Ogni volta che un terremoto violento colpisce una città facendo danni e vittime c'è sempre qualcuno che dice "l'avevamo previsto". E' stato il caso dell'Aquila del 2009 con le teorie di Giampaolo Giuliani, è stato il caso recente dell'Emilia Romagna quando si è detto che nella riunione della commissione grandi rischi del 4 Maggio scorso era stata evidenziata la possibilità che un forte terremoto di magnitudo maggiore di 5.4 potesse colpire il nord Italia. Le teorie sono molte, gli studi altrettanti, molti si basano sull'attrazione dei corpi celesti come il Sole , la Luna e i Pianeti che secondo Raffaele Bendanti sarebbero in grado di sollecitare le tensioni all'interno della crosta terrestre. Altri sull'emissione di particolari gas naturali come il Radon che secondo scienziati come il sopraccitato Giuliani aumenterebbero vertiginosamente prima del verificarsi di un terremoto. Ci sono poi studi basati su dati statistici, in particolare dove la frequenza dei terremoti è elevata, ad esempio in California. Da queste indagini sono nati diversi modelli matematico fisici per la previsione di eventi sismici, almeno 180 modelli diversi, ma mai alcuno di essi ha fornito una previsione esatta. Per previsione esatta intendiamo tempo esatto (almeno il giorno), il luogo esatto (almeno entro 100km di raggio) e l'intensità esatta (in magnitudo) del sisma. Siamo ancora molto lontani dall'ottenere dati cosi precisi, dati che forse non otterremo mai, però va detto che entro un certo raggio ed entro un certo margine temporale è possibile ottenere con discreta approssimazione un dato ragionevole sulla possibilità che un terremoto si verifichi, parliamo comunque di possibilità, non di certezza!
Per quanto riguarda l'Italia si tratta di un raggio molto ampio, quando si parla di nord Italia ci si riferisce non solo al nord ma ad un'area che va dalla Slovenia alla Liguria fino al Lazio ed il periodo considerato è minimo di 6 mesi. Non si tratta quindi di un dato sensibile, non è possibile pensare di poter lanciare un allarme terremoto su un'area così estesa per così tanto tempo, per fare poi cosa? Evacuare milioni di persone? Ora si sta parlando di un possibile violento terremoto che potrebbe colpire il sud Italia entro i prossimi mesi o i prossimi due anni.
L'area di previsione è quella che va dalla Sicilia alla Calabria e fino alla Campania ed al Lazio, l'intensità stimata è nell'ordine del magnitudo 7-7.5. Un terremoto violentissimo quindi in grado di distruggere centinaia di paesi, come quello dell'Irpinia del 1980 per intenderci o persino come quello di Reggio e Messina del 1908 che fece più di 100mila morti. Ma dobbiamo crederci ? E anche se ci credessimo, cosa potremmo fare? Cambiare casa, cambiare continente sulla base di una "voce" nemmeno troppo scientifica? E poi, tutto per una probabilità?
A prescindere da modelli matematici e strumentazioni sofisticate, sappiamo per indagini storiche e statistiche che eventi sismici di magnitudo elevato come quello di Reggio e Messina si verificano al sud con una cadenza secolare, quindi senza scomodare chissà quali teorie, prendiamo atto che dall'ultimo evento (1908) ad oggi, sono già passati 104 anni e capiamo che ci troviamo statisticamente all'interno di un periodo di "ritorno" di un grande terremoto come quello del 1908. Ma non si tratta di una previsione, solo di un calcolo statistico.
Ed è ancora prevalentemente su calcoli statistici che basiamo certe considerazioni per poi affiancarle a degli studi su base scientifica ma con un risultato modesto e poco affidabile, decisamente inattendibile per allertare delle popolazioni, semmai utile solo per mettere in pre allerta la Protezione Civile, nulla di più. Non è quindi possibile prevedere un terremoto, non in modo sensibile, è possibile solo prevenirlo con la costruzione di edifici a norma, in caso contrario, saremmo ancora vittime della fatalità!
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