrata al Salone.
Ducati, però, era seriamente intenzionata ad utilizzare il feed-back fornito dagli appassionati, e decise dunque di prendersi del tempo per esaminare le migliaia di suggerimenti e richieste dei propri fan, con l’intento di integrare alcune di queste indicazioni nel progetto finale destinato alla produzione (tra cui quella di montare un doppio disco freno all’anteriore invece del monodisco del prototipo).
L’innovativa Hypermotard ha generato una nuova, esaltante categoria ‘cross-over’: il piacere puro della guida è stato reinventato grazie ad una moto pratica e versatile, ideale per l’uso quotidiano. Un concetto immediatamente compreso e adottato con divertimento dai motociclisti che amano l’emozione.
Ancora una volta Ducati, come già accaduto in passato, ha infranto gli schemi tradizionali del panorama motociclismo, inventando un segmento di moto innovativo.
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