Fiat 500 e 500C con bicilindrico TwinAir da 85 CV

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Il 4 luglio 2007, esattamente 50 anni dopo il debutto della Fiat 500, sempre a Torino veniva presentata la nuova Fiat 500 con un memorabile evento. Da quel giorno, la seconda generazione della vettura che ha segnato la storia dell’auto italiana, ha conquistato rapidamente il cuore di tutti. Proprio per i tanti appassionati e clienti sparsi nel mondo, si è deciso di festeggiare ogni compleanno della piccola Fiat sia con eventi coinvolgenti sia con il debutto di una novità di assoluto interesse: così è stato nel 2008 con l’organizzazione di pic-nic nelle principali capitali europee e l’esordio della 500 Abarth, la potente elaborazione dello Scorpione.
Fiat 500 e 500C con bicilindrico TwinAir da 85 CV
Lo stesso è avvenuto nel 2009 con la presentazione internazionale della Fiat 500C, l’originale versione cabriolet che rende omaggio allo stile della vettura “scoperta” del 1957 e che in pochi mesi ha già raggiunto più di 32.000 ordini. E oggi, in occasione del terzo anno di vita, Fiat presenta l’innovativo motore bicilindrico TwinAir da 85 CV (900 cc) che sarà commercializzato il prossimo settembre proprio sul modello 500, berlina e cabrio.

Capostipite di una nuova famiglia di propulsori bicilindrici di FPT – Fiat Powertrain Technologies, il propulsore impiega il rivoluzionario sistema Multiair abbinato ad una fluidodinamica specifica ed ottimizzata per il massimo rendimento di combustione. Inoltre, frutto dell’estremizzazione del concetto di “downsizing” e di una sapiente messa a punto della meccanica di base, la nuova famiglia – con prestazioni comprese tra i 65 e i 105 CV – assicura fino al 30% in meno di emissioni di CO2 rispetto ad un motore di pari prestazioni.
Da sottolineare che il nuovo bicilindrico TwinAir da 85 CV si va ad aggiungere alle numerose soluzioni tecnologiche già oggi adottate da Fiat 500 per il contenimento di consumi ed emissioni. Come dimostra il recente ampliamento della gamma motori con il 1.3 Multijet di seconda generazione con potenza fino a 95 CV. Grazie a 8 iniezioni per ciclo, il 1.3 Multijet II permette un miglioramento della coppia a basso regime fino al 38% con una riduzione del 6% delle emissioni di CO2. Sempre nel solco della tutela ambientale, su Fiat 500 (berlina e cabrio) è disponibile il sistema Start&Stop che gestisce lo spegnimento temporaneo del motore e il suo successivo riavvio in corrispondenza delle fasi di funzionamento al minimo con veicolo fermo: si ottiene così una riduzione media dei consumi fino al 12% nel ciclo urbano. Non ultimo, la gamma di Fiat 500 propone eco:Drive, l’innovativo software che consente – attraverso la porta USB del sistema Blue&Me – di analizzare il comportamento di guida dell’automobilista aiutandolo a ottimizzare consumi ed emissioni.
Dunque, il modello Fiat 500 esprime perfettamente l’impegno di Fiat nel campo della tutela ambientale e della sensibilizzazione degli utenti verso un utilizzo sempre più responsabile ed eco-compatibile della vettura. Non è un caso che, per il terzo anno consecutivo, Fiat sia risultato il brand più ecologico tra i 10 marchi automobilistici più venduti in Europa con un livello medio di emissioni di CO2 pari a 127,8 g/km contro una media mercato di 145,8 g/km (analisi dell’istituto indipendente Jato Dynamics). Va sottolineato che un contributo fondamentale a questo primato è stato anche portato dalla straordinaria crescita del metano, il carburante più ecologico ed economico oggi in commercio. Una scelta lungimirante, intrapresa oltre dieci anni fa, che ha portato Fiat a conquistare la leadership indiscussa in Europa nel campo delle vetture di primo impianto a metano (OEM) come dimostrano quasi 400.000 unità vendute fino ad oggi appartenenti alla gamma Natural Power, una linea composta da 14 modelli, tra vetture e veicoli commerciali, a doppia alimentazione (metano/benzina) capaci di soddisfare qualsiasi esigenza di mobilità.
