i-MiEV dalle origini giapponesi al lancio europeo

i-MiEV dalle origini giapponesi al lancio europeo

Quando era stato annunciato come prototipo di EV nell'ottobre del 2006, si chiamava ancora "i MiEV" (senza trattino) ed era il frutto di quarant'anni di...

Quando era stato annunciato come prototipo di EV nell'ottobre del 2006, si chiamava ancora "i MiEV" (senza trattino) ed era il frutto di quarant'anni di ricerca e sviluppo condotti da Mitsubishi nel campo della propulsione elettrica. Il lavoro di sviluppo e produzione degli EV di Mitsubishi è cominciato infatti nell'ottobre del 1966, quando Mitsubishi Heavy Industries Ltd. (nel 1970 la divisione automobilistica di Mitsubishi Heavy Industries Ltd. si è distaccata dalla casa madre per diventare l’attuale Mitsubishi Motors Corporation) ha ricevuto l'incarico dall'azienda elettrica giapponese Tokyo Electric Power Company (TEPCO) di costruire prototipi elettrici e di testare la tecnologia delle batterie. A questa iniziativa ne sono seguite molte altre, fino ad arrivare alla produzione in serie dell'attuale i-MiEV. Mitsubishi Motors è stata anche una delle prime Case automobilistiche a riconoscere la superiorità delle batterie agli ioni di litio rispetto alle batterie piombo-acido in termini di densità di energia e di potenza, come dimostrato nel 1994 dallo sviluppo dell'ibrido plug-in Chariot HEV, seguito da numerosi programmi di test volti a migliorare performance, sicurezza, affidabilità e durata dei veicoli elettrici. Con l'intento di avviare la produzione commerciale dell'originaria "i MiEV", Mitsubishi Motors ha eseguito una serie di approfonditi collaudi per valutare l'affidabilità del veicolo e le sue prestazioni sui fondi stradali più ostici, nonché la resistenza ai crash-test; In parallelo, i MiEV affrontava la prova più "dura", quella della realtà, nell'utilizzo quotidiano degli operatori di flotte commerciali in Giappone, cui veniva affidata sempre nell'ambito dei programmi di test. Per un intero anno, ad esempio, 7 aziende energetiche giapponesi hanno guidato 37 prototipi elettrici coprendo ben 300.000 km nello svolgimento delle proprie attività.

Creazione del consenso ai veicoli elettrici: Lo stesso è accaduto al di fuori del Giappone. In Europa, Mitsubishi Corporation, la sua controllata MC Automobile (Europe) N.V., Mitsubishi Motors Corporation e Mitsubishi Motors Europe utilizzano per il medesimo scopo 11 auto per clienti aziendali e privati. Tre di queste i-MiEV con guida a destra sono state utilizzate dallo staff di M.M. Automobili Italia dal 3 novembre 2009 all’Agosto 2010 per iniziare a creare una rete di consensi e di consapevolezza verso il Veicolo elettrico, ma soprattutto verso un nuovo approccio all’auto. Presente all’Energy and Mobility Show H2ROMA 2009, i-MiEV è stato il primissimo mezzo elettrico al 100% (prodotto in serie) a percorrere agilmente i vicoli romani, come possono testimoniare molti giornalisti dell’Auto intervenuti in quell’occasione, ed il mese successivo la stessa opportunità è stata offerta ai colleghi del Nord Italia con un’anteprima per le strade milanesi. Molte sono state le occasioni ufficiose ed ufficiali (Electric Day organizzato dal mensile Quattroruote presso la pista di Vairano lo scorso Aprile) per introdurre i-MiEV alle aziende particolarmente sensibili al tema della mobilità sostenibile ed all’introduzione nelle flotte aziendali di mezzi a impatto zero. Molti i convegni e gli eventi a cui abbiamo partecipato in cui l’innovazione e l’ambiente costituivano il filo conduttore come “Scossa alla città” organizzato dal quotidiano “il Giornale” presso il teatro Piccolo di Milano, Emotion Event a Parma, l’Electric Festival a Lecce, “Aria nuova” all’Autodromo di Monza. Nell’Aprile 2010, in occasione dell’Award Well Tech 2010 i-MiEV ha ricevuto dal Presidente della Provincia di Milano Guido Podestà una menzione come valido prodotto a supporto della sostenibilità. Ultimi, ma non per importanza, gli incontri organizzati con docenti e studenti di alcune università, fondamentali per la comunicazione a chi sarà davvero attore del futuro e per la diffusione della conoscenza.

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