In perfette sintonia con questo impegno di tutela ambientale, il nuovissimo bicilindrico TwinAir da 85 CV segna un ulteriore passo avanti che di certo contribuirà ad aumentare il successo commerciale e della critica internazionale finora riscosso come dimostrano 52 premi assegnati a livello mondiale e il traguardo di 500.000 unità prodotte, raggiunto lo scorso aprile, in appena 31 mesi dalla commercializzazione. Per celebrare questo record è stata lanciata un’innovativa iniziativa web denominata “500 Millesima”, che permetterà di realizzare una showcar con una carrozzeria completamente ricoperta da 1.500 tessere con i volti di proprietari, personaggi famosi o semplici appassionati che a vario titolo hanno contribuito al suo straordinario successo. Quindi, Fiat 500 Millesima è la prima “vettura collettiva” a conferma dello spirito del modello d’origine che, fin dalle fasi di progettazione, aveva visto la partecipazione attiva dei potenziali clienti. Infatti, per la prima volta nel campo automobilistico, a partire dal 3 maggio 2006 sono stati coinvolti direttamente i tantissimi appassionati sparsi nel mondo che – attraverso “500 wants you”, la piattaforma internazionale di marketing – hanno espresso i loro desideri sulla futura vettura. Successivamente questi suggerimenti sono stati accolti dai designer e dagli ingegneri di Fiat Automobiles trasformandoli in obiettivi da raggiungere con soluzioni e dotazioni il più possibile vicine alle aspettative dei potenziali clienti. Insomma, Fiat 500 è davvero, “un’auto creata per la gente, dalle idee della gente”. E oggi fiat500.com conta una “community” con oltre 120.000 utenti attivi da 206 Paesi diversi che partecipano alle oltre 30 attività online per un totale di quasi 240 milioni di pagine consultate.
Fiat 500 e 500C con bicilindrico TwinAir da 85 CV
Espressione del miglior Made in Italy in campo automobilistico, quindi, il modello 500 non è semplicemente una super-compatta di segmento city car, ma una vera e propria “piattaforma” sulla quale Fiat Automobiles sta creando un’intera famiglia di vetture con tecnologia e cura del dettaglio da categoria superiore. Senza dimenticare che la Fiat 500 ha introdotto numerose novità e conquistato importanti record nel suo segmento. Per esempio, nel 2007 è stata la prima vettura lunga appena 3,55 metri a conquistare le 5 stelle EuroNCAP. Allo stesso modo è stata una “première” assoluta in questa categoria l’adozione di 7 airbag di serie (compreso knee-bag unica tra le compatte) e la disponibilità dell’ESP evoluto su tutte le motorizzazioni (di serie su 1.4 16v 100cv). Senza contare che già nel 2007 Fiat 500 si è presentata con tutta la gamma di motorizzazioni pronta a rispettare i limiti di emissioni fissati dallo standard Euro 5, e tutto ciò, in anticipo di oltre tre anni rispetto alla scadenza legislativa. Non ultimo, Fiat 500 è stata la prima “piccola” a vantare un’offerta così ampia e articolata, tipica di vetture di segmento superiore, che metteva a disposizione del cliente oltre 500.000 varianti incrociando i diversi allestimenti, motorizzazioni, interni, selleria, colori di carrozzeria, cerchi, accessori eccetera. Anche le novità di prodotto si sono susseguite ad un ritmo incessante: 500 by Diesel (settembre 2008), 500 Pink (giugno 2009), 500C (luglio 2009), 500C by Diesel (giugno 2010).
Infine, con il nuovo motore TwinAir debutta sul modello Fiat 500 anche l’innovativo sistema Blue&Me – TomTom, l’ultima evoluzione della piattaforma Blue&Me. Si tratta di un sistema di info-tainment completamente integrato che permette di gestire, attraverso un pratico touch-screen a colori, telefono, navigazione e tutte le informazioni necessarie alla guida. Inoltre, l’applicazione di questo sistema su Fiat 500 porterà una funzionalità aggiuntiva che permetterà di gestire anche il mediaplayer attraverso l’interfaccia touch-screen.
Il Blue&Me – TomTom troverà posto su un pratico ed elegante alloggiamento sulla plancia di Fiat 500 che unisce la sicurezza e comodità di una soluzione integrata alla flessibilità dei dispositivi portatili. Da ricordare che l’innovativo dispositivo è frutto di una partnership tra Fiat Group Automobiles e TomTom, leader in Europa nella navigazione portatile e si integra con la vettura grazie al sistema Blue&Me sviluppato in collaborazione con Magneti Marelli.
Fiat 500 e 500C con bicilindrico TwinAir da 85 CV
La presentazione alla stampa internazionale della Fiat 500 TwinAir si è svolta nel Parco del Valentino, il più famoso e antico parco pubblico di Torino, situato lungo la sponda sinistra del Po, tra i ponti monumentali Umberto I (corso Vittorio Emanuele II) e Isabella (corso Dante). Contraddistinto da un ricchissimo patrimonio arboreo e avifaunistico, il Valentino ha ospitato fino al 1955 il Gran Premio di Formula 1 omonimo. Dunque, una location suggestiva che bene incarna il binomio “potenza e rispetto ambientale” racchiusi nella tecnologia TwinAir.
Le origini del parco si possono far risalire ad epoca assai remota: fin dal Medioevo, infatti, era in uso in zona il toponimo “Valentino”, di incerta origine, che dal 600 venne ad indicare il castello dei Savoia (Castello del Valentino, una delle Residenze Reali dei Savoia, Patrimonio Mondiale UNESCO) e l’area limitrofa. Il parco del Valentino, seppure non ancora a funzione pubblica, ebbe una prima realizzazione nel 1630, su progetto di Carlo Cognengo di Castellamonte, poi fu proseguito fino al 1660 dal figlio Amedeo.
Ma è nella seconda metà dell’800, con l’abbattimento delle mura voluto da Napoleone, che inizia per Torino una nuova fase urbanistica caratterizzata da un forte aumento della popolazione. È proprio in quel momento che nasce il verde pubblico in senso moderno, e la Città, per realizzare un pubblico passeggio, pensa alla zona attorno al Castello del Valentino. I lavori si avviarono nel 1863-1864, su parziale ridisegno del parco da parte dell’architetto francese Barillet-Deschamps che, ispirandosi ai principi del parco paesaggistico realizza una migliore sistemazione di viali, boschetti, vallette artificiali, un piccolo galoppatoio e un laghetto, poi prosciugato, che veniva usato d’inverno come “patinoire”.
Ancor prima di essere completato, il parco diventò la cornice di grandi esposizioni nazionali ed internazionali, che si tennero dal 1829 al 1961. In occasione dell’Esposizione Generale Italiana del 1884 venne realizzato il cosiddetto borgo medievale, ovvero la ricostruzione di uno scorcio completo dei principali caratteri stilistici ed architettonici delle opere piemontesi e della Val d’Aosta del Medioevo, con tanto di Rocca visitabile. Dopo l’Esposizione del 1911, il parco si assestò sulle sue dimensioni attuali.
Nel 1935 la capitale italiana dell’automobile allestisce un proprio circuito proprio nell’area del Parco del Valentino. La lunghezza di 4088 metri e la prima edizione, che si disputa il 7 luglio, è subito un successo: vince Tazio Nuvolari con l’Alfa Romeo, davanti ai compagni di marca Antonio Brivio e Carlo Pintacuda. Nino Farina si piazza quarto al volante di una Maserati. Il via viene dato di fronte al Castello del Valentino e il tracciato si snoda in gran parte all’interno del parco. Un lavoro notevole è rappresentato dall’allestimento, che prevede la costruzione di tribune mobili per il pubblico, della torretta per i commissari e per la stampa.
La manifestazione viene ripetuta due anni più tardi, il 18 aprile 1937. Sono sempre le Alfa Romeo a dominare la categoria più importante, quella delle monoposto da GP: vince Antonio Brivio, seguito da Nino Farina. Il pilota torinese è nel frattempo passato a far parte della scuderia milanese. La gara si disputa su una lunghezza complessiva di 175 km e il tracciato si rivela particolarmente tortuoso, dal momento che la media del vincitore è di 93,629 km orari. Per avere un confronto sul circuito di Montecarlo il primo classificato (Von Brauchitsch su Mercedes) gira alla media di 101,815 km orari.
La gara subisce una lunga interruzione per riprendere solo nel dopoguerra. Il conflitto è terminato da poco e l’industria automobilistica sta riavviando tra mille difficoltà la produzione. Le competizioni sono comunque un banco di prova importante per pubblicizzare i propri prodotti.
L’Automobile Club Torino, dal canto suo, compie uno sforzo notevole e riesce ad allestire, il 1° settembre 1946, il circuito che ospita il 1° Gran Premio di Torino. I regolamenti sportivi stanno cambiando e, pur non essendo ancora organizzato un vero e proprio campionato mondiale della specialità, sono molti gli appuntamenti prestigiosi dove le principali Case automobilistiche si confrontano. Torino è uno di questi. Il circuito viene allestito meticolosamente e il pubblico risponde entusiasta. La manifestazione viene ad assumere carattere internazionale, anche se a vincere sono le Alfa Romeo 158 dotate di compressore. I primi due posti della classifica sono infatti occupati da Achille Varzi e Wimille. La media del vincitore sui 283,200 km della gara è di 109,088 km orari, poiché il circuito è stato reso più veloce con l’inserimento di alcuni tratti di corso Massimo D’Azeglio. Al terzo posto si piazza Sommers su Maserati. Tazio Nuvolari è costretto al ritiro L’evento non si esaurisce con la disputa del GP, ma prosegue due giorni dopo con la Coppa Brezzi, per vetture senza compressore ci cilindrata limitata a 1500 cm3. In questa classe sono le Cisitalia di 1100 cm3 costruite da torinese Piero Dusio a dominare. Alla gara vengono invitati molti campioni, come Chiron, Taruffi e Nuvolari. Proprio quest’ultimo è protagonista di un episodio che resterà negli annali: dopo essere stato in testa alla corsa gli si rompe l’attacco del volante. Il pilota prosegue per qualche giro utilizzando il piccolo braccio metallico di bloccaggio del volante stesso, ma viene poi fermato dai commissari di gara. La gara viene vinta da Dusio, buon pilota oltre che costruttore.
La Ferrari iscrive il suo nome dell’albo d’oro della gara l’anno successivo con Sommers che vince alla media di 108,825 una gara lunga ben 540 km.
Nel 1948 l’edizione più prestigiosa. Il Gran Premio d’Italia si disputa infatti a Torino con i migliori piloti del momento al via. La gara si svolge nel primo weekend di settembre sotto una pioggia incessante. Il confronto vede contrapposti gli squadroni di Alfa Romeo (con Wimille, Trossi e Sanesi), Maserati (Villoresi, Ascari e Taruffi), contro le Ferrari di Farina, Sommers e Bira e le Talbot di Chiron, Rosier e Comotti. Molti gli incidenti in gara. Alla fine Wimille porta al trionfo l’unica Alfa rimasta, davanti alla Maserati di Villoresi, staccata di un giro.
Nel 1950 viene istituito il primo Campionato Mondiale di Formula 1. La gara italiana designata si disputa sul circuito di Monza. Per due anni non si corre a Torino, ma nel 1952 il circuito del Valentino torna ad ospitare auto da competizione. Il Gran Premio di Torino viene vinto da Gigi Villoresi su Ferrari. Nel 1953 e nel 1954 sono le vetture Sport ad animare il circuito cittadino che, nel 1955 vive alla grande la sua ultima edizione con la disputa del GP di Formula 1 vinto da Alberto Ascari su Lancia, dopo un bel duello con Luigi Musso su Maserati. Le auto della massima formula sono ormai velocissime. Ascari vince infatti alla media di oltre 141 km orari.

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1 Commento

  1. giuseppe di buono ha detto:

    il meglio di italia e la nostra fierte

